Padre Georg declassato da Francesco: da Ratzinger a prete di provincia

Dopo i dissidi, Georg Gaenswein sta cercando di trattare con Papa Francesco per una sua ricollocazione perché troppo giovane per la pensione

Di Giuseppe Vatinno
Cronache

Padre Georg ancora senza lavoro, in Vaticano spunta l'ipotesi per l'ex braccio destro di Ratzinger di gestire un santuario. Rumors 

La vicenda di Padre Georg, il segretario factotum di Benedetto XVI, sta diventando sempre più chiara nella sua dinamica. La vicenda è nota ma la riassumo brevemente. Dopo la scomparsa il 31 dicembre di Papa Benedetto il suo segretario tedesco Georg Gaenswein aveva cominciato un imponente fuoco di fila contro Papa Francesco, peggio che in Ucraina. Fuoco preventivo, come si sarebbe scoperto dopo e cioè Georg voleva ammorbidire Francesco che qualche anno prima lo aveva privato dell’incarico operativo di Prefetto della Casa Pontificia lasciandogli però beffardamente lo stipendio e il titolo.  Della qual cosa il prelato tedesco si era immediatamente lamentato sui media citando il suo nuovo libro “Nient’altro che la verità” che peraltro era già sospettosamente pronto da tempo.

Nel libro si lamenta di essere “stato dimezzato” dal pontefice regnante che lo aveva relegato al ruolo di badante apostolico: “Lei rimane prefetto ma da domani non torni al lavoro". Quando Georg si lamentò della cosa con Benedetto si beccò una risposta disarmante: "Penso che Papa Francesco non si fidi più di me e desideri che lei mi faccia da custode..." Dicevamo che Georg approfittò delle vacanze natalizie per sparare ad alzo zero contro Papa Francesco che alla ripresa delle attività lo convocò subito in Vaticano e gli fece un liscio e busso memorabile durante il quale le grida risuonarono in tutti i Sacri Palazzi. Da quel momento Padre Georg non solo si tacque d’improvviso ma anzi diventò mitissimo agnello sottomesso al Santo Padre che, tra l’altro, gli aveva imposto un assoluto silenzio.

Non solo. L’ex segretario cercò anche goffamente di impedire la pubblicazione del libro facendo inutili pressioni su Marina Berlusconi, ma ormai la frittata era stata fatta. A questo punto è chiaro che Georg Gaenswein stava trattando con Papa Francesco una sua ricollocazione perché troppo giovane per la pensione. Ma poiché il rapporto tra i due non è mai stato buono aveva messo le mani avanti per evitare rappresaglie ora che il suo protettore non c’era più. Gli incarichi di cui si parla sono una nunziatura più o meno prestigiosa o un insegnamento universitario.

Nell’incontro con il Papa di qualche giorno fa tuttavia è uscito un nulla di fatto perché si è parlato soprattutto delle “carte” lasciate da Benedetto XVI e quindi di problemi tecnici, diciamo così.  Infatti, proprio dopo l’incontro, non risultano nel Bollettino vaticano pubblicato novità riguardanti Gaenswein come lo stesso prelato non ha mancato di far sapere personalmente all’opinione pubblica, riaprendo le polemiche.  «Di fatto non sono ancora a conoscenza del nuovo compito che mi attende», ha dichiarato martedì sera a Monaco durante la presentazione del suo libro. Ora però la consacrazione della sua sottomissione -che sembrava suggellata da Bruno Vespa in cui fece pubblico voto di penitenza e obbedienza-, è stata rimessa in dubbio e il prete tedesco ha ricominciato il giochetto con Papa Francesco che da buon gesuita conosce l’arte della pazienza ma –sempre da buon gesuita- sa anche come assestare micidiali colpi. Non a caso, dopo l’esternazione di padre Georg, in Vaticano è stranamente cominciata a girare la possibilità che gli sia assegnato un Santuario, incarico certo non certo prestigioso per chi è stato il numero 2 del Papa.

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