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4 settembre 476 – Finisce l’Impero di Roma. Ma quasi nessuno se ne accorse

quel 476 è diventato uno dei grandi spartiacque della storia: finisce convenzionalmente l’Impero romano d’Occidente, mentre quello d’Oriente continuerà per quasi un altro millennio, fino alla caduta di Costantinopoli nel 1453. Sono passati 1550 anni. L’Impero è scomparso. Roma, invece, è ancora qui. E forse è questa la vendetta più elegante della Città Eterna sulla storia.

4 settembre 476 – Finisce l’Impero di Roma. Ma quasi nessuno se ne accorse

Esattamente 1550 anni fa Odoacre deponeva Romolo Augustolo, ultimo imperatore romano d’Occidente. Una data scelta dalla storia come confine tra mondo antico e Medioevo. Peccato che, quel giorno, Roma non crollò affatto.

Ci sono date che fanno più rumore nei libri di storia che nella storia stessa. Il 4 settembre 476 è una di queste. Da generazioni gli studenti imparano che quel giorno finì l’Impero romano d’Occidente e, per convenzione, anche l’età antica. Un bel tratto di penna: di qua Roma, di là il Medioevo. La realtà fu assai meno cinematografica.

A Ravenna, ormai capitale dell’Impero d’Occidente, il generale Odoacre depose il giovanissimo Romolo Augustolo, figlio del patrizio Oreste e imperatore da neppure un anno. Non gli tagliò la testa, non lo gettò in una segreta e non incendiò il palazzo. Gli concesse un vitalizio e lo spedì in Campania. Con lui scomparve la dignità imperiale d’Occidente.

L’ultimo Romolo chiude il cerchio

Persino il nome sembra scritto da uno sceneggiatore con il gusto della simbologia: Romolo, come il leggendario fondatore di Roma; Augusto, come il primo imperatore. L’ultimo sovrano portava insieme il nome dell’inizio della città e quello dell’inizio dell’Impero.

Ma il ragazzo, soprannominato “Augustolo”, cioè piccolo Augusto, aveva pochissimo potere reale. A comandare era il padre Oreste, sconfitto e ucciso pochi giorni prima dalle truppe di Odoacre.

Odoacre non nominò un altro imperatore fantoccio. Mandò invece le insegne imperiali a Costantinopoli e governò l’Italia come re, mantenendo formalmente un rapporto con l’imperatore d’Oriente Zenone.

Roma cadde senza cadere

Ed è questo il dettaglio più affascinante. Roma il 4 settembre 476 non venne conquistata. Non bruciò. Non ci furono trombe dell’Apocalisse. Da tempo non era più la capitale politica dell’Impero e la struttura occidentale si era progressivamente svuotata. Per i contemporanei la deposizione di Romolo non ebbe probabilmente nulla dell’evento epocale che le avrebbero attribuito i secoli successivi. Treccani ricorda non a caso l’espressione dello storico Arnaldo Momigliano: una “caduta senza rumore”.