Assegno unico figli, tagli fino a 950 euro: ecco chi rischia

Il nuovo assegno unico per i figli inizierà ad essere erogato da marzo. Intanto la Fondazione studi dei consulenti del lavoro ha fatto un'analisi di calcolo

Economia
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Assegno unico per i figli, ecco tutte le variabili sull'importo 

Via libera alle richieste per l'assegno unico per i figli, il nuovo contribuito statale che l'Inps erogherà dal prossimo marzo direttamente a chi ha fatto richiesta tramite l'apposita applicazione disponibile sul portale dell'Istituto o gli enti di patronato. Ma esattamente a quanto ammonta il nuovo assegno universale

Molte le domande che si susseguono: con un reddito medio-alto e un Isee superiore ai 40mila euro, quale sarà l'importo? E nel caso di un nucleo familiare con un solo reddito da lavoro, con Isee inferiore a 25mila euro e un figlio disabile a carico? Ecco che con alcuni esempi pratici, un approfondimento della Fondazione Studi del Consiglio Nazionale Consulenti del Lavoro, cerca di fare chiarezza sulle somme che l'Inps, a partire da marzo, erogherà alle famiglie che ne faranno richiesta. 

Assegno unico, ecco a quanto ammonta 

Innanzitutto, "l'ammontare dell'assegno è modulato non solo sulla base della condizione economica del nucleo familiare, individuata attraverso l'Isee, tenendo conto dell'età dei figli a carico, ma anche sulla situazione patrimoniale che non necessariamente inquadra la ricchezza di una famiglia. Si pensi, ad esempio, agli immobili ricevuti in eredità a fronte dei quali, spesso, le famiglie devono sostenere dei costi senza trarre alcun beneficio economico", spiega la Fondazione.

Assegno unico universale, i redditi medio-alti sono i più penalizzati 

Di conseguenza, in assenza di redditi cospicui ma con un Isee elevato, il valore dell'assegno unico universale potrebbe andare a penalizzare i contribuenti con redditi da lavoro che possono definirsi "medio-alti", e con un Isee, ovvero l'Indicatore della situazione economica equivalente, superiore a 40.000 euro, giacchè l'erogazione della prestazione, "con valore fisso di 50 euro mensili per figlio", si traduce, per i beneficiari, in "un sostegno economico decisamente inferiore, rispetto a quanto percepito fino allo scorso anno". Nel caso, infatti, di due genitori dipendenti con un reddito complessivo di 53.000 euro e due figli con più di tre anni e un Isee stimato superiore ai 40.000 euro, "la perdita stimata è di 946,16 euro", rivela la Fondazione. 

In linea generale, l'assegno spetta per ogni figlio minorenne e decorre dal settimo mese di gravidanza. Viene riconosciuto, inoltre, per ciascun figlio maggiorenne a carico, fino al compimento del ventunesimo anno di età, a condizione che ricorra uno dei seguenti casi: 1) frequenti un corso di formazione scolastica o professionale, ovvero un corso di laurea; 2) svolga un tirocinio ovvero un'attività lavorativa e possieda un reddito complessivo inferiore agli 8.000 euro annui; 3) sia registrato come disoccupato e in cerca di un lavoro presso i servizi pubblici per l'impiego; 4) svolga il servizio civile universale. Raggiunta la maggiore età, i figli potranno chiedere direttamente la corresponsione della quota loro spettante al fine di favorirne l'autonomia. 

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