Disney Italia sempre più in rosso: ricavi giù e nuova ondata di esuberi

La sede italiana del colosso americano ha ridotto gli utili nell’ultimo, dopo la chiusura della divisione Home Entertainment e dei negozi monomarca

di Redazione Economia
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Disney Italia in rosso: tagli in arrivo per 66 dipendenti, il 27% della forza lavoro 

Continua la crisi di Disney in Italia. E a farne le spese, oltre ai ricavi, ora anche i lavoratori. Come spiegato da ItaliaOggi, se a settembre 2022 i dipendenti del colosso sulla Penisola erano 222, a fine esercizio dell’anno scorso sono stati annunciati numerosi esuberi. Che vanno ad aggravare una situazione già compromessa. Si parla di tagli per 60 dipendenti, ovvero il 27% della forza lavoro. 

Nonostante una tradizione di così lungo corso, infatti, il business in Italia sta diventando sempre più marginale e impersonale per la big statunitense, soprattutto dopo le recenti ristrutturazioni che hanno visto la chiusura di tutti i canali televisivi, di tutti i negozi fisici, e lo stop alla divisione Home entertainment.

E in effetti, come si legge nel bilancio di esercizio 2022, che termina al 30 settembre 2022, i ricavi direttamente connessi alle vendite di Walt Disney in Italia sono in calo costante: 288 milioni di euro nel 2019, e poi 229 milioni nel 2020, scesi a 199 milioni nel 2021 e a 187 milioni nel 2022. Rimane, comunque, una società sana, con 10,7 milioni di utili nel 2022 dopo i 13 milioni del 2021, ma si fa fatica a intravedere una strategia. E, soprattutto, il business di Disney+ non decolla: dai conti della società, i ricavi dell’over the top in Italia restano sotto i 100 milioni di euro all’anno.

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Disney, la crisi del colosso americano è ormai mondiale, tra ricavi in perdita e licenziamenti

Anche negli Usa, comunque, la situazione non pare delle migliori, con l’ad Bob Iger che già lo scorso febbraio aveva annunciato un taglio del personale di ben 7000 unità. Tra tagli dolorosi, licenziamenti e troppi competitor, inoltre, i bilanci si fanno sempre più opachi. Dopo anni passati a rivoluzionare il mondo dell’intrattenimento anche per lo streaming è tempo di ripensare al modello di business: oltre a Netflix aziende come HBO, Comcast, Apple e Amazon hanno iniziato a registrare il segno meno.

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