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17 settembre 1636 – Muore Stefano Maderno: l’uomo che fece dormire Santa Cecilia nel marmo

Il 17 settembre 1636 moriva Stefano Maderno. Trecentonovant’anni dopo, nel cuore di Trastevere, la sua Cecilia è ancora lì: immobile, voltata dall’altra parte, eppure più viva di molte statue che cercano disperatamente di attirare il nostro sguardo.

17 settembre 1636 – Muore Stefano Maderno: l’uomo che fece dormire Santa Cecilia nel marmo

Roma possiede statue che dominano piazze, fontane che urlano potenza, santi protesi verso il cielo. Poi c’è Santa Cecilia. Non guarda nessuno, non benedice, non trionfa. È semplicemente distesa, con il volto voltato dalla parte opposta rispetto a chi la osserva. E proprio per questo, più di quattro secoli dopo, continua a inquietare e commuovere. Non sembra una statua: sembra un corpo sul quale il tempo abbia deciso di fermarsi.

A scolpirla fu Stefano Maderno, morto a Roma e sepolto nella chiesa di San Lorenzo in Lucina. La sua biografia conserva qualche zona d’ombra persino sulle origini: gli studi più recenti hanno messo in discussione la tradizionale nascita lombarda, indicando Roma o Palestrina come ipotesi possibili. Di certo Maderno visse e lavorò a lungo nella Capitale e in alcuni documenti arrivò a definirsi egli stesso romano.

Quel corpo ritrovato sotto la basilica

La svolta arrivò nel 1599. Durante i lavori voluti dal cardinale Paolo Emilio Sfondrati nella basilica di Santa Cecilia in Trastevere furono ritrovate le spoglie attribuite alla martire. Secondo la tradizione apparvero straordinariamente conservate e nella stessa posizione che Maderno avrebbe poi consegnato al marmo. Lo scultore ricevette l’incarico di rappresentare Cecilia così come era stata vista al momento della ricognizione.

Ed è qui che avviene qualcosa di quasi cinematografico. Maderno rinuncia alla retorica. Cecilia non diventa un’eroina monumentale: rimane una giovane donna rannicchiata, avvolta nelle vesti, la testa girata, le mani raccolte davanti al corpo. Il marmo bianco pare tessuto. La santità non viene gridata: viene suggerita dal silenzio.

Prima di Bernini, Roma aveva già imparato a far respirare il marmo

Maderno lavorò anche per Paolo V, partecipando alla decorazione della Cappella Paolina di Santa Maria Maggiore, e fu uno degli scultori attivi nella Roma che precedette l’esplosione barocca di Gian Lorenzo Bernini. Ma nessun’altra sua opera raggiunse la forza della Santa Cecilia.

Forse perché quella statua non chiede di essere ammirata. Chiede quasi di abbassare la voce.