Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Roma » Case popolari, addio furbetti. Sfratto per chi non paga dopo quattro mesi

Case popolari, addio furbetti. Sfratto per chi non paga dopo quattro mesi

Stop ai furbetti: sfratti dopo 4 mesi di morosità, controlli sui redditi, stop alle occupazioni e niente casa popolare a chi ha avuto una condanna penale

Case popolari, addio furbetti. Sfratto per chi non paga dopo quattro mesi
case popolari garbatella 02
Case popolari, addio furbetti. Sfratto per chi non paga dopo quattro mesi
Case popolari, addio furbetti. Sfratto per chi non paga dopo quattro mesi
Case popolari, addio furbetti. Sfratto per chi non paga dopo quattro mesi
Case popolari, addio furbetti. Sfratto per chi non paga dopo quattro mesi
Case popolari, addio furbetti. Sfratto per chi non paga dopo quattro mesi
Case popolari, addio furbetti. Sfratto per chi non paga dopo quattro mesi

Chi è moroso negli affitti delle case popolari dell’Ater verrà sfrattato. La pacchia è finita e il nuovo regolamento sugli alloggi popolari vedrà una stretta paurosa: i furbi perderanno ogni diritto, dopo 4 mesi di morosità si perde il diritto all’immobile Erp, decade il contratto e arriva lo sfratto. 

Una scelta dettata dai conti Ater in profondo rosso che punta a rimettere ordine nel caos degli immobili di Comune e Regione. Una mossa forse impopolare ma che porterà ordine dove oggi regna l’anarchia. Affitti e contratti come tra privati: 4 anni + 4 rinnovabili.

La riforma in Regione

Il testo della bozza è in mano all’assessore regionale Pasquale Ciacciarelli da novembre e il 15 febbraio sarà oggetto di un primo reale confronto con le organizzazioni sindacali. Lo scopo è quello di mettere profondamente mano alla legge regionale n.12 del 1999. Da quanto si può leggere, la prospettiva è già chiara: Rocca punta a un giro di vite per colpire “furbetti”, occupanti e stranieri senza un reddito che magari tolgono il diritto di una casa a chi è in lista da anni. 

I punti chiave del testo

La Regione punta a mettere fuori gioco occupanti abusivi, morosi e delinquenti (chi ha condanne penali gravi e passate in giudicato non potrà richiedere una casa popolare) e recuperare crediti visto che Ater ha un rosso complessivo 1,6 miliardi di euro. Per questo chi accumula 4 mesi di affitti non pagati sarà sfrattato.

Scontro politico

Il Campidoglio gestisce circa 25mila appartamenti e punta al controllo dell’Ater portandolo sotto la legida dell’assessorato al Patrimonio. Naturalmente Rocca non ci pensa affatto e per questo motivo ha deciso di mettere fortemente mano al pacchetto Ater, iniziando proprio dalle sedi di partito morose (il Pd è al primo posto…).

Cosa cambierà

Nuovi canoni di affitto (il minimo sarà di 35 euro) e una durata controllata del rapporto, proprio come accade con la agenzie immobiliari e i contratti tra privati: quattro anni, rinnovabili per altri quattro anni, alla fine dei quali però il nucleo familiare dovrà dimostrare di avere ancora i requisiti adatti per beneficiare di un alloggio popolare. Una famiglia assegnataria potrà avere il diritto alla casa anche a vita, ma a differenza di quanto accade oggi, ogni quadriennio dovrà rispondere alle domande dell’ente gestore e dimostrare di avere ancora i requisiti. Se di alza il reddito, se hai commesso una irregolarità nella gestione dell’immobile, arriva lo sfratto immediato. 

Chi può richiedere la casa

Come già predisposto dal testo del 1999, i cittadini stranieri devono essere in possesso di documenti che provino la regolarità della loro presenza sul territorio italiano, che sia un permesso di soggiorno o una richiesta di protezione internazionale. Ma la Regione vuole assicurarsi che queste persone possano pagare l’affitto regolarmente: per questo, se l’ISEE è pari a 0 o comunque inferiore alla soglia minima stabilita, il richiedente dovrà fornire la prova di fonti di sostentamento. Stretta anche per i pregiudicati: chi ha condanne e non ha avuto la riabilitazione non potrà beneficiare delle case Erp. La battaglia sta per iniziare.

 

Emergenza Ater, 30 sedi di partito nel mirino per morosità: partite le diffide