Pillole d’Europa
di Cinzia Boschiero
NUMERO 40 – 2012
ECO-INNOVAZIONE, SCAMBI TRA SCUOLE, RICERCA, MALATTIE REUMATICHE, CORSI ON LINE, EVASIONE FISCALE, RISTRUTTURAZIONI EDILIZIE: TUTTE LE NOVITA’
PER STARE MEGLIO COME CITTADINI EUROPEI E SAPER SFRUTTARE TUTTE LE OPPORTUNITA’ UTILI – In questa rubrica notizie flash sulle normative europee e internazionali, notizie internazionali ed europee utili e pratiche per la vita di tutti i giorni. E’ attivo un servizio di “A domanda, risposta” su bandi, agevolazioni, finanziamenti europei , borse di studio e di ricerca nazionali, regionali e locali per i lettori di Affaritaliani. Per richieste di informazioni scrivete a cinziaboschiero@gmail.com – europainforma@gmail.com
Domanda: mi pare che mentre i politici parlano, parlano noi giovani facciamo invece i fatti, partecipo come studente al concorso “I giovani e le scienze” e ci sono tante iniziative come queste ci aiutano a collaborare con i nostri insegnanti in modo diverso, innovativo, e ad avvicinarci al mondo del lavoro; perché non si parla della scuola di qualità e di noi ragazzi che ci diamo da fare? Non siamo tutti bamboccioni ! Anzi ! Roberto Gorro
Risposta: ha ragione. In effetti ad esempio il concorso europeo “I giovani e le scienze” si svolge ogni anno e dimostra con i fatti, ovvero con le invenzioni e le ricerche, i prototipi dei partecipanti, ragazzi e ragazze di tutta Italia, che i giovani sono preparati e che le scuole e le università da cui provengono sono valide. Quest’anno ad esempio alla venticinquesima edizione del concorso europeo, alla selezione italiana sono presenti a Milano in pl.e Morandi 2 con una mostra aperta al pubblico ben 32 progetti italiani e 10 progetti realizzati da giovani provenienti da Belgio, Brasile, Germania, Messico, Olanda, Russia, Turchia, Tunisia. I giovani presenti alla selezione italiana e che saranno premiati con borse di studio e viaggi la mattina del 6 maggio con una cerimonia aperta al pubblico sono complessivamente 93, dei quali 74 dall’Italia e 19 dall’estero. Con l’edizione del 2013 la manifestazione “I giovani e le scienze” raggiunge il numero di ben 1528 progetti presentati da 3474 ragazze e ragazzi. Sono 546 i lavori selezionati per la finale, realizzati da 1256 studenti. Molti hanno anche realizzato delle start up dopo avere vinto le precedenti edizioni del concorso a testimonianza della qualità dei giovani e delle scuole o università da cui provenivano. Il concorso è una iniziativa sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, promossa nell’ambito dell’Accordo di collaborazione per la promozione, lo sviluppo e la valorizzazione del capitale umano della ricerca tra Regione Lombardia e Fondazione Cariplo, con partners di rilievo quali AICA, Foist e Xylem Water Solutions . “Anche quest’anno”, dice il dott Alberto Pieri, segretario generale della Fast,” si rimane gioiosamente sorpresi dalla inventiva e dalla capacità di questi neoArchimede: si va dalla invenzione di un nuovo imballaggio per proteggere gli oggetti da forti urti improvvisi; agli studi sui bio-polimeri; ad una ricerca che trova una soluzione di carburanti ecosostenibili, utilizzando la polvere di caffè di scarto a progetti che porteranno alla realizzazione di prototipi utili per la sicurezza in auto etc.. Si tratta di progetti e studi che riguardano molteplici settori: dalla salute all’ambiente, all’informatica, alla robotica” . Presso la Federazione delle associazioni scientifiche e tecniche si svolge ogni anno la selezione italiana con anche la mostra delle invenzioni e dei prototipi migliori. Tra gli studi tre studenti del liceo scientifico Gonzaga di Milano Benedetta Bravin (1996), Giulia Caimi (1996), Umberto Corona (1996) hanno studiato i fluidi newtoniani e i fluidi non – newtoniani e hanno costruito un innovativo imballaggio per piccoli oggetti fragili (nel caso in questione un uovo) che si rivela efficace; tre studenti dell’ITIS Cannizzaro di Catania, Ambra Chisari (1995), Dario Drago (1995), Tommaso Francesco Catalano (1995), hanno estratto dagli scarti di lavorazione di uve della Sicilia un “Bio-Elisir di lunga vita”, il resveratrolo; Giuseppe Dall’Agnese (1994) del Liceo scientifico “Elisabetta Vendramini” di Pordenone ha