Magistratura, "le riforme non attentano all'indipendenza difesa da Mattarella"

Intervista a Luca Palamara, ex magistrato, ex membro del Csm e presidente dell'ANM da maggio 2008 a marzo 2012

Di Alberto Maggi
Politica

Palamara: "Con il nuovo Csm ci sarà più neutralità nei giudizi"


Che cosa pensa del nuovo CSM?
"Parafrasando Merlo di Repubblica mi sembra che ci siano i presupposti perché questo CSM possa non essere definito un Consiglio astioso nei confronti di una parte della Magistratura come accaduto con quello uscente. Quindi sono convinto che ci saranno valutazioni più serene rispetto al recente passato e neutralità nei giudizi".

C'è stata quella svolta attesa e sperata?
"Occorrerà valutare quanto il peso delle correnti inciderà sulle dinamiche consiliari. Consideriamo anche con l’aumento del numero dei componenti sarà ancora più difficile formare delle maggioranze ancor di più con una componente laica in prevalenza di centro-destra che notoriamente non ha mai ricevuto il gradimento delle correnti di sinistra".

Pinelli o Romboli, chi si augura che vinca la sfida per la poltrona di vicepresidente e perché?
"Si tratta di due profili importanti con caratteristiche diverse. Sarà un importante banco di prova anche per comprendere quali maggioranze si formeranno. Ad entrambi mi sento di dire in bocca al lupo".

"L'indipendenza della magistratura è un pilastro della democrazia" ha detto oggi il Presidente Mattarella incontrando il nuovo CSM? Il Capo dello Stato avrebbe potuto e potrebbe fare di più per riformare la Giustizia?
"Sono parole nelle quali tutti debbono riconoscersi perché l’indipendenza della magistratura non deve mai essere messa in discussione. Bisogna uscire dalla spirale di contrapposizione e di conflittualità. Inutile negare che se il tema della giustizia è cosi avvertito nel nostro Paese è perché qualcosa non ha funzionato nei rapporti tra la magistratura e la politica ma anche all’Interno della stessa magistratura. E penso sia giusto analizzare fino in fono le problematiche e comprenderne il perché. Dopo 75 anni affrontare temi come la separazione delle carriere, il sorteggio per il Csm e l’obbligatorietà dell’esercizio dell’azione penale non mi sembra attentare alla indipendenza della magistratura. Anzi lo reputo un tentativo coraggioso per contribuire a dare al Paese una giustizia moderna, imparziale e funzionante così come chiedono tanti cittadini".

Condivide la linea del ministro Nordio su intercettazioni e non solo? Quella del Guardasigilli è la linea giusta?
"Penso ci sia stata tanta strumentalizzazione rispetto alle parole del Ministro Nordio. Nessuno, tantomeno il Ministro, ha mai messo in discussione le intercettazioni come strumento di indagine. Il tema è quello di evitare le storture e gli illeciti derivanti dall’utilizzo improprio delle intercettazioni come il recente passato purtroppo ha insegnato".

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