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Tutte le cortigiane del Cav: “E’ pure brutto, ad Arcore mica ci vado gratis”

LO SPECIALE DI AFFARI SULLE NOTTI DI ARCORE/ SECONDA PARTE: LE “CORTIGIANE”
berlusconi ruby minetti
 

 

C’era poi una prima fase che prevedeva una cena. Una seconda fase definita bunga bunga, che si svolgeva all’interno di un locale adibito a discoteca, dove le partecipanti si esibivano in mascheramenti, spogliarelli e balletti erotici, toccandosi reciprocamente ovvero toccando e facendosi toccare nelle parti intime da Silvio Berlusconi. Una terza fase, a fine serata, consistita nella scelta, da parte di Silvio Berlusconi, di una o più ragazze con cui intrattenersi per la notte in rapporti intimi, persone alle quali venivano erogate somme di denaro ed altre utilità ulteriori rispetto a quelle consegnate alle altre partecipanti”.
 

L’INCHIESTA DI AFFARI

“NOTTI DI ARCORE, TESTI CORROTTI”. LE CARTE CHE FANNO PAURA AL CAV

LO SCENARIO GIUDIZIARIO/ NON E’ PIU’ SENATORE. E ORA? SILVIO ANDRA’ IN GALERA SE…

In queste righe dei giudici di Milano sta l’essenza delle notti di Arcore, quelle in cui il Cavaliere metteva in pratica quello che i giudici che l’hanno condannato in primo grado a 7 anni per concussione e prostituzione minorile hanno definito “sistema prostitutivo”. Leggendo le motivazioni della sentenza Ruby bis, quella che ha condannato in primo grado Emilio Fede, Lele Mora a 7 anni per favoreggiamento e induzione alla prostituzione e Nicole Minetti a 5 anni per favoreggiamento, emergono ancora meglio i contorni della vicenda. Una vicenda nella quale, secondo i giudici, ognuno ha un ruolo preciso. Berlusconi è il “re” (o il Cavaliere) del quale bisogna soddisfare i desideri. Ruby e le altre “olgettine” sono le “cortigiane” che soddisfano questi desideri in cambio di qualcosa, magari il sogno di una carriera televisiva. Emilio Fede e Lele Mora sono descritti dai giudici come i “selezionatori”, coloro che si premuniscono a procurare al Cavaliere gli oggetti del desiderio e che si preoccupano di mantenere vivo questo desiderio procurando nuove “cortigiane”. Nicole Minetti è l’”intermediaria” tra il Cavaliere e le “olgettine”, un po’ rivale e un po’ sorella maggiore che dispensa consigli su come colpire l’immaginazione del “re”.

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IL DIRETTORE E LA “DAMA RUBACUORI” – Un ruolo primario tra le ragazze di Arcore è occupato certamente da Karima El Mahroug, in arte Ruby Rubacuori, colei che ha portato alla nascita dell’indagine. Secondo i giudici di Milano, Ruby viene conosciuta da Emilio Fede nel settembre 2009 in occasione della competizione “Una ragazza per il cinema”. La giuria era presieduta dallo stesso Fede. Risulta dagli atti che Emilio Fede aveva parlato della presentazione di Ruby durante la serata cui partecipava il pubblico dicendo: “Sottolineo che c’era una ragazza di tredici anni, se non sbaglio egiziana, mi sono commosso, ho solidarizzato, ma non soltanto a parole perché, poi, bisogna seguire con i fatti”. L’ex direttore del TG4 ha sostenuto che non era in grado di dire se, in quel suo intervento, si riferisse proprio a Karima visto che le ragazze che partecipavano al concorso erano più di 60. Ma i giudici non gli credono: “Risulta che le partecipanti erano nella stragrande maggioranza italiane e che l’unica straniera che aveva dichiarato di essere egiziana e minorenne era Karima El Mahroug (…) Non si vede quindi a quale altra ragazza si potesse riferire”.

