Spese militari, nuova spaccatura in maggioranza: verso la fiducia

M5s e Leu contrari al raggiungimento progressivo della spesa militare al 2% del Pil. Il governo verso la fiducia alle camere

Politica
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Spese militari Italia al 2% del Pil/ Salta la mediazione: M5s e Leu contrari, verso il voto di fiducia

E' fallito il tentativo di mediazione per un ordine del giorno che introducesse una gradualità nell'aumento delle spese militari al 2% del Pil. E, se non vi saranno cambiamenti dell'ultimo minuto, la maggioranza domani si presenterà divisa davanti alle commissioni Esteri e Difesa del Senato, riunite in seduta congiunta. Al termine di una riunione di circa due ore tra i rappresentanti di governo e di maggioranza, il ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D'Inca' ha preso atto del fallimento della mediazione e indicato che porrà la questione di fiducia al decreto Ucraina al Senato, se permangono le problematiche sollevate da M5s e Leu.

La fiducia farà decadere odg e emendamenti in Aula ma non in commissione. Il nodo è l'odg insidioso presentato da Fratelli d'Italia a favore dell'aumento delle spese militari. Il governo è intenzionato ad accoglierlo e, se l'opposizione ne chiedesse il voto, Pd, Iv, FI e Lega voteranno a favore in commissione, mentre M5s e Leu contro. L'odg dovrebbe quindi passare senza il voto il voto di questi partiti e la maggioranza si spaccherà.

Durante la riunione con D'Inca' e i sottosegretari Giorgio Mule', Stefania Pucciarelli, Enzo Amendola e Benedetto Della Vedova, è emerso, netto, fin da subito il 'no' del Movimento 5 stelle alla mediazione, cercata con forza soprattutto dall'alleato dem. I rappresentanti pentastellati Maria Domenica Castellone e Gianluca Ferrara hanno ribadito la contrarietà del Movimento all'aumento delle spese militari, in questo momento di difficoltà economica post pandemia e con la guerra in Ucraina in corso. Delegando in toto la trattativa last minute a Giuseppe Conte, che ha in programma un incontro con Mario Draghi domani pomeriggio alle 17:30 a Palazzo Chigi.

Non si può fare una sintesi - ha respinto al mittente i tentativi dei colleghi di maggioranza Castellone - perché' questo è un tema troppo rilevante, e va affrontato a un livello diverso. Non si tratta di ratificare o ribadire un concetto o un impegno: qui c’è la chiara volontà di avere un 'gancio' per poi inserire investimenti nella difesa in un prossimo provvedimento - ha protestato l'esponente M5s, stando a quanto riferito da chi ha partecipato alla riunione. L'impegno sulle spese militari c’è già: questa corsa al riarmo non è accettabile - ha aggiunto -.

Il tema si affronterà a livello del governo, ne discuteranno i capi dei partiti insieme al presidente Draghi e poi arriverà in Parlamento, ha concluso. Contraria all'aumento delle spese militari anche Leu, mentre prima dei 5 stelle era intervenuta la capogruppo di Forza Italia al Senato Anna Maria Bernini, a garantire il 'si'' del suo partito. Per la Lega, il senatore Tony Iwobi aveva poi assicurato: Non ci adeguiamo alla volontà del governo, votiamo l'odg. A favore anche Italia viva, senza se e senza ma

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