Pillole d’Europa
di Cinzia Boschiero
NUMERO 42 – 2012
ASSISTENZA ALLE FAMIGLIE IN RETE , DATI SULLA BALNEAZIONE, FRODE, TUTELA CONSUMATORI, SALUTE
PER STARE MEGLIO COME CITTADINI EUROPEI E SAPER SFRUTTARE TUTTE LE OPPORTUNITA’ UTILI – In questa rubrica notizie flash sulle normative europee e internazionali, notizie internazionali ed europee utili e pratiche per la vita di tutti i giorni. E’ attivo un servizio di “A domanda, risposta” su bandi, agevolazioni, finanziamenti europei , borse di studio e di ricerca nazionali, regionali e locali per i lettori di Affaritaliani. Per richieste di informazioni scrivete a cinziaboschiero@gmail.com – europainforma@gmail.com
Domanda: il Papa Francesco ha di recente detto che occorre salvare i poveri e non le banche, ma chi in Europa lo ascolta? Rosaria Mastro
Risposta: Il Parlamento europeo ha espresso sostegno pieno alle proposte legislative che istituiscono un sistema unico di vigilanza bancaria europea in un voto in plenaria di recente. La Banca centrale europea potrà direttamente supervisionare le più grandi banche della zona euro e avere voce in capitolo sul controllo di altre banche. I deputati responsabili per questo dossier hanno insistito sul fatto il livello di controllo democratico deve corrispondere ai poteri di controllo creati o trasferiti a livello di Unione europea. La BCE, nel suo ruolo di controllore, dovrà pertanto essere molto più aperta e democraticamente responsabile di quanto accade per la politica monetaria per meglio tutelare i cittadini. Si avrà un miglior accesso ai documenti, sia per l’autorità di vigilanza nei confronti delle banche, sia per il Parlamento europeo e i parlamenti nazionali nei confronti dell’autorità di vigilanza.
Domanda: è vero che le prossime elezioni del Parlamento europeo sono state anticipate a maggio 2014? Enrico Guidotti
Risposta: secondo una decisione approvata , le elezioni del Parlamento europeo del 2014 dovrebbero tenersi dal 22 al 25 maggio, invece che a giugno. L’anticipo delle elezioni darebbe al nuovo Parlamento più tempo per prepararsi all’elezione del Presidente della Commissione europea prevista a luglio 2014. Il progetto di decisione del Consiglio di anticipare le date delle prossime elezioni europee dal 5-8 giugno al 22-25 maggio 2014 risponde alla richiesta del Parlamento europeo del 22 novembre dello scorso anno. Ogni cinque anni i cittadini dell’UE scelgono chi li rappresenta al Parlamento europeo, che difende i loro interessi nel processo decisionale dell’UE. Dal 1979, il Parlamento è stato eletto a suffragio universale diretto. Prima di allora, i membri erano nominati dai Parlamenti nazionali degli Stati membri. Previa consultazione del Parlamento europeo, a giugno il Consiglio dei ministri deve decidere all’unanimità la data delle elezioni.
Domanda: ma abbiamo solo noi problemi di frode e di evasione così gravi? Leonardo Nestore
Risposta: i deputati del Parlamento europeo hanno chiesto intervento comune europeo per combattere frode e evasione in quanto sono problemi di tutti gli Stati membri. Gli Stati membri dovrebbero unire le forze per dimezzare il “gap fiscale”, i mille miliardi di euro non riscossi, entro il 2020, afferma il Parlamento europeo in una risoluzione approvata di recente. Gli eurodeputati chiedono ai governi di concordare misure per reprimere i paradisi fiscali, colmare i vuoti giuridici e combattere la pianificazione fiscale aggressiva. In un’altra risoluzione, sempre i parlamentari europei propongono ulteriori azioni per far si che i paesi UE traggano pieno beneficio da un migliore coordinamento dei sistemi fiscali.”Abbiamo bisogno di una piattaforma comune per lo scambio d’informazioni fiscali negli anni a venire e di sistemi fiscali che stimolino la crescita. Ciò di cui abbiamo bisogno non sono più tasse, ma più persone e più aziende che le pagando”, ha detto Ildiko Gall-Pelcz (PPE, HU), responsabile per la relazione fiscale annuale. Le imposte non raccolte sono pari a circa duemila euro per cittadino comunitario all’anno.