studiato la p38 che è una chinasi in grado di regolare il differenziamento muscolare allo scopo di cercare nuove e più efficaci terapie per gravi malattie come il rabdomiosarcoma e la distrofia muscolare; Giulia Rinaldis (1993) e Gloria Peverada (1994) dell’IIS “Lunardi” di Brescia invece hanno studiato la Dieta Dukan e i suoi pro e contro; Giovanni Stupino (1995) e Matteo Serra (1995) del Liceo Scientifico “L. Cocito” di Alba (CN) hanno invece elaborato un nuovo metodo di etichettatura delle acque imbottigliate. Insomma queste ed altre ricerche, studi e prototipi in mostra presso la Fast in ple Morandi 2 a Milano sono gli interessantissimi lavori dei neoArchimede 2013 che si possono vedere domenica 5 maggio dalle 1730 alle 19 e lunedì 6 maggio dalle 9.00 alle 13.30. Mentre il bando 2014 si potrà scaricare dal sito www.fast.mi.it E non è neanche vero che non ci siano in Italia opportunità per chi fa ricerca anche “in erba” basta ricordare anche ad esempio che c’è tempo fino al 15 maggio per partecipare al concorso per invenzioni di ragazzi e professori degli istituti superiori, organizzato da Irpps-Cnr e Rappresentanza in Italia della Commissione europea. Giunge alla quarta edizione ‘InvFactor – anche tu genio”, la competizione organizzata dall’Istituto di ricerche sulla popolazione e le politiche sociali del Consiglio nazionale delle ricerche (Irpps-Cnr) in collaborazione con la Rappresentanza in Italia della Commissione europea per valorizzare la creatività sviluppata dagli studenti italiani durante la formazione scolastica. La partecipazione, quest’anno, viene per la prima volta estesa a tutti i ragazzi italiani con meno di 20 anni. Per aderire e informarsi occorre collegarsi al sito www.invfactor.com
Domanda: lavoro e ho dovuto smettere di studiare. Volevo sapere se hanno valore in Europa i corsi on line. Grazie Lara Negrini
Risposta: è stato lanciato proprio di recente il primo MOOC paneuropeo a livello universitario (massive open online courses). I partner di 11 paesi hanno unito le loro forze per lanciare la prima iniziativa di corsi online aperti e di massa (Massive Open Online Courses – MOOC) con l’aiuto della Commissione europea. I MOOC sono corsi universitari online che permettono a tutti di accedere ad un insegnamento di qualità senza dover lasciare il proprio domicilio. Circa 40 corsi, comprendenti un’ampia gamma di materie, saranno disponibili gratuitamente in 12 lingue. L’iniziativa è diretta dall’Associazione europea delle università per l’insegnamento a distanza (European Association of Distance Teaching Universities – EADTU) e riunisce prevalentemente università aperte. I partner sono situati nei seguenti paesi: Francia, Italia, Lituania, Paesi Bassi, Portogallo, Slovacchia, Spagna, Regno Unito, Russia, Turchia e Israele. Informazioni particolareggiate sull’iniziative e sui corsi proposti sono disponibili al seguente indirizzo: www.OpenupEd4u.eu. Androulla Vassiliou, Commissario europeo incaricato dell’istruzione, della cultura, del multilinguismo e della gioventù ha evidenziato come l’iniziativa consenta alle università di adottare metodi d’insegnamento più innovativi e flessibili. I settori coperti dai corsi vanno dalla matematica all’economia, passando per le competenze di digitali, il commercio elettronico, il cambio climatico, il patrimonio culturale, la responsabilità sociale delle imprese, il Medioriente moderno, l’apprendimento delle lingue e la scrittura creativa. Ciascun partner propone corsi sulla propria piattaforma d’apprendimento, almeno nella sua lingua nazionale. È attualmente possibile scegliere tra le 11 lingue dei partner , più l’arabo. I corsi possono essere seguiti secondo un calendario prefissato o in qualunque momento, al ritmo proprio dello studente. I corsi comprendono normalmente dalle 20 alle 200 ore di studio. Tutti i corsi possono portare ad una qualche forma di riconoscimento: un attestato di completamento del corso, un cosiddetto “badge” o certificato di crediti che possono essere presi in considerazione per l’ottenimento di un diploma. In quest’ultimo caso, gli studenti devono versare tra 25 e 400 euro per il certificato, in funzione delle dimensioni del corso (numero di ore di studio e dell’istituzione).
