Carige, l'Ue boccia la Bce: "Sbagliata l'amministrazione straordinaria"

Il tribunale riconosce comunque che "non si può porre rimedio all’errore commesso nell’applicazione dell’articolo 70"

Economia

Carige, il tribunale Ue boccia la Bce sull'amministrazione straordinaria

Il Tribunale Ue del Lussemburgo annulla la decisione della Bce che ha posto Banca Carige in amministrazione straordinaria, condannando l'Eurotower a risarcire le spese presentate dalla ricorrente, una piccola azionista italiana che ha contestato le misure adottate da gennaio 2019. 

Poiché la banca aveva accumulato perdite per oltre 1,6 miliardi di euro tra dicembre 2014 e il primo gennaio 2019, la Bce aveva adottato una misura d’intervento che fissava degli obiettivi da raggiungere tra il 2017 e il 2019 per i prestiti deteriorati e la relativa copertura. Le attività poste in essere dalla banca per il conseguimento degli obiettivi erano state infruttuose.

Nel corso dell’assemblea generale del 22 dicembre 2018 la proposta di aumentare il capitale è stata oggetto di opposizione da parte degli azionisti che detenevano il 70% del capitale. A seguito di questi avvenimenti, hanno rassegnato le dimissioni il presidente, il vicepresidente, il direttore generale e la maggioranza dei consiglieri d’amministrazione, così comportando la decadenza del consiglio di amministrazione.

La corte europea osserva "che, quando il diritto dell’Unione è composto da direttive, deve essere applicata la legislazione nazionale di recepimento di tali direttive" mentre una diversa interpretazione "presupporrebbe che le disposizioni nazionali divergano dalle direttive e che, in tal caso, i due tipi di atti vincolino la Bce come fonti normative distinte".

Di qui la valutazione che la Banca centrale europea sia incorsa in un errore di diritto nel determinare la base giuridica per le decisioni impugnate. Il tribunale riconosce comunque che "non si può porre rimedio all’errore commesso dalla Bce nell’applicazione dell’articolo 70 del testo unico bancario con un’interpretazione libera dei testi normativi".

Secondo l’interpretazione del Tribunale, le norme poste a base delle decisioni non prevedono lo scioglimento degli organi di amministrazione o di controllo delle banche e l'istituzione di un'amministrazione straordinaria, nel caso in cui il "deterioramento della situazione della banca o del gruppo bancario sarebbe particolarmente significativo".  

La Bce e la Commissione hanno sostenuto che la Bce era tenuta ad applicare, oltre al diritto nazionale, anche il diritto dell'Unione, cosa che avrebbe fatto nel caso concreto applicando la disposizione della direttiva 2059/14, la quale prevede l’amministrazione straordinaria in caso di deterioramento significativo della situazione dell'ente considerato.

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