Il “Biondo Tevere”, compagno millenario e identitario di Roma, si prepara a un radicale cambio di volto. Il percorso è tracciato da una duplice spinta: da una parte l’ambizioso obiettivo dell’amministrazione capitolina di rendere le sue acque di nuovo balneabili entro il 2031 nel tratto tra Ponte Milvio e il Ponte dell’Industria; dall’altra il piano strategico della Regione Lazio, guidata da Francesco Rocca.
Con l’approvazione dell’ultima delibera promossa dall’assessore Fabrizio Ghera, la Pisana ha avviato la ricognizione dei beni del demanio idrico e la modifica del regolamento per le assegnazioni tramite evidenza pubblica. Il provvedimento interessa un’estensione complessiva superiore ai 50 ettari, suddivisa in 31 lotti distribuiti lungo il corso d’acqua tra Castel Giubileo e Fiumicino, compreso il Canale Navigabile. Le destinazioni d’uso previste spazieranno da impianti sportivi e parchi d’affaccio a punti ristoro, orti urbani, agricoltura orientata e spazi per mostre ed eventi culturali temporanei.
La magia del Tevere: dalle pellicole d’autore alla Sora Lella
La riqualificazione delle sponde punta a restituire ai cittadini un legame viscerale con un fiume che fa da sfondo alle immagini più iconiche della cultura romana e cinematografica. Come non pensare ai bagni estivi e spensierati dei ragazzi di vita immortalati nel cinema neorealista, o al leggendario “Mister Ok” (al secolo Rick De Sonay, seguito poi da Maurizio Palmulli e dagli odierni audaci epigoni) che ogni primo dell’anno si tuffa da Ponte Cavour sfidando le acque gelide per augurare buon anno alla città?
Un immaginario che vive anche attorno all’Isola Tiberina, cuore pulsante della romanità verace e teatro d’eccezione dell’estate capitolina. È proprio lì che la memoria storica della gastronomia e della simpatia popolare trova il suo tempio nella trattoria fondata dalla indimenticabile Sora Lella (Elena Fabrizi), volto simbolo di un Tevere vivo, verace e conviviale che il nuovo piano punta in qualche modo a rievocare e valorizzare.
Da Castel Giubileo a Lungotevere Flaminio: la mappa degli interventi
La mappa del restyling parte dalla sponda sinistra a nord di Roma. A Castel Giubileo, in un compendio parzialmente urbanizzato con tre campi da gioco ed edifici in legno, la Regione punta a consolidare e potenziare la vocazione sportiva e ricreativa, programmando anche l’esecuzione di un’ordinanza di sgombero in un’area vicina con lago artificiale. Scendendo lungo il fiume, all’altezza di viale del Foro Italico si consoliderà la presenza del parco d’affaccio, mentre a valle di Ponte Milvio è prevista la realizzazione di un varco ambientale.
Spostando lo sguardo sul tratto pienamente urbano, al civico 57 di Lungotevere Flaminio, dove oggi sorge un noto ristorante, la concessione andrà a scadenza a giugno 2027 e l’immobile verrà rimesso a bando mantenendo la destinazione per la ristorazione. Più a sud, sulla sponda di San Paolo, rientra tra i lotti anche l’area che negli ultimi anni ha ospitato la spiaggia urbana di Tiberis. Inoltre, le banchine storiche situate tra i ponti Cavour, Umberto I, Vittorio Emanuele II, Principe Amedeo, Mazzini, Sisto, Garibaldi, Fabricio e Palatino diventeranno scenografici palcoscenici dedicati a mostre, manifestazioni culturali ed esposizioni temporanee.
Verso il mare: agricoltura e cantieristica a Fiumicino
Allontanandosi dal centro storico lungo la sponda destra, il progetto assume una sfaccettatura produttiva e paesaggistica. Nella zona di Ponte Galeria le aree libere non urbanizzate saranno destinate ad attività di agricoltura orientata ad alto valore ambientale.
Infine, arrivando nel territorio comunale di Fiumicino, in via Monte Cengio, l’attenzione della Regione si sposta su diverse aree attualmente occupate da cantieri navali (in attesa di dissequestro). L’obiettivo della giunta regionale è quello di recuperare e riqualificare le strutture esistenti, salvaguardando il tessuto produttivo legato alla nautica e ai servizi per la navigazione. Come sottolineato dall’assessore Ghera, l’intero pacchetto di interventi punta a trasformare il Tevere da risorsa trascurata a grande risorsa fruibile, restituendogli il ruolo centrale che merita nella vita sociale ed economica della Capitale.

