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Attacchi chirurgici israeliani uccidono donne e bambini: il caso

Israele-Gaza, altro che attacchi chirurgici. Il caso 

Dovevano essere attacchi “chirurgici” quelli sferrati dall'esercito israeliano alla striscia di Gaza. Obiettivo: uccidere tre comandanti delle Brigate al-Quds, il braccio armato del movimento islamista palestinese considerato "terrorista" e responsabile dei recenti lanci di razzi contro israele. Invece si sono stati una carneficina: insieme a Jihad al-Ghannam, Khalil al-Bahtini e Tariq Izz al-Deen, sono morte 10 persone, fra cui le loro mogli e molti dei loro bambini, e almeno altre 20 sono state gravemente ferite.

La strategia del terrore e dell'emergenza del governo israeliano di ultra destra è chiarissima, così come è chiaro che uccidere gli attivisti della Jihad mentre si preparavano ai colloqui per il cessate il fuoco al Cairo significa decapitare qualunque iniziativa orientata a costruire ponti e non muri fra il popolo palestinese e quello israeliano. 

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