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Politica
Bisignani a Trento tuona sul governo: “Giorgia fuoriclasse, Urso andrà a casa"

Bisignani a Trento: “Meloni solita secchiona, Urso vanitoso e Conte un fenomeno da baraccone”. E su Pichetto Fratin: "Non distingue la super dalla benzina”

A distanza di tanti anni da “I potenti al tempo di Renzi” (Chiaralettere, 2015), lo scrittore Luigi Bisignani torna in libreria insieme al giornalista Paolo Madron con una nuova fatica editoriale: “I potenti ai tempi di Giorgia Meloni”. Un libro che tenta di raccontare che cosa sta succedendo realmente all'interno dei Palazzi del Potere, i giochi della lotta in corso per entrare nelle stanze dove si decidono le sorti del paese e per sedersi ai tavoli che contano davvero.

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Senza fare sconti a nessuno, i due svelano i retroscena, i complotti, i patti stretti più o meno alla luce del sole per accaparrarsi le poltrone migliori nei ministeri, nei consigli di amministrazione delle partecipate, nelle segreterie. Il testo è una mappa imprescindibile per individuare nome per nome, da Elly Schlein e a Marina Berlusconi, quali sono i sorprendenti vincitori e quali i furiosi sconfitti di questa guerra all’ultimo sangue nei primi anni dell’era Meloni. Una donna raccontata sotto diversi punti vista: dall’ascesa politica ai rapporti di potere, dagli aneddoti più personali al dialogo con la stampa. Un quadro a tutto tondo che non manca di autorevolezza e ironia.

libro
"I potenti al tempo di Giorgia", l'ultimo libro di Luigi Bisignami e Paolo Madron

Affaritaliani.it presente al Festival dell’Economia di Trento ha potuto ascoltare in anteprima, dalla voce degli autori, alcuni retroscena stuzzicanti.

BisignaniLuigi Bisignami presenta "I potenti al tempo di Giorgia" al Festival dell'Economia di Trento
 

Innanzitutto perché scegliere proprio Giorgia Meloni? “Io credo che i nipoti dei nostri nipoti si ricorderanno di tre o quattro persone fondamentali della storia di questo periodo: certamente De GasperiAldo Moro per quello che ha rappresentato e per la fine che ha fatto, senza dubbio Silvio Berlusconi, perché ha cambiato politica e Giorgia Meloni, per adesso solo perché è la prima donna diventata ministro“, racconta Bisignani dal palco di Trento.

Bisignani al Festival di Trento: "Meloni è una secchiona preparata ma chi le ruota attorno no" 

“La Meloni, oltre a essere la prima donna, ha rotto una tradizione incredibile: ha fondato un piccolo partito che è passato dal 2% a oltre il 30%", spiega lo scrittore. "Giorgia è un fenomeno incredibile: una donna che si è fatta totalmente da sola con mille difficoltà e che riesce a emergere in un mondo chiuso come quello della Destra romana con una tenacia incredibile”, continua  Bisignani. Senza dimenticare la vita tosta che si è lasciata alle spalle. Mentre il leader Cinque stelle Giuseppe Conte “è stato un fenomeno da baraccone”, sentenzia lo scrittore. "E anche l’ex premier Draghi dopo non aver varcato la soglia del Quirinale ha perso appeal". 

Ma non solo. Bisignani ha poi tracciato un quadro irriverente del presente e del futuro di questo governo. Il vertice è stabile, c’è una donna seria e competente, in coda però molti ministri verranno presto fatti fuori.La Meloni è una secchiona, una fuoriclasse, sempre preparata (lo faceva anche quando andava a Porta a Porta da Vespa), e lo fa anche oggi quando va nei grandi congressi mondiali. Però il governo così com’è non sta andando bene, non è riuscito a creare una squadra. Palazzo Chigi è ancora diviso, purtroppo è una macchina infernale: o la governi o la subisci. Molti ministri che dovevano dare una spinta importante in realtà sono un po’ ai cigli di partenza”, racconta ancora Bisignani da Trento.

Ad esempio, “il ministro del Made in Italy Urso che appare tutti i giorni sui giornali ma riesce a concludere poco, ed è molto vanitoso: in una riunione di un Consiglio supremo della Difesa, si parlava dell’Ucraina, e a un certo punto nel silenzio generale ha detto 'oggi come spesso mi accade ho avuto un’idea molto geniale'". Ma anche altri non sono messi meglio. Altro caso divertente è quello del ministro della transizione Energetica: “Pichetto non sa neanche distinguere la super dalla diesel”, chiosa Bisignani. 

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