 

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Leggi le carte con la descrizione dell’”incontro” tra Ruby e Fede

LA “DAMA RUBACUORI” ENTRA AD ARCORE – In seguito, Karima diventa protagonista delle notti di Arcore. Come accertato dai giudici del filone principale del processo, Ruby si è recata ad Arcore a più riprese tra il febbraio e il maggio del 2010. La giovane marocchina, all’epoca minorenne, ha sempre negato di aver fatto sesso con Berlusconi, anche nelle prime due deposizioni dell’estate 2010, quelle dove aveva descritto scene boccaccesche poi in un secondo momento negate e ascritte a “frutto della mia immaginazione”. A contraddirla, si legge nelle carte, c’è Caterina, una sua ex coinquilina. “Ricordo che diceva di essere molto amica del Presidente del Consiglio Berlusconi”, ha raccontato la donna ai magistrati (anche se poi dirà che le affermazioni erano state fatte in maniera scherzosa e che comunque lei non le aveva creduto), “con il quale a suo dire, è stata spesso a casa del premier, dove ha cenato, ballato e fatto sesso con lui, il quale le dava molto denaro”. Sul tema interviene anche Giuseppe, mediatore di affari e frequentatore del “bel mondo” milanese, che ha conosciuto Ruby tramite Caterina. Si legge nelle carte che “il teste ha precisato di essere stato presente in un’occasione in cui Karima aveva ricevuto una telefonata dell’ex premier”. Dice Giuseppe: “Ho visto sul suo telefonino, di Ruby, il nome di Silvio Berlusconi, e una volta, mentre parlavano per telefono, ho riconosciuto la voce del presidente”.

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Leggi le carte su Ruby ad Arcore

“LE PREFERITE” – Andare alle cene non basta. Le ragazze, per essere più vicine all’obiettivo, dovevano restare a dormire, almeno così scrivono i giudici. Ecco che cosa racconta la testimone Melania Tumini: “Rimanere costituisce un… perché proprio viene detto, non posso ricordare da chi, però c’è il desiderio di rimanere, perché rimanere significa qualcosa, ovvero essere le preferite, e quindi è un momento ambito dalle ragazze, rimanere a dormire. E da questo capisco che non è però una scelta discrezionale in capo alle ragazze, cioè “io scelgo di fermarmi”, ma del padrone di casa. Così come la disposizione a tavola, ecco”. Insomma, secondo i giudici c’era una vera e propria gara nella quale varie ragazze ambivano al ruolo di “preferita” nella speranza di avere un maggiore tornaconto. Nelle loro testimonianze, praticamente tutte le cosiddette “olgettine” hanno parlato di “cene normali” ma i giudici le smentiscono. Secondo i magistrati le ragazze partecipavano per una contropartita economica o lavorativa.

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Leggi la testimonianza di Melania Tumini

“IO LA’ NON CI VADO GRATIS” – Secondo i giudici, le ragazze andavano ad Arcore per farsi dare denaro da Berlusconi. Vedevano la loro partecipazione a queste cene come un vero e proprio lavoro. “Io voglio tornare perché ieri m’ha dato poco, voglio qualcosa di più”, dice Iris Berardi alla Espinosa in una telefonata del 26 settembre 2010. Iris si lamentava: “dai cazzo, che tirchieria ieri sera però”. In un’altra conversazione riportata dai giudici “le due ragazze erano incerte se recarsi alla serata in programma o meno, per timore che, non essendo state esplicitamente invitate”.

Berardi: “Amò, ma io non voglio andare là a gratis”.

Espinosa: “Lo so, amò, nessuno”.

Lo stesso concetto viene espresso da Concetta De Vivo, che in una telefonata con Iris Berardi dice: “cioè, lo sapeva bene che non mi volevo fermare lì per lui, per la gloria, cioè… brava… mi fermo nella speranza che mi dai qualcosina (…) poi se tu pensavi magari dentro di te: cazzo, mi può dare qualcosa in più (…) cioè, non ho capito, e mi mandavi a casa a mani vuote? Ma sei proprio scemo?” La stessa De Vivo esprime la preoccupazione e la volontà di ricevere costantemente denaro per la sua partecipazione alle notti di Arcore: “Va beh, però insomma, le cene possono anche diminuire, però mi devi dare una certa stabilità economica”.

Anche la sorella di Concetta, Eleonora, in un’intercettazione calca la mano sull’aspetto economico. Scrivono i giudici che “parlando di Berlusconi che ultimamente è fuori forma, è ingrassato, imbruttito, Eleonora” dice: “ma appunto per questo, cioè è diventato pure brutto, deve solo sganciare”. Altro che amore, altro che fascino. Le “olgettine”, secondo i giudici, cercavano di mungere il Cavaliere il più possibile per quanto possibile.

nicole minetti 8Guarda la gallery Ruby, Minetti e le altre: fotostoria delle olgettine