Domanda: ho un amico che ha la sindrome di Asperger, ci sono cure europee nuove? Mario Nurro
Risposta: Secondo studi recenti l’1% della popolazione mondiale ha alcune caratteristiche riconducibili allo spettro autistico. In Germania, ad esempio, circa mezzo milione di persone è diagnosticato come tale. Di recente, secondo il U.S. Centers for Disease Control and Prevention. viene diagnosticato l’autismo negli Stati Uniti ad un bambino su 88. La Sindrome di Asperger (SA) è annoverata tra i disturbi dello spettro autistico. Nel complesso i disturbi dello spettro autistico hanno la prevalenza di un caso su cento. La variabilità di presentazione della SA è molto ampia, da casi con evidente disabilità, a situazioni in cui le anomalie sono estremamente sfumate, difficilmente individuabili; di frequente le persone con SA appaiono semplicemente bizzarre, a volte geniali, perse nei propri pensieri, solitarie. Spesso la SA è associata a nomi di personaggi famosi, quali Einstein, Newton, solo per citarne alcuni. Se ne è parlato di recente all’Umanitaria in cui si è svolto un convegno della Associazione ASA aperto al pubblico con la presenza dell’assessore alla sanità Mario Mantovani della Regione Lombardia e sono stati presentati dati sia italiani che europei.“Una rete di supporto a favore delle persone con Sindrome di Asperger e delle loro famiglie è l’obiettivo di ASA”, dice Milena Polidoro, Presidente di ASA, Associazione Sindrome di Asperger e Direttore Generale della Società Umanitaria ,”La sua diagnosi non è semplice per la variabilità dei sintomi e per i gradi di disabilità che comporta. Proprio per questo informare in modo corretto e dare assistenza concreta sul territorio in modo strutturato è necessario così come creare network sulle best practices in Italia e in Europa e condividere le migliori prassi di assistenza.” Gli studi in questo campo dimostrano come gli interventi sul contesto di vita, spesso anche molto semplici da realizzare, incidano in modo significativo sulla qualità dell’esistenza. Questa chiave di lettura della disabilità delle persone con SA è alla base della nascita di ASA e dei progetti che ASA ha intenzione di realizzare in Italia e in Europa. Nella tradizione di Società Umanitaria, da cui ASA ha origine, la solidarietà non è beneficenza sterile fine a se stessa; l’obiettivo non è quello di creare un rapporto di dipendenza, ma, al contrario, lo scopo del progetto è quello di contribuire alla creazione di una base per una vita autonoma per le persone con Sindrome di Asperger e per le loro famiglie. Funziona anche uno Sportello di ascolto curato dalla Dott.ssa Cristina Panisi della associazione ASA gratuito e attivo ogni mercoledì dalle ore 9.00 alle ore 13.00. ASA supporta specialisti esperti affinché possano realizzare interventi mirati che tengano conto di tutte le fasi dell’assistenza, dal momento della diagnosi nei primi anni di vita fino al supporto per l’adulto nel mondo del lavoro (www.asaitalia.it).
Domanda: ci sono studi sul bruxismo in Europa? Licia Merari
Risposta: In ambito europeo, uno studio epidemiologico condotto su un campione di tredicimila soggetti di varie nazionalità di età compresa tra i 15 ed i 100 anni, riporta una prevalenza globale di bruxismo dell’8,2 per cento. Il bruxismo interessa maggiormente le donne. Sebbene circa il 60 per cento della popolazione presenti un’attività dei muscoli masticatori durante il sonno, soltanto una minoranza può essere considerata realmente affetta da questo disturbo. Abbiamo chiesto altri dettagli al prof Gianluca Tartaglia dell’Università di Milano, che segue progetti europei in odontostomatologia. “L’identikit di chi soffre di bruxismo, una malattia più conosciuta come digrignamento dei denti è indipendente dal sesso e diminuisce con l’avanzare dell’età,” ci ha spiegato.”Non è un vizio ma un vero e proprio disturbo. Che va affrontato senza perdere tempo. Perché col tempo si possono danneggiare le arcate dentarie. E allora sì che sono guai. Attenti però al fai-da-te, che in certi casi può fare più male che bene. Ormai da anni nella comunità europea ed internazionale scientifica e odontoiatrica si è consolidata la teoria che si tratti di una problematica che fa parte dei disturbi del sonno,” spiega il professor Gianluca Martino Tartaglia, “Il risultato finale, se non si interviene, è l’abnorme usura dei