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Pillole d’Europa
di Cinzia Boschiero
N.4-2015
PROGETTI CONTRO LE MUTILAZIONI, IL CINEMA IN EUROPA, LA CARTA PER IL CUORE, LA DIATRIBA SUGLI AIUTI ALITALIA E POSTE
PER STARE MEGLIO COME CITTADINI EUROPEI E CONOSCERE DIRITTE E TUTTE LE OPPORTUNITA’ UTILI – In questa rubrica notizie flash sulle normative europee e internazionali, notizie internazionali ed europee utili e pratiche per la vita di tutti i giorni. E’ attivo un servizio di “A domanda, risposta” su bandi, agevolazioni, finanziamenti europei , borse di studio e di ricerca nazionali, regionali e locali per i lettori di Affaritaliani. Per richieste di informazioni scrivete a cinziaboschiero@gmail.com – eurochat2013@gmail.com
Domanda: è vero che c’è un premio per il cinema del Parlamento europeo? Mino Burdo
Risposta: il Parlamento europeo assegna ogni anno un premio cinematografico denominato premio Lux , il sito è http://www.luxprize.eu/. Tra i film vincitori c’è “Ida”, di Paweł Pawlikowski e tra i cortometraggi documentari “La nostra maledizione (Nasz klątwa)” di Tomasz Śliwiński, e “Joanna” di Aneta Kopacz. Vengono premiati e valorizzati soprattutto film che abbiano contenuti sociali e culturali.
Domanda: oggigiorno le patologie del cuore si curano meglio in Europa? Liana Barasso
Risposta: stando ai dati della Carta Europea per la Salute del Cuore le malattie cardiovascolari sono la prima causa di morte nella popolazione femminile e maschile in Europa. Abbiamo contattato per Lei il dott Giuseppe Augello, MD, Responsabile U.O.S. Elettrofisiologia e Cardio stimolazione Istituto Clinico Città Studi che ci ha spiegato che: “Si stima che la mortalità per malattie cardiovascolari sia circa la metà della mortalità totale in Europa e che causi 4,35 milioni di decessi ogni anno nei 52 stati membri che compongono la Regione Europea secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e più di 1,9 milioni di decessi ogni anno nell’Unione Europea. Le malattie cardiovascolari sono anche la causa principale di disabilità e di ridotta qualità di vita. Eppure le malattie cardiovascolari sono fondamentalmente prevenibili ed oggigiorno in Europa si curano meglio”. L’OMS valuta che una riduzione anche modesta ma simultanea della pressione arteriosa, dei livelli di colesterolo nel sangue, dell’obesità e del fumo potrebbe ridurre di più del 50% l’incidenza delle malattie cardiovascolari. La mortalità e l’incidenza delle malattie cardiovascolari sono in diminuzione nella maggior parte dei Paesi dell’Europa del Nord, del Sud e dell’Ovest, mentre nei Paesi dell’Europa Centrale e dell’Est le malattie cardiovascolari non solo non diminuiscono nella stessa misura, ma addirittura sono in aumento. “Ad esempio”, dice il dott Augello, “ci sono i nuovi farmaci anticoagulanti che non hanno interazioni con gli alimenti né con altri farmaci, non richiedono prelievi periodici e hanno migliorato la qualità della vita dei pazienti che necessitano terapie anticoagulanti, che sono oltre un milione e mezzo solo in Italia. Tali farmaci sembrano anche migliorare la sopravvivenza. Attualmente poi ci sono dei sistemi innovativi di telemedicina che consentono di gestire pazienti con problemi di cuore, a casa, con sistemi Ict e telefonici a distanza che collegano direttamente il paziente al suo medico in ospedale e che registrano le tachicardie in tempo utile per prevenire infarti e ictus e dare l’assistenza immediata ed adeguata nei tempi necessari”.
