Papa Francesco ha aperto la terza Porta Santa, quella della basilica di San Giovanni Laterano, dove ha sede il vicariato. Per l’occasione, durante l’omelia ha lanciato un monito contro “l’arroganza dei governanti” dicendo che “non possiamo lasciarci prendere dalla stanchezza; non ci è consentita nessuna forma di tristezza, anche se ne avremmo motivo per le tante preoccupazioni e per le molteplici forme di violenza che feriscono questa nostra umanità”. Parole che suonano come un incoraggiamento “in un contesto storico di grandi soprusi e violenze, ad opera soprattutto di uomini di potere”.
Durante l’Angelus cita le raccomandazioni di Giovanni Battista ai potenti. “Da allora le cose non sono cambiate granché”, dice, riferendosi in particolare a un passaggio sugli esattori delle tasse: “Non estorcano niente a nessuno, ma si accontentino delle loro paghe: vuol dire che non devono prendere tangenti”.
Il Pontefice torna anche sul tema chiave dell’Anno Santo, la misericordia, invitando “ad agire con giustizia e a guardare alle necessità di quanti sono nel bisogno” per poi aggiungere: “A noi, invece, viene chiesto un impegno più radicale: davanti alla Porta Santa che siamo chiamati a varcare, ci viene chiesto di essere strumenti di misericordia, consapevoli che saremo giudicati su questo”.
Grandissima l’affluenza alla cerimonia, si calcolano almeno duemila persone, che hanno reso necessarie ingenti misure di sicurezza nella Capitale. La cerimonia di domenica mattina rappresenta l’esordio formale del Giubileo nella sua versione glocal: in corrispondenza con la giornata in cui Bergoglio spinge l’anta di bronzo della seconda basilica papale, dove si trova la cattedra episcopale di Roma, i vescovi di tutto il mondo sono chiamati a fare altrettanto nelle loro diocesi, si stima che siano circa 400 solo in Italia, ma il numero è in continua crescita.
Il rito giubilare è arrivato anche nei luoghi di guerra: come ha fatto il Papa in un Centrafrica, la Porta viene aperta anche a Erbil in Iraq e ad Aleppo in Siria nella parrocchia di San Francesco colpita e danneggiata il 25 ottobre da un lancio di granate.













