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20 agosto 1923 – Giorgio Albertazzi, il grande signore del teatro che Roma adottò come una delle sue voci

Toscano di nascita ma profondamente legato a Roma, trasformò il palcoscenico in un luogo di seduzione intellettuale, portando nella Capitale Shakespeare, Pirandello, D’Annunzio e i grandi classici con uno stile diventato inconfondibile.

20 agosto 1923 – Giorgio Albertazzi, il grande signore del teatro che Roma adottò come una delle sue voci

Il 20 agosto a Fiesole, sopra Firenze, nasceva Giorgio Albertazzi, attore, regista e uomo di cultura destinato a diventare uno dei volti più riconoscibili del teatro italiano. Roma non fu la sua città natale, ma divenne presto una delle capitali della sua carriera e, in qualche modo, la sua seconda patria artistica.

Per decenni Albertazzi attraversò i grandi teatri romani imponendo quella presenza scenica impossibile da confondere: voce profonda, dizione perfetta, eleganza aristocratica e una capacità quasi ipnotica di appropriarsi delle parole degli autori che interpretava.

Da Shakespeare a D’Annunzio, una vita sul palcoscenico

Albertazzi apparteneva a una generazione di attori per i quali il teatro era ancora rito, disciplina e perfino una forma di potere. Recitò Shakespeare, Pirandello, Ibsen, Dostoevskij e D’Annunzio, alternando continuamente teatro, cinema e televisione.

Uno dei suoi maggiori successi fu Memorie di Adriano, tratto dal romanzo di Marguerite Yourcenar: un monologo diventato quasi una seconda pelle, rappresentato centinaia di volte e particolarmente suggestivo proprio a Roma, città che trasformava le parole dell’imperatore Adriano in memoria viva.

Nel 2003 assunse anche la direzione artistica del Teatro di Roma, confermando un rapporto con la Capitale che andava molto oltre le semplici tournée.

Albertazzi e Roma, quando bastava una voce

In un teatro contemporaneo sempre più affidato a immagini, effetti e contaminazioni, Albertazzi apparteneva alla vecchia scuola: poteva entrare in scena quasi senza nulla e riempire lo spazio semplicemente pronunciando una frase. Continuò a recitare fino a un’età straordinariamente avanzata. Morì il 28 maggio 2016, a 92 anni.