Pillole d’Europa
di Cinzia Boschiero
NUMERO 41 – 2012
SALVARE LE API, LAVORARE IN EUROPA, NEUROTECNOLOGIE, CIRCOLAZIONE DEI LAVORATORI E COME CAMBIA LA TV
PER STARE MEGLIO COME CITTADINI EUROPEI E SAPER SFRUTTARE TUTTE LE OPPORTUNITA’ UTILI – In questa rubrica notizie flash sulle normative europee e internazionali, notizie internazionali ed europee utili e pratiche per la vita di tutti i giorni. E’ attivo un servizio di “A domanda, risposta” su bandi, agevolazioni, finanziamenti europei , borse di studio e di ricerca nazionali, regionali e locali per i lettori di Affaritaliani. Per richieste di informazioni scrivete a cinziaboschiero@gmail.com – europainforma@gmail.com
Domanda: sono un insegnante di Torino di scienze, desideravo sapere se c’è qualche materiale didattico e di aggiornamento nel settore neuromuscolare e che sia anche adatto alle scuole medie realizzato in ambito europeo o internazionale. Enrico Bosi
Risposta: Con una iniziativa promossa nel 2002, costata 100 milioni di dollari, il Massachusetts Institute of Technology ha reso accessibile a tutti, su internet, il materiale didattico di 2150 corsi. Il sito (http://ocw.mit.edu) ha avuto 150 milioni di visitatori. Una cosa simile, con investimenti molto minori, ha recentemente fatto il Laboratorio di Ingegneria del Sistema Neuromuscolare (LISiN) del Politecnico di Torino (www.lisin.polito.it) in collaborazione con il Centro Ricerche della SUISM e la azienda e-Mentor, grazie al sostegno della Compagnia di San Paolo. Si tratta del Corso Interattivo di Biomeccanica e di Elettromiografia non invasiva, uno strumento di base semplice, divertente ma rigoroso, che consente all’utente di studiare e giocare con problemi elementari di biomeccanica, elettrotecnica, elaborazione dei segnali, elettrofisiologia ed elettromiografia di superficie senza aghi. A questo materiale, disponibile anche su CD, si aggiungono numerosi filmati di cui anche uno per studenti delle scuole medie e materiale integrativo. Il tutto bilingue, orientato a studenti di bioingegneria, fisioterapia, neurofisiologia, medicina della riabilitazione, del lavoro e dello sport di tutto il mondo. “In quindici anni abbiamo organizzato numerosi corsi, nazionali e internazionali, con punti ECM, per disseminare le conoscenze acquisite al LISiN e trasferirle agli operatori del settore.” ci dice il Prof. Roberto Merletti, direttore del LISiN, “Questa iniziativa non-profit consente ora a chiunque di apprendere concetti elementari tramite internet, senza uscire da casa, a qualsiasi ora, senza alcuna spesa: se avrà successo la estenderemo a nozioni più avanzate.” Si tratta di un passo importante verso una rete della conoscenza aperta a tutti, non di una forma di teledidattica: non si rilasciano titoli, certificati o punteggi. Semplicemente, si insegna. In parallelo, continuano non solo i corsi istituzionali del Politecnico e della SUISM nel settore, ma anche l’organizzazione di workshop europei ed internazionali. Di recente, gratuito, si è tenuto un convegno per fare il punto sul presente e il futuro di tecnologie che stanno rivoluzionando non solo la riabilitazione ma anche la prevenzione al Castello del Valentino sul tema della Neuroriabilitazione e delle Neurotecnologie con la partecipazione del Rettore del Politecnico, quattro esperti internazionali del settore, il Prof Metin Akay (Dirett. del Dip. di Bioingegneria della Univ. di Houston), il Prof Dario Farina (Dirett. del Dip. di Neuroingegneria della Univ. di Gottingen), il Prof. Roberto Merletti (Dirett. del LISiN) e il prof Alessandro Mauro (Dirett. del Dip. di Neuroriabilitazione dell’Ist. Auxologico Italiano).