Domanda: ci sono dei passi concreti per la lotta all’evasione fiscale in Europa?
Risposta: Nell’ambito degli interventi concertati per contrastare l’evasione e l’elusione fiscali la Commissione europea ha elaborato una nuova piattaforma per la buona governance fiscale, che permetterà di monitorare i progressi compiuti dagli Stati membri nella lotta alla pianificazione fiscale aggressiva e nell’inasprimento dei controlli sui paradisi fiscali. Lo scopo è garantire un intervento effettivo e concreto degli Stati membri per affrontare questi problemi in maniera coordinata a livello dell’Unione Europea. La piattaforma sarà composta da un’ampia rappresentanza di soggetti interessati, come le autorità tributarie nazionali, il Parlamento europeo, le imprese, le università, le ong e altre parti interessate. La piattaforma per la buona governance fiscale è una delle iniziative previste dal piano d’azione della Commissione contro l’evasione fiscale. Ne faranno parte 45 membri circa: un rappresentante di alto livello delle autorità tributarie di ogni Stato membro e una quindicina di rappresentanti non governativi. Il mandato di questi ultimi sarà di tre anni, rinnovabili alla scadenza su presentazione di una nuova domanda di partecipazione. Per presentare le candidature e diventare membro della piattaforma ecco il link : http://ec.europa.eu/taxation_customs/resources/documents/taxation/tax_fraud_evasion/platform_call-applications_en.pdf
Domanda: sulla ristrutturazione del patrimonio abitativo ci sono dei progetti europei?
Ludovico Freni
Risposta: sì, ci sono dei progetti. Tra questi c’è il progetto “Training on Renewable Energy Solution and Energy Efficiency in Retrofitting – REE_TROFIT” (http://www.reetrofit.eu/content.php) . I partner di progetto sono: Lucense (capofila), Camera di Commercio di Lucca, ABITA – Centro di Ricerche interuniversitario (Italia), Camera di Commercio di Basc-Kiskun (Ungheria), Camera di Commercio di Drome (Francia), Istituto di istruzione tecnologica di Creta (Grecia), Facoltà di Ingegneria di Aarhus (Danimarca), Camera di Commercio bulgara ed Istituto europeo del lavoro (Bulgaria). Il progetto, si focalizza sull’utilizzo razionale dell’energia nell’edilizia con particolare riferimento alla ristrutturazione mirata al patrimonio abitativo esistente. L’obiettivo del progetto è quello di qualificare le figure tecniche (carpentieri, termoidraulici e elettricisti) che operano nel mondo dell’edilizia attraverso la preparazione, implementazione, istituzionalizzazione e disseminazione di un Programma di Formazione Professionale Europeo sulla Ristrutturazione Edilizia degli Edifici Residenziali. Alcune delle attività previste dal progetto sono le seguenti: programmazione di un dettagliato piano di cicli formativi; organizzazione, promozione e realizzazione dei corsi di formazione in ciascuno dei paesi partner, adempimento delle procedure burocratiche per l’istituzionalizzazione dei corsi di formazione, comunicazione e disseminazione dei risultati. Vi sono esempi europei di best practices nelle ristrutturazioni che sono emblematici per caratteri programmatici, culturali e ambientali. “Le strategie delineate”, spiega Emanuela Palazzani, Ceo di T-Immobil, ed esponente di WilEurope,” individuano modalità gestionali, operative, finanziarie e tecnologiche che ne per-mettono l’uso in relazione alle esigenze dell’abitare contemporaneo e nel contempo delineano delle possibilità di gestione fruitive alternative di tipo collettivo, culturale e anche economico. La riqualificazione a livello europeo è intesa come strumento progettuale per la valorizzazione edilizia e urbana”.
