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21 agosto 1987 – Addio Bombolo, l’imperinente “venticello” che soffiava nel cinema di serie B

L’attore Franco Lechner morì a Roma a soli 56 anni. Prima di diventare uno dei caratteristi più amati della commedia italiana aveva fatto il venditore ambulante tra Campo de’ Fiori e i vicoli del centro. Con Tomas Milian formò una delle coppie cult del cinema popolare.

21 agosto 1987 – Addio Bombolo, l’imperinente “venticello” che soffiava nel cinema di serie B

Ci lascia Franco Lechner, per tutti Bombolo, attore per mestiere soltanto nella seconda parte della sua vita e romano per vocazione dalla nascita. Era venuto al mondo nella Capitale il 22 maggio 1931 e prima del cinema aveva conosciuto soprattutto la strada, lavorando come venditore ambulante di stoviglie, tovaglie e ombrelli nella zona di Campo de’ Fiori.

Una palestra decisamente diversa dall’Actors Studio, ma forse molto più utile per costruire quel campionario di facce, smorfie, battute e inflessioni che lo avrebbe reso inconfondibile. Bombolo non aveva bisogno di “fare” il romano. Gli bastava esserlo.

Bombolo e Tomas Milian, nasce il mito di Venticello

Il cinema arrivò negli anni Settanta e trasformò quel venditore ambulante in uno dei caratteristi più riconoscibili della commedia italiana. L’incontro con registi come Bruno Corbucci e l’esperienza con il Bagaglino aprirono una carriera costruita sulla mimica, sul dialetto, sulle celebri esclamazioni e su quella comicità fisica che oggi sarebbe praticamente impossibile imitare.

Ma è soprattutto accanto a Tomas Milian, nella saga dell’ispettore Nico Giraldi, che Bombolo entrò definitivamente nell’immaginario collettivo. Il suo Venticello, ladruncolo, informatore e campione di espedienti, era una caricatura della Roma più scalcagnata e irresistibile: furba senza essere davvero cattiva, povera ma mai rassegnata, pronta a incassare uno schiaffone e subito dopo a inventarsi una battuta.

“Ciao Bombolo, core de Roma”

Bombolo morì il 21 agosto 1987 a Roma, a 56 anni. I funerali si svolsero tre giorni dopo nella chiesa di Santa Maria in Vallicella. Riposa al cimitero Flaminio di Prima Porta. Sulla sua tomba poche parole, sufficienti però a raccontare tutto: “Ciao Bombolo, Core de Roma”. Perché lui non fu soltanto un attore comico. Fu una di quelle facce che Roma ogni tanto consegna allo spettacolo senza averle preparate a tavolino: personaggi nati per strada che sullo schermo continuano semplicemente a essere loro stessi.