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14 agosto 1943 – Roma diventa “città aperta”, due parole che Rossellini renderà immortali

In questa data Roma viene dichiarata “città aperta”. È una formula destinata a entrare nella storia e, appena due anni più tardi, anche nella storia del cinema grazie al capolavoro di Roberto Rossellini.

14 agosto 1943 – Roma diventa “città aperta”, due parole che Rossellini renderà immortali

La decisione arriva in una delle estati più drammatiche vissute dalla Capitale. Il 19 luglio Roma aveva subito il devastante bombardamento che aveva colpito soprattutto San Lorenzo. Il 13 agosto gli aerei alleati erano tornati sulla città. Il giorno successivo il governo Badoglio comunicò la scelta di considerare Roma città aperta, nel tentativo di sottrarla ad altre operazioni militari e nuovi bombardamenti.

Una dichiarazione che non salvò Roma dalla guerra

Definire una città “aperta” significava, almeno teoricamente, rinunciare alla sua difesa militare per preservare popolazione, monumenti e patrimonio storico dalla distruzione. Per Roma, però, la realtà sarebbe stata assai diversa. Dopo l’armistizio dell’8 settembre arrivarono l’occupazione tedesca, i rastrellamenti, via Tasso, la deportazione degli ebrei romani, le Fosse Ardeatine e nove mesi di paura, fame e violenza.

La Capitale era “aperta” sulla carta, ma continuava a vivere pienamente dentro la tragedia della guerra. Proprio quella contraddizione avrebbe offerto, poco tempo dopo, il titolo perfetto per raccontare una città ferita ma ancora capace di resistere.

Rossellini trasforma la storia in cinema

Nel gennaio del 1945, quando nel Nord Italia si combatteva ancora, Roberto Rossellini iniziò a girare Roma città aperta. Le riprese cominciarono nella notte tra il 17 e il 18 gennaio, in una città che portava ancora addosso i segni materiali e umani dell’occupazione.

Con Anna Magnani nei panni di Pina e Aldo Fabrizi in quelli di don Pietro, il film trasformò episodi e atmosfere della Resistenza romana in una storia destinata a superare i confini italiani. La celeberrima corsa di Pina dietro al camion tedesco e la sua morte sotto una raffica di mitra sarebbero diventate una delle immagini simbolo del neorealismo. Presentato nel 1945, Roma città aperta conquistò poi il Festival di Cannes nel 1946 e contribuì in maniera decisiva all’affermazione internazionale del cinema neorealista.