Domanda: ho sentito che ci sono delle possibilità per fare scambi tra scuole e docenti di vari paesi, mi può dire qualcosa di più?
Loredana Meretti
Risposta: c’è il programma europeo Comenius che riguarda tutto l’arco dell’istruzione scolastica, dalla scuola dell’infanzia fino al termine degli studi secondari superiori. Vengono finanziate attività quali gli scambi di alunni e personale della scuola, la mobilità individuale degli alunni, l’assistentato per futuri insegnanti, la possibilità per il personale docente di effettuare tirocini presso istituti scolastici o imprese, la formazione in servizio per il personale docente e le visite preparatorie per mobilità, partenariati, progetti o reti. Inoltre vengono finanziati progetti di cooperazione scolastica bilaterali e multilaterali e i partenariati Comenius Regio. Poi le segnali anche la rete eTwinning della Commissione europea che è stata di recente estesa alle scuole di Armenia, Azerbaigian, Georgia, Moldova e Ucraina. Dice il prof. Agostino Miele, Presidente dei revisori dei conti ANP nazionale e Presidente provinciale ANP , Associazione Nazionale Presidi :”La dimensione europea deve essere vissuta in modo concreto a scuola con progetti che avvicinino i giovani alle istituzioni europee. Programmi comunitari quali Comenius oppure eTwinning danno alle scuole la possibilità di sviluppare progetti educativi interculturali, sviluppando anche nuove competenze. La nostra associazione fa parte di European School Heads Association e organizza corsi di formazione e di aggiornamento per dirigenti e docenti favorendo una apertura verso la dimensione europea. E’ l’associazione maggioritaria dei dirigenti della scuola e di essa fanno parte anche i docenti di tutta Italia, mentre ESHA ha soci in Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Croazia”. eTwinning Plus è un progetto pilota avviato come parte della Politica europea di vicinato nel quadro della piattaforma ‘contatti tra i popoli’ del partenariato orientale. La Commissione prevede di introdurre gradualmente il sistema nei paesi limitrofi meridionali, partendo dalla Tunisia. Per iniziare la piattaforma eTwinning Plus userà l’inglese e il russo come lingue principali, successivamente seguiranno francese e arabo. Oltre a servire da punto di incontro e condivisione delle idee per insegnanti e alunni, la piattaforma darà alle scuole l’opportunità di trovare partner per progetti comuni. In ognuno dei nuovi Paesi coinvolti è stata aperta un’agenzia di supporto per sostenere la rete. Queste organizzazioni promuoveranno eTwinning Plus a livello nazionale, garantendo che risponda alle esigenze delle scuole, e organizzeranno sessioni di formazione per gli insegnanti. Le scuole partecipanti saranno selezionate sulla base delle loro attrezzature informatiche e della conoscenza delle lingue. Le agenzie garantiranno che siano coinvolte scuole rurali e urbane, nonché bambini provenienti da ambienti socioeconomici diversi. Il budget di eTwinning Plus è di 834mila euro: circa la metà di questo importo sarà investita nello sviluppo della nuova piattaforma online e nel lavoro di coordinamento, mentre il resto sarà assegnato al cofinanziamento delle agenzie di supporto partner. La ripartizione per Paese è la seguente: Armenia 64.000 euro, Azerbaigian 80mila euro, Georgia 64mila euro, Moldova 80mila euro e Ucraina 96mila euro. Creata nel 2005, eTwinning è una comunità virtuale di scuole che coinvolge attualmente più di 100mla istituti di 33 Paesi europei (i 27 Stati membri dell’UE, l’Islanda, la Svizzera, la Norvegia, la Turchia, la Croazia e l’ex Repubblica iugoslava di Macedonia) che partecipano e utilizzano il suo ambiente online, gratuito e sicuro, per la formazione degli insegnanti e per progetti educativi congiunti. Il portale eTwinning è disponibile in 25 lingue. eTwinning rientra nel programma Comenius e riceve ogni anno un finanziamento di circa 10 milioni di euro. Nel quadro del nuovo programma Erasmus per tutti, che prenderà avvio nel 2014, la Commissione europea ha proposto di sviluppare eTwinning come piattaforma per tutte le scuole che desiderano collaborare attraverso le frontiere con il sostegno comunitario. La Commissione europea ha anche presentato il cosiddetto