Il 26 agosto 1978 il conclave sceglie il patriarca di Venezia Albino Luciani. Diventa Giovanni Paolo I e conquista immediatamente Roma con il suo sorriso e una semplicità lontana dalla solennità tradizionale. Il suo pontificato durerà appena 33 giorni.
Il 26 agosto 1978 Roma ha un nuovo Papa. Sono trascorse appena tre settimane dalla morte di Paolo VI quando dal comignolo della Cappella Sistina arriva la fumata bianca. Alla quarta votazione i cardinali scelgono Albino Luciani, patriarca di Venezia, che raccoglie un consenso quasi unanime.
Alle 19.20 il cardinale protodiacono Pericle Felici pronuncia dalla loggia di San Pietro l’Habemus Papam. Dieci minuti più tardi Luciani compare davanti alla folla per la prima benedizione.
Un nome mai sentito prima in Vaticano
La prima sorpresa arriva proprio dal nome scelto: Giovanni Paolo I. Nessun pontefice aveva mai utilizzato un doppio nome. È l’omaggio di Luciani ai suoi due predecessori, Giovanni XXIII e Paolo VI, quasi a indicare fin dall’inizio la volontà di proseguirne il cammino.
Ma Roma resta soprattutto colpita dall’uomo. Luciani appare timido, quasi spaesato davanti alla grandezza del ruolo che gli è appena piombato addosso. Il giorno successivo racconterà di essere entrato nella Sistina per votare senza immaginare minimamente ciò che sarebbe accaduto.
Il sorriso, il linguaggio comprensibile, la rinuncia a molte formule solenni lo trasformano rapidamente nel “Papa del sorriso”.
Quel pontificato che Roma vide appena cominciare
Giovanni Paolo I prova fin dai primi giorni a modificare alcuni codici del papato. Abbandona il plurale maiestatis, parla in prima persona, cerca un rapporto diretto con i fedeli. Il 3 settembre celebra la Messa di inizio del ministero petrino, mentre il 6 settembre dedica la prima udienza generale all’umiltà. Ma il tempo sarà pochissimo.
Nella notte tra il 28 e il 29 settembre 1978, Albino Luciani muore improvvisamente nell’appartamento pontificio. Il Vaticano indica come causa un infarto. Il suo pontificato si chiude dopo appena 33 giorni, uno dei più brevi della storia contemporanea della Chiesa. Roma aveva appena imparato a conoscere quel Papa venuto dalle montagne venete, capace di apparire quasi intimidito dal trono di Pietro. E forse proprio per questo non lo avrebbe più dimenticato.


