Successione Papa, Zuppi ci crede ma pesano gli "scandali" di Monsignor Paglia

Molto vicino alla politica, attento ai fatti nostrani, il capo della Cei Zuppi persegue da anni un obiettivo ben preciso e cioè quello di diventare Papa

Di Giuseppe Vatinno
Cronache

Papa Francesco e la successione, il punto debole di Zuppi pare essere proprio Paglia. Ecco perchè

Matteo Maria Zuppi (67) è un principe della Chiesa, cioè un cardinale nonché vescovo di Bologna. Il suo motto è: “Gaudium domini fortitudo vestra” e cioè “La gioia del Signore è la tua forza”. Nel suo stemma araldico compare anche un altro motto tratto dal capitolo IV del vangelo di Giovanni: "Levate oculos vestros ad messem" “Alzate i vostri occhi alle messi” e la frase proseguirebbe con un esemplificativo “il tempo della mietitura è arrivato”. La frase fu pronunciata da Gesù nell’incontro con la Samaritana.

Presenti nello stemma tre onde che raffigurano il Tevere, il fiume di Roma, città in cui è nato. Zuppi ha studiato presso il seminario di Palestrina ed è laureato in Teologia presso la Pontificia Università Lateranense e poi presso la Sapienza di Roma in lettere e filosofia con una tesi sulla storia del Cristianesimo. Dunque un uomo di cultura e d’azione. Dal 1981 al 2010-e questo è un particolare importante- è viceparroco prima e parroco dopo della basilica di Santa Maria in Trastevere a Roma. Infatti il punto cruciale della sua carriera è che diventa nel 2006 cappellano di Sua Santità e assistente ecclesiastico generale della Comunità di Sant’Egidio.

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Nel 2015 Papa Francesco lo nomina arcivescovo metropolitica di Bologna. Dal 24 maggio 2022 è presidente della Conferenza Episcopale Italiana (CEI). Ed ora veniamo al presente. Le condizioni di Papa Francesco non sono delle migliori anche se data l’età non sono pessime. Tuttavia è inevitabile che sia cominciato un “totoPapa”, considerando oltretutto che l’ultimo Papa italiano è stato Papa Giovanni Paolo I, Papa Luciani, dal pontificato misterioso e brevissimo, solo 33 giorni come gli anni di Cristo. Le pressioni su Bergoglio affinché spinga per un suo successore italiano sono rilevanti. L’altro contendente è il segretario di Stato Vaticano, il cardinal Pietro Parolin (68).

Parolin viene da tutt’altro percorso e cioè dalla nunziatura apostolica, con una esperienza i n America Latina, il Venezuela in cui ha dato prova di affidabilità e competenza che non sono sfuggite a Bergoglio. Ma se Parolin è caratterizzato dalla attività internazionale Zuppi lo è da quella nazionale. Molto vicino alla politica, attento ai fatti nostrani, sembra perseguire da anni un obiettivo ben preciso e cioè quello di diventare Papa. Che su Zuppi si stai puntando molto lo dimostra che la sua candidatura è frutto proprio della sua lunghissima permanenza nella chiesa di Santa Maria in Trastevere, sede della potentissima Comunità di Sant’Egidio, fondata dall’ ex ministro Andrea Riccardi.

Zuppi successe come parroco a Vincenzo Paglia, poi nominato vescovo di Terni. Paglia è attualmente Presidente della Pontificia accademia per la vita e Gran cancelliere del Pontificio consiglio per la famiglia. Zuppi, come Paglia, è dunque legato a doppio filo alla Comunità di Sant’Egidio che si è storicamente caratterizzata per la sua vocazione progressista e post - conciliare. Paglia, che è anche consigliere spirituale di Sant’Egidio, è visto con il fumo negli occhi dai conservatori per le sue aperture nel campo dell’aborto e della tematica gender.

Zuppi e Paglia stanno collaborando anche per far avere quote di PNRR alla Caritas, e questo è un discorso che Papa Francesco ha delegato ai due dopo l’incontro avvenuto ad inizio anno con Giorgia Meloni in Vaticano. Ricordiamo anche la profonda riorganizzazione che ha fatto Bergoglio del Vicariato romano in cui il cardinal vicario Angelo De Donatis è stato posto sotto tutela dal Papa stesso dopo aver avuto dissapori proprio con la comunità di Sant’Egidio.

Insomma in Oltretevere le manovre di successione sono incominciate da tempo. Ma il “play off” è appunto tra Zuppi e Parolin e non è detto che il Segretario di Stato se ne stia con le mani in mano. Il punto debole di Zuppi pare essere proprio Paglia. Finito indagato per una compravendita di un castello a Narni –aveva la gestione degli immobili della Diocesi- fu prosciolto dopo le indagini preliminari. I conservatori gli rimproverano anche un affresco omoerotico nella Cattedrale di Terni in cui è rappresentato semi - nudo con lo zucchetto episcopale. Potrebbe a breve divenire una presenza ingombrante per lo stesso Zuppi in un periodo di grande incertezza pastorale.

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