pacchetto per l’occupazione giovanile, una serie di misure mirate a far fronte al crescente tasso di disoccupazione dei giovani. Un’iniziativa a favore dell’occupazione giovanile mirata ad aiutare i giovani disoccupati e al di fuori di ogni ciclo di istruzione e formazione (NEET) nelle regioni dell’Unione con un tasso di disoccupazione giovanile superiore al 25 per cento ha un budget di sei miliardi di euro per sette anni (2014-2020), tre miliardi derivanti da una specifica linea di bilancio per l’occupazione giovanile e altri tre miliardi dal Fondo sociale europeo. In particolare, tali fondi sarebbero a disposizione degli Stati membri per finanziare misure attuative della Raccomandazione relativa alla Garanzia per i giovani, che mira ad assicurare che tutti i giovani di età tra i 15 ei 24 anni ricevano un’offerta di lavoro, di formazione continua, di apprendistato o di tirocinio, di elevata qualità, entro quattro mesi dalla fine di un ciclo d’istruzione formale o dall’inizio di un periodo di disoccupazione.
Domanda: a mia nipote è stata riscontrata una malattia reumatica. Ci sono associazioni europee e a che punto siamo in Italia e in Europa per la cura?
Elena Sforla
Risposta: abbiamo chiesto per Lei agli esperti perché la “Dichiarazione scritta sulle malattie reumatiche”, firmata da 405 membri del Parlamento europeo e redatta in collaborazione con l’EULAR (European League Against Rheumatism), ha portato le malattie reumatiche all’attenzione del Parlamento europeo e al riconoscimento ufficiale della loro importanza sociale.”Sono oltre 5 milioni e mezzo le persone in Italia e oltre 300 milioni di persone nel mondo che hanno malattie reumatiche,”dice il dott. Luigi Sinigaglia, Direttore Struttura Complessa Reumatologia dell’Istituto Ortopedico G. Pini,” e le patologie sono più di un centinaio e sono molto diverse fra loro sia per la sintomatologia che può avvertire il malato sia per i segni con cui si presenta la malattia. Le accomuna tutte l’impegno articolare i cui sintomi prevalenti sono il dolore di diversa entità e la ridotta capacità funzionale delle articolazioni. Possono comparire a qualsiasi età, ma soprattutto negli adulti e negli anziani. Le malattie reumatiche hanno prevalentemente un andamento evolutivo cronico e proprio per questo possono esitare in uno stato di disabilità. Le modalità di comparsa sono diverse; possono comparire all’improvviso ed in maniera acuta oppure il loro esordio può essere più lieve, insidioso e lento nel tempo. Se non curate adeguatamente e nei tempi giusti, dopo 10 anni circa il 50 per cento delle forme più severe va incontro ad una invalidità permanente, quindi una diagnosi precoce è fondamentale. Il progresso scientifico ha compiuto notevoli passi avanti in Italia e in Europa definendo nuove e più particolareggiate tecniche chirurgiche (artroprotesi, ricostruzioni tendinee, ecc.) per correggere le articolazioni particolarmente compromesse. L’approccio chirurgico non sostituisce la terapia farmacologia. Anche in questo campo ci sono importanti farmaci innovativi tra cui gli agenti biologici che colpiscono a monte il processo infiammatorio con l’obiettivo di ridurre il danno articolare che ne può derivare”. Presso l’Aula Magna dell’Istituto Ortopedico Gaetano Pini di Milano si è svolto poi di recente un Convegno intitolato “ La gestione delle articolazioni”, con il patrocinio della Regione Lombardia, in cui si sono alternarati specialisti di alto livello che hanno spiegato i trattamenti con terapie di ultima generazione e ,qualora si presenti la necessità di intervento alle articolazioni, quali siano le tecniche chirurgiche utilizzate per lo scopo. Era organizzato da ALOMAR Onlus che dal 1986 lavora al fianco e dà sostegno ai malati reumatici lombardi e dialoga con i responsabili della sanità pubblica, i dirigenti delle strutture specialistiche di cura, i medici e le Istituzioni, chiedendo un’adeguata tutela sociale per questi pazienti. Alomar fa parte di Anmar, associazione nazionale malati reumatici, che a sua volta assiste i malati col volontariato attivo presso i reparti di degenza, predispone incontri informativi medico-pazienti e organizza corsi di formazione per una corretta gestione della malattia nella quotidianità.
