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Lo sguardo libero
Giusto scandalizzarsi per il caso Morisi

L’omosessualità è una condizione naturale, indifferente e umana. Circa il consumo di droga, esso è diffusissimo ed è un reato, ma il fatto che il suo uso sia così ampio significa che andrebbe regolamentato diversamente, se non altro per stroncare uno dei maggiori proventi delle organizzazioni criminali e mafiose. Certamente è così riguardo le droghe leggere. Non a caso la raccolta delle firme, conseguite in particolare tra i giovani, per il referendum per legalizzare la cannabis, sta ottenendo grande successo. Del resto, chiunque abbia un figlio giovane, sa che nessuno sotto i 30 anni, trasversalmente a qualsiasi convinzione politica (cattolica, di sinistra, di destra, per usare ancora queste categorie) si scandalizza circa il consumo di cannabis perché è ovunque tra loro e viene accettato da tutti, anche se ciò non dimostra che tutti gli under 30 siano consumatori, ma è pur vero che tra questi chi non ha provato la cannabis almeno una volta, se non altro per curiosità, è davvero una percentuale bassissima.

È comprensibile lo scandalo che sta travolgendo Luca Morisi, lo spin doctor dei social media di Matteo Salvini, il regista della macchina, la cosiddetta Bestia, che è stata giustamente definita volgare, non tanto per i contenuti, ma perché tutto ciò che ha a che fare in qualche modo con la scrittura non può essere volgare (il volgo per antonomasia è analfabeta). Fa giustamente scalpore che il responsabile di una delle fonti (certo non l’unica e senza dubbio con dei distinguo, pare che Morisi fosse tiepido circa la promozione degli eventi del partito ultraconservatori sulla famiglia) dei messaggi leghisti che mirano alla pancia del popolo sia stato travolto da una mentalità che lui stesso aveva in senso lato alimentato.  In casi simili si può parlare di nemesi. Una situazione che ricorda alcuni momenti della letteratura e del cinema, come quelli in cui ambiti mentali più chiusi nascondono l’attitudine opposta (un po’ il caso, per intenderci, dell’episodio di don Francesco Spagnesi, il parroco di Prato, omosessuale e tossicodipendente).

Il nostro non è un Paese puritano come gli Usa; le prese di posizione del centrosinistra contro la Lega lasciano il tempo che trovano. Come non sembra necessitare di comprensione e solidarietà (si intende in senso positivo) Morisi, persona adulta e responsabile, in grado di vivere il sesso e le droghe come crede. Come non ne ebbero bisogno altri personaggi pubblici, anche politici di centrosinistra, finiti in vicende simili negli anni scorsi (che non citiamo per diritto all’oblio). Più in generale, per quanto riguarda il sesso e il consumo di droga (parossistici), è un segno che viviamo in un mondo materiale e ciò non può che dispiacere. Nella Kabbalah, si legge che la missione spirituale dell’uomo è quella di far coincidere i propri desideri con quelli di Dio (che certo non fa sesso né consuma droga) per diventare simili a lui.

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