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Voto in Grecia, Inghilterra e Spagna. Gli anti-Ue alla conquistata dell’Europa

Quest’anno si voterà in Grecia, Inghilterra e Spagna. Tutti paesi in cui il fronte euroscettico ha delle chance di vittoria

L’Europa non può certo dormire sonni tranquilli in questo 2015 appena iniziato. Da qui a dicembre tre Paesi fondamentali per il futuro dell’Unione andranno alle urne: Grecia, Inghilterra e Spagna. In ognuno di questi Paesi le forze populiste e anti-euro sono premiate dalla popolazione e potrebbero addirittura vincere con conseguenze imprevedibili per il Vecchio Continente.

I primi ad andare a votare saranno i greci che il 25 gennaio dovranno scegliere chi dovrà guidare il paese dopo lo scioglimento dell’esecutivo dovuta alla mancata elezione del presidente della Repubblica. Gli ultimi sondaggi danno Syriza in testa con il 28% dei consensi, seguito da Nuova Democrazia al 25%. In un mese di campagna elettorale tre punti sono facilmente recuperabili, ma a Bruxelles e Francoforte si chiedono preoccupati che cosa potrebbe accadere se dovesse vincere Tsipras. Il leader greco non ha mai nascosto di voler stracciare gli accordi con la Troika e dire addio all’austerità.

A maggio sarà invece la volta dell’Inghilterra di David Cameron. I conservatori soffrono un calo nei consensi, nonostante l’economica britannica sia in salute e si sia ormai completamente ripresa dalla crisi del 2008. I Tory sono dai al 29%, mentre gli euroscettici dell’Ukip al 16%. Tredici punti sono difficili da recuperare, ma il partito di Nigel Farage potrebbe diventare l’ago della bilancia nel prossimo governo. E’ indubbio poi che la retorica anti-Europa dell’eurodeputato britannico ha spinto il governo conservatore ad assumere posizioni talvolta euroscettiche, fino ad annunciare un referendum sull’uscita di Londra dall’Unione nel 2017.

Infine la Spagna, che il 6 dicembre andrà alle urne. È difficile dire quali saranno gli equilibri politici tra quasi un anno, ma quel che è certo è che la scena pubblica è stata conquistata da Podemos, il partito erede del movimento degli indignados. Formazione che su molte questioni ha posizioni comuni a quelle del Movimento 5 Stelle, ma a cui non vuole essere assimilato. Secondo alcuni sondaggi Podemos sarebbe intorno al 27% insieme ai socialisti, mentre i popolari del primo ministro Rajoy sarebbero introno al 20%.