Domanda: con la crisi che c’è voglio andarmene dal’Italia ma è davvero concreta la libera circolazione dei lavoratori nei Paesi europei? Liana Moretti
Risposta:proprio di recente László Andor, Commissario per l’Occupazione, gli affari sociali e l’inclusione della Commissione europea ha detto che “La libera circolazione dei lavoratori è un principio fondamentale del mercato unico dell’Unione Europea. Considerando l’attuale grande disparità tra gli Stati membri in termini di tassi di disoccupazione, è ancora più importante aiutare coloro che desiderano lavorare in un altro paese europeo a farlo e occorre superare gli ostacoli all’esercizio di un’attività lavorativa in un altro paese dell’Unione Europea.” La mobilità del lavoro nell’Ue – bisogna ricordarlo – è vantaggiosa sia per i paesi di destinazione, sia per i paesi d’origine. Da un lato, essa permette alle aziende di internazionalizzarsi e di trovare personale per posti di lavoro che resterebbero altrimenti vacanti. Dall’altro, limita la disoccupazione nei paesi d’origine, permettendo ai cittadini di acquisire all’estero nuove competenze, poi spendibili una volta tornati nel Paese di origine. Lei può rivolgersi alla rete EURES della Commissione europea per avere tutte le informazioni sulla libera circolazione dei lavoratori suddivise per Stato europeo e le offerte di lavoro http://ec.europa.eu/eures/home
Domanda: ma dove sono questi soldi che leggo sui giornali sarebbero disponibili per le piccole e medie imprese? Luigi Barra
Risposta: senza accesso al credito, le imprese chiudono. Il fenomeno assume forme ancora più drammatiche per le piccole e medie imprese, colpite duramente sia dalla crisi che dalla crescente avversità al rischio delle banche. Eppure le PMI sono un punto nevralgico del sistema economico, perché creano circa l’85 per cento dei posti di lavoro in Europa. Per sostenere l’accesso al credito da parte delle piccole e medie imprese, la Commissione europea e la Banca europea degli investimenti (BEI) hanno presentato lo scorso 2 maggio un rapporto sullo Stato dell’arte dei finanziamenti alle pmi. L’analisi, incentrata sulle risorse mobilitate fino al 2012, riguarda gli aiuti concessi alle imprese attraverso i fondi BEI e il programma europeo per la Competitività e l’Innovazione (CIP). Questo programma è stato ideato appositamente per permettere alle PMI di crescere e svilupparsi, attraverso un apposito sistema di garanzia che faciliti il loro accesso ai finanziamenti bancari, fonte principale di credito. I numeri parlano da soli: la BEI ha finanziato le PMI per circa 13 miliardi di euro, il programma CIP ha aiutato quasi 220 mila imprese, di cui il 90% con meno di dieci dipendenti, ad accedere a prestiti bancari per un totale di circa 15 miliardi di euro tra prestiti e venture capital. Per dimostrare il suo impegno nel favorire lo sviluppo delle PMI e il rilancio della crescita europea, la Commissione ha inoltre predisposto nuovi strumenti per il futuro. Tra questi il programma COSME, che sostituirà il CIP dal 2014 al 2020 per garantire un sistema di accesso al credito più equo e più facile. La Commissione ha inoltre pubblicato una guida online per facilitare la quotazione in borsa delle pmi e stimolare l’interesse degli investitori. Lo stesso Vicepresidente della Commissione Antonio Tajani ha, inoltre, lanciato un nuovo portale online illustrativo di tutti gli strumenti finanziari europei diretti alle piccole e medie imprese.
Domanda: e le api chi le protegge? I pesticidi le stanno ammazzando, se ne occupa l’Europa? Elvira Prati
Risposta: sì, lo scorso 29 aprile è stata presentata una proposta da parte della Commissione europea per la riduzione dell’uso di pesticidi nocivi per le api agli Stati membri dell’Unione europea. Lo stesso Commissario alla Salute e Politica dei consumatori, Tonio Borg, ha affermato che si impegnerà a fare “del proprio meglio, per garantire la salute delle api, che sono fondamentali per il nostro ecosistema e che contribuiscono annualmente alla nostra agricoltura per un ammontare di 22 miliardi di euro”. La proposta della Commissione si inserisce in un quadro più ampio, volto a garantire uno sfruttamento equilibrato e razionale delle risorse, nel rispetto dell’ambiente, della biodiversità, ma anche delle esigenze di crescita economica.
Domanda: vorrei avere delle delucidazioni sui dottorati di ricerca e sulla figura degli esperti distaccati in Europa, grazie Riccardo Belli
Risposta: abbiamo chiesto alla Antenna Europe Direct della Regione Lombardia che ha risposto sull’interessante l’opportunità offerta dalle istituzioni europee degli “Esperti Nazionali Distaccati (END)”. Gli END rappresentano una forma di scambio reciproco, in termini di conoscenze, competenze e capacità professionali, fra amministrazioni pubbliche degli Stati Membri e le Istituzioni dell’Unione europea. Il distacco prevede un periodo iniziale che può durare da un minimo di 6 mesi ad un massimo di 4 anni, rinnovabile. Durante il distacco, l’END resta alle dipendenze della propria amministrazione, che deve garantirne la retribuzione economica, le prestazioni di sicurezza sociale e lo svolgimento della carriera professionale, mentre la Commissione europea si fa carico dell’assicurazione per infortuni sul lavoro e dell’indennità di soggiorno. Pertanto l’amministrazione di appartenenza deve rilasciare, già al momento della domanda, un apposito nulla osta, dal quale risulti l’esplicito assenso all’eventuale distacco del funzionario presso i servizi delle istituzioni europee. La selezione degli END è a discrezione delle singole Unità operative della Commissione europea che pubblicano periodicamente i relativi bandi aperti a tutti i 27 Stati membri con la descrizione delle mansioni professionali e dei requisiti di competenze richiesti. In ogni caso è sempre richiesta una conoscenza approfondita della lingua inglese e/o francese e una conoscenza soddisfacente di una seconda lingua ufficiale UE (www.europedirect.regione.lombardia.it )
Domanda: come evolverà secondo lei il mondo audiovisivo in Europa? Sono un tecnico del settore e sono molto preoccupato per il mio settore. Ludovico Sterni
Risposta: in effetti il settore audiovisivo sta subendo una vera e propria rivoluzione tecnologica. Il programma Mediaplus organizza corsi di aggiornamento per operatori del settore, dai tecnici ai regisit etc e anche progetti di mobilità lavorativa, progetti di cooperazione e di produzione europea. La Commissione europea sta lavorando per avere una rapida convergenza tra i media con norme comuni. Lo ha assicurato la commissaria europea all’agenda digitale Neelie Kroes, che ha presentato di recente un Libro verde sulla questione ed ha lanciato una consultazione pubblica on line che resterà aperta sino a fine agosto. Ad oggi in Europa le tv ‘connesse’ sono 40,4 milioni, ma la previsione è che entro il 2016 siano in quasi tutte le case degli europei. Si punta ad assicurare rapidamente che standard tecnici, regole legali e contenuti convergano e tutelino sia i lavoratori del settore che i consumatori, inclusi quelli più deboli come i minori, che le emittenti radiotv, il mondo di internet e delle imprese.
