Romano di nascita, milanese d’adozione, giornalista prima ancora che provocatore. Giuseppe Cruciani compie 60 anni. E dopo vent’anni di Zanzara continua a fare ciò che gli riesce meglio: dividere il pubblico tra chi lo detesta e chi non perde una puntata.
Il 15 settembre 1966 nasce a Roma Giuseppe Cruciani. Sessant’anni dopo, immaginarselo nella parte del saggio signore che dispensa consigli ai giovani risulta piuttosto complicato. Anche perché Cruciani ha costruito buona parte della sua carriera facendo esattamente il contrario: disturbare, provocare, mettere il dito dove la conversazione educata suggerirebbe di non metterlo.
Romano per nascita e formazione, frequenta il liceo classico Virgilio e si laurea in Scienze politiche alla Sapienza, con una tesi dedicata a Sendero Luminoso. Il giornalismo arriva attraverso Radio Radicale, poi le collaborazioni con L’Indipendente, Il Tempo, Liberal e Il Foglio, fino all’esperienza internazionale a Euronews. Nel 2000 approda a Radio 24.
Poi arrivò la Zanzara
La svolta porta la data del 2006, quando nasce La Zanzara. Da allora il programma diventa progressivamente qualcosa di più di una trasmissione radiofonica: una specie di ring quotidiano nel quale politica, sesso, costume, rabbia, personaggi improbabili e telefonate fuori controllo convivono senza chiedere il permesso. Dal 2010 al suo fianco c’è David Parenzo, perfetto contraltare di un meccanismo costruito proprio sullo scontro. Radio 24 definisce oggi il programma una zona franca “senza tabù” e nemica del politicamente corretto.
Un romano esportato a Milano
C’è qualcosa di profondamente capitolino, però, anche nel Cruciani ormai milanese d’adozione: il gusto della battuta, l’allergia alla solennità, quella capacità di trasformare una discussione serissima in una lite da tavolino del bar e viceversa.
A sessant’anni Cruciani rimane un personaggio difficile da collocare: troppo irregolare per diventare istituzionale, troppo professionista per essere liquidato come semplice provocatore. Si può amarlo o trovarlo insopportabile. Il problema, per i suoi detrattori, è che dopo vent’anni la Zanzara continua ancora a pungere.