Domanda: contro le mutilazioni genitali femminili a livello europeo cosa si sta facendo? Rosa Trasso
Risposta: L’Unione europea ha messo a disposizione altri 4,5 milioni di euro per combattere le violenze legate a pratiche dannose; inoltre, sarà creata una piattaforma web per gli operatori in contatto con le vittime. Le mutilazioni genitali femminili imprigionano donne e bambine in un sistema di valori iniquo e deleterio per lo sviluppo e per l’intera società. Secondo le stime, potrebbero esservi non meno di 125 milioni di vittime in tutto il mondo, di cui 500mila nella sola Unione Europea. Queste pratiche hanno effetti devastanti e irreversibili sulla loro salute e sul loro benessere, e possono portare anche alla morte. L’UE interviene su molti fronti per combattere le mutilazioni genitali femminili, nell’ambito di una strategia globale volta a promuovere l’uguaglianza di genere. La Commissione europea sostiene il lavoro svolto dalle Ong presso le comunità che praticano le mutilazioni genitali femminili, coinvolgendo donne, bambine, uomini, bambini e leader tradizionali e religiosi. A livello internazionale, l’UE esorta tutti i paesi a vietare e punire le mutilazioni genitali femminili nonché ad adottare opportuni provvedimenti per modificare le norme sociali che le giustificano, dando centralità a questo tema nel dialogo politico e sui diritti umani con i paesi partner interessati. L’UE sostiene il miglioramento delle legislazioni nazionali per combattere le mutilazioni genitali femminili, promuove le azioni di sensibilizzazione, un’istruzione che sia valida ed equa in termini di genere e il lavoro delle organizzazioni di base. Esempi sono il sostegno all’impegno profuso dalla società civile in Liberia per garantire alle donne l’accesso alla giustizia e per ridurre le mutilazioni genitali femminili, le misure adottate in Guinea Bissau per creare un contesto atto a tutelare i diritti delle donne, promuovere l’abbandono delle mutilazioni genitali femminili e venire in aiuto alle vittime. Sono cofinanziati inoltre interventi in paesi quali il Mali, l’Uganda, la Sierra Leone, l’Egitto, la Mauritania, Gibuti, lo Yemen, il Senegal, il Benin e il Togo.
Domanda: come è finita tra Alitalia e Poste con la diatriba europea degli aiuti di Stato? Non ho più trovato nulla sui giornali, grazie Umberto Destreri
Risposta: la partecipazione di Poste non è aiuto di stato così è stato deciso dalla Commissione europea che ha concluso definitivamente l’indagine relativa alla partecipazione di Poste Italiane all’aumento di capitale Alitalia, scartando l’ipotesi che si tratti di aiuti di stato incompatibili con le norme comunitarie. L’inchiesta, avviata nell’ottobre 2013 in seguito al ricorso di due compagnie concorrenti, voleva verificare se l’aumento di capitale pari a 75 milioni di euro, sostenuto da Poste Italiane a favore della compagnia aerea, fosse riconducibile a un aiuto di stato. L’articolo 107 c. 1 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (TFUE) definisce infatti come “incompatibili con il mercato interno” tutti gli aiuti concessi dagli Stati sotto qualsiasi forma che, favorendo talune imprese o talune produzioni, falsino o minaccino di falsare la concorrenza. Con il suo ingresso in Alitalia nell’ottobre del 2013 la società Poste Italiane si è aggiudicata una quota di partecipazione del 10-15%, contribuendo al salvataggio dell’ex compagnia di bandiera dal fallimento. “Per Bruxelles”, spiega il dott Francesco Laera, della Rappresentanza a Milano della Commissione europea,”l’azienda a controllo pubblico ha condotto l’investimento negli stessi termini e condizioni di altri due operatori privati che si trovavano in una situazione simile, comportandosi di fatto come un investitore privato. Gli interventi pubblici non rappresentano aiuti di stato in contrasto con le leggi dell’Ue quando vengono realizzati nelle stesse condizioni di mercato che sarebbero state accettate da un operatore privato. Come sottolineato dalla Commissione, questa posizione non era definitiva, ma solo una posizione preliminare presa dalla Direzione Generale Concorrenza sulla base delle informazioni disponibili, e in attesa di eventuali obiezioni da parte dei due denuncianti. In assenza di reazioni entro la scadenza, le denunce sono state considerate ritirate, come si legge nella nota pubblicata venerdì 6 febbraio dalla Commissione europea”.


