Roma possiede statue che dominano piazze, fontane che urlano potenza, santi protesi verso il cielo. Poi c’è Santa Cecilia. Non guarda nessuno, non benedice, non trionfa. È semplicemente distesa, con il volto voltato dalla parte opposta rispetto a chi la osserva. E proprio per questo, più di quattro secoli dopo, continua a inquietare e commuovere. Non sembra una statua: sembra un corpo sul quale il tempo abbia deciso di fermarsi.
A scolpirla fu Stefano Maderno, morto a Roma e sepolto nella chiesa di San Lorenzo in Lucina. La sua biografia conserva qualche zona d’ombra persino sulle origini: gli studi più recenti hanno messo in discussione la tradizionale nascita lombarda, indicando Roma o Palestrina come ipotesi possibili. Di certo Maderno visse e lavorò a lungo nella Capitale e in alcuni documenti arrivò a definirsi egli stesso romano.
Quel corpo ritrovato sotto la basilica
La svolta arrivò nel 1599. Durante i lavori voluti dal cardinale Paolo Emilio Sfondrati nella basilica di Santa Cecilia in Trastevere furono ritrovate le spoglie attribuite alla martire. Secondo la tradizione apparvero straordinariamente conservate e nella stessa posizione che Maderno avrebbe poi consegnato al marmo. Lo scultore ricevette l’incarico di rappresentare Cecilia così come era stata vista al momento della ricognizione.
Ed è qui che avviene qualcosa di quasi cinematografico. Maderno rinuncia alla retorica. Cecilia non diventa un’eroina monumentale: rimane una giovane donna rannicchiata, avvolta nelle vesti, la testa girata, le mani raccolte davanti al corpo. Il marmo bianco pare tessuto. La santità non viene gridata: viene suggerita dal silenzio.
Prima di Bernini, Roma aveva già imparato a far respirare il marmo
Maderno lavorò anche per Paolo V, partecipando alla decorazione della Cappella Paolina di Santa Maria Maggiore, e fu uno degli scultori attivi nella Roma che precedette l’esplosione barocca di Gian Lorenzo Bernini. Ma nessun’altra sua opera raggiunse la forza della Santa Cecilia.
Forse perché quella statua non chiede di essere ammirata. Chiede quasi di abbassare la voce.


