Il 30 agosto 1921, nella zona dell’attuale Vitinia, si congiungono i due tronchi della futura ferrovia Roma-Ostia. È una data quasi dimenticata, ma segna una tappa decisiva nel lungo sogno di portare la Capitale direttamente al suo mare.
A Vitinia si chiude il cerchio
Il 30 agosto 1921 Roma compie un passo decisivo verso Ostia. In località Vitinia, allora indicata anche come Risaro, le squadre impegnate nella costruzione della ferrovia provenienti dai due lati riescono finalmente a congiungere i rispettivi tracciati. Per la futura Roma-Lido è il momento nel quale il progetto smette definitivamente di essere soltanto una linea disegnata sulle carte.
L’idea di una ferrovia capace di collegare direttamente la città al litorale era molto più antica. Tra i suoi principali promotori c’era Paolo Orlando, ingegnere e protagonista dello sviluppo moderno di Ostia, convinto che Roma dovesse riappropriarsi del rapporto con il mare. I lavori erano stati avviati ufficialmente nel 1918, dopo i rinvii provocati dalla Prima guerra mondiale.
Quel 30 agosto, tuttavia, nessun romano può ancora salire a Porta San Paolo con asciugamano e costume sotto il braccio. Mancano stazioni, impianti e sistemazioni definitive della linea. Il collegamento esiste fisicamente, ma bisognerà ancora attendere.
Il primo viaggio e l’inaugurazione
Pochi mesi dopo, un piccolo convoglio a vapore percorre sperimentalmente il tracciato portando a Ostia Paolo Orlando e alcuni dirigenti dello SMIR, l’ente che aveva seguito la realizzazione dell’opera.
La ferrovia vera e propria entrerà invece in servizio soltanto il 10 agosto 1924, con la partenza inaugurale da Porta San Paolo. Dal giorno successivo inizieranno i collegamenti regolari tra Roma e il Lido. Quel treno cambierà anche la geografia sentimentale della città. Il mare, fino ad allora relativamente lontano dalla quotidianità dei romani, diventa progressivamente una destinazione popolare: Ostia cresce, nascono stabilimenti e villini, aumentano villeggianti e pendolari. Tutto passa anche da quel 30 agosto, quando in mezzo alla campagna romana due tronconi di ferrovia finalmente si toccarono.


