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28 agosto 1938 – Nasce Maurizio Costanzo, l’uomo che trasformò il salotto in televisione

Giornalista, autore, conduttore e inventore di un modo tutto italiano di raccontare il Paese. Dalla carta stampata a “Bontà loro”, fino al Maurizio Costanzo Show: oltre sessant’anni trascorsi a interrogare l’Italia, spesso semplicemente lasciandola parlare.

28 agosto 1938 – Nasce Maurizio Costanzo, l’uomo che trasformò il salotto in televisione

Figlio di Ugo, impiegato al ministero dei Trasporti, e Jole De Toni. Il giornalismo gli entra presto nella testa: da ragazzo dirige persino un piccolo giornale scolastico e immagina il portasapone del bagno come un microfono radiofonico. A diciotto anni è già nella redazione di Paese Sera.

È l’inizio di una carriera impossibile da confinare dentro una sola definizione. Costanzo sarà giornalista, autore radiofonico, sceneggiatore, paroliere, regista teatrale e soprattutto uomo di televisione. Nel 1966 firma con Ghigo De Chiara il testo di Se telefonando, musica di Ennio Morricone e voce di Mina: basterebbe già questo per ritagliargli un posto nella storia dello spettacolo italiano.

Ma Costanzo aveva ancora quasi tutto da inventare.

Da Bontà loro al teatro Parioli

Nel 1976 arriva Bontà loro, considerato uno dei programmi che introducono in Italia il talk show televisivo moderno. Niente grandi scenografie, niente spettacolo nel senso tradizionale: persone sedute, domande, risposte, silenzi. Costanzo capisce prima di molti altri che il pubblico può appassionarsi semplicemente ascoltando qualcuno raccontarsi.

La consacrazione arriva nel 1982 con il Maurizio Costanzo Show, destinato a diventare uno dei programmi più longevi della televisione italiana. Dal palco del teatro Parioli passa praticamente tutto il Paese: politici e comici, attori e magistrati, scrittori, cantanti, perfetti sconosciuti, fenomeni destinati a durare una stagione e personaggi che invece entreranno nell’immaginario collettivo.

Costanzo non cerca necessariamente l’intervista perfetta. Cerca il personaggio, la battuta, l’incrinatura, quella frase detta quasi per caso capace di raccontare molto più di una risposta preparata.

Roma dentro ogni domanda

Roma rimane il suo centro di gravità. Non soltanto perché vi nasce e vi muore, il 24 febbraio 2023, ma perché profondamente romano è anche il suo modo di stare davanti alle persone: disincantato, curioso, ironico, allergico alla solennità. Per decenni Costanzo costruisce un enorme condominio televisivo nel quale possono incontrarsi mondi che normalmente non si parlerebbero mai. Scopre talenti, accompagna carriere, crea programmi, scrive, intervista, provoca e osserva.

E forse il segreto del suo successo era tutto lì: mentre molti in televisione cercavano continuamente di apparire, Maurizio Costanzo sembrava interessato soprattutto a capire chi aveva davanti.