Domanda: ho letto un suo articolo sui Business Angels, ma mi può fare un esempio concreto di start up che abbia avuto il loro aiuto? Luigi Baraldo
Risposta: IBAN – Italian Business Angel Network, è un’Associazione senza scopo di lucro, ufficialmente riconosciuta e con personalità giuridica; fondata il 15 marzo 1999 a seguito del Progetto “DG Impresa” promosso dalla Commissione europea. L’Associazione coordina e sviluppa l’attività di investimento nel capitale di rischio di piccole imprese da parte di investitori informali (termine anglosassone ‘Business Angels’). All’interno del contesto nazionale si pone come punto di riferimento per gli investitori privati, per i network nazionali (BAN) e per i Club di Investitori, mentre a livello europeo fa capo ad EBAN, Associazione europea dei circuiti dei business angels. Un esempio di start up è la 5thElementProject. Si tratta della prima piattaforma di terapia e learning per bambini autistici basata sul movimento e su servizi di assistenza remota. Mette in rete medici, famiglie e piccoli pazienti, per creare percorsi terapeutici personalizzati. E’ la prima piattaforma web, basata sull’interazione gestuale che, grazie alla teleassistenza, intende sviluppare una terapia efficace per i bambini che soffrono di “Disturbi dello Spettro Autistico (DSA)”. Sfruttando la curiosità dei più piccoli per la tecnologia e la centralità delle attività motorie nel loro sviluppo, la piattaforma può essere utilizzata sia come supporto alla didattica che per un percorso terapeutico. Per ottimizzare le risorse e raggiungere il maggior numero possibile di bambini il sistema può essere utilizzato direttamente da casa, con la possibilità di assistenza remota da parte del terapista di un centro specializzato. La piattaforma offre anche un filo diretto con il terapista: un diario web condiviso delle attività e un’applicazione per tablet permettono ai genitori di essere sempre aggiornati sui progressi del bambino. Inoltre, grazie alla struttura modulare della piattaforma, in futuro sarà possibile integrare attività terapeutiche per altri disturbi. E’ sviluppata un team giovane : Matteo Valoriani , laureato in Ing. Informatica con summa laude al Politecnico di Milano; Antimo Musone è laureato col massimo dei voti in Ingegneria Informatica presso la seconda Università di Napoli; Daniele Midi laureando in Ingegneria Informatica a Roma Tre e attualmente sta completando la sua tesi presso Purdue University; Antonio Vecchio laureando in Ingegneria dell’Informazione con specializzazione Informatica presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università del Salento. Antonio è anche presidente e fondatore della associazione Freccia.
Domanda: sono uno studente universitario e devo fare una ricerca sul tema dell’eco-innovazione, può cortesemente darmi dei dati o dei siti in cui potrei trovare informazioni europee su questo argomento?
Marco Luvi
Risposta: può consultare ecoweb (http://www.ecoweb.info/), la piattaforma web dinamica che offre soluzioni per l’eco-innovazione. E’ frutto di un lavoro di due anni e finanziato dalla Unione Europea nell’ambito di un progetto del Settimo Programma Quadro e si configura come lo strumento più veloce per reperire informazioni aggiornate su tecnologie, applicazioni, processi nel campo dell’eco-innovazione. Ecoweb ha l’obiettivo di dare maggiore visibilità ai progetti di successo e di migliorare la collaborazione fra il mondo della ricerca e quello dell’imprenditoria. La piattaforma è rivolta ai ricercatori e alle pmi impegnati nel campo dell’eco-innovation. Non è un semplice sito web né un mero motore di ricerca ma un sistema capace di aggiornarsi in automatico in real time e gestito da un esperto team di partner provenienti da Austria, Francia, Germania e Italia con competenze specifiche su progetti europei di ricerca, soluzioni ICT e reti di impresa.