denti.” Il disturbo può essere correlato a disturbi dell’articolazione temporo-mandibolare in senso lato ed il meccanismo di relazione non è ancora chiaro. In particolare può essere associata tensione muscolare acuta che non deve essere confusa con problematiche muscolari. In nove casi su dieci la diagnosi è clinica. “Solo in caso di dubbio ricorriamo all’analisi della contrazione dei muscoli della masticazione indotte dal contatto dei denti,” aggiunge il professor Tartaglia. “Altrimenti è sufficiente la visita odontoiatrica e un colloquio con la paziente, fondamentale per la ricerca della causa. A volte il disturbo è complesso e pertanto allo specialista odontostomatologo è necessario affiancare anche uno psicologo, un neurologo, un fisiatra.” I dati europei sul bruxismo indicano che può essere il segnale di un problema alla dentizione e in particolare di una mancanza, oppure di un eccesso, di contatto tra l’arcata dentaria superiore e quella inferiore, come spiegano alla Clinica SST (www.clinicasst.it) . Ma può essere legato anche a fattori emotivi, a tensioni interiori molto intense perché generate da situazioni trattenute. Insomma, chi ha il bruxismo è come una pentola a pressione, e trova in questo modo una soluzione per “scaricare” durante le ore notturne ciò che non riesce a esprimere durante il giorno. Qualunque sia la causa, il risultato è sempre uno solo. Con il bruxismo si esercita sui denti, sulle gengive e sull’apparato masticatorio in genere, una forza eccezionale che è tre volte maggiore di quella che avviene durante la normale masticazione. Le conseguenze: aumento della sensibilità e dell’usura dei denti, tensione e dolore alla mandibola, affaticamento dei muscoli facciali e dolori alla testa, al collo e alle orecchie. “Nella maggior parte dei casi i dolori associati al bruxismo hanno una prognosi molto favorevole,” interviene il professor Tartaglia. “E’ quindi sufficiente la prescrizione del bite. Gli obiettivi sono due. Creare un nuovo rapporto di chiusura tra i denti della mandibola e quelli dell’arcata superiore e aumentare in modo ‘terapeutico’ la dimensione verticale complessiva dei denti dell’arcata inferiore e superiore.” Il bite, o oral appliances, è una mascherina protettiva da applicare sui denti di notte, che rallenta le tensioni e i dolori muscolari, oltre a proteggere la salute dentale. È un presidio terapeutico e deve essere prodotto su misura da un laboratorio odontotecnico specializzato.
Domanda: cosa si fa in Europa per una maggiore sicurezza di noi consumatori? Paola Parisi
Risposta: Nel 2012 gli Stati membri dell’Unione europea hanno adottato un totale di 2.278 misure contro i prodotti pericolosi diversi dagli alimenti e le hanno notificate per il tramite del sistema unionale di informazione rapida (RAPEX). Ciò corrisponde a un aumento del 26 per cento delle notifiche rispetto alle cifre del 2011, un aumento che può essere attribuito ad un’intensificazione degli interventi da parte delle autorità dei paesi dell’Unione Europea. RAPEX è il sistema d’informazione rapida tra gli Stati membri e la Commissione per i prodotti diversi da quelli alimentari. Il suo ruolo consiste nel diffondere rapidamente informazioni sui prodotti di consumo potenzialmente pericolosi. Ciò consente un’identificazione tempestiva e un rapido ritiro dal mercato unionale dei prodotti che potrebbero presentare un rischio per i consumatori, come ad esempio gli indumenti per l’infanzia, i prodotti tessili e le apparecchiature elettriche che non soddisfano le norme di sicurezza. Nel 2012 gli indumenti, i prodotti tessili e gli articoli di moda (34%), seguiti dai giocattoli (19%), erano le principali categorie di prodotti che hanno richiesto interventi correttivi. Tra i rischi notificati più spesso in relazione a questi prodotti vi erano il rischio chimico, il rischio di strangolamento e il rischio di lesioni. I rischi di lesioni e di strangolamento sono spesso riscontrati negli indumenti per l’infanzia a motivo della presenza di tiranti e cordini, ad esempio nei costumi da bagno. Tra i prodotti vietati nell’UE nel 2012 vi erano uno sbiancante per la pelle contenente idrochinone (il cui uso è vietato nei cosmetici e nei prodotti per l’igiene personale) e una bambola di plastica contenente dietilesilftalato (DEHP) a una concentrazione del 38,5 per cento in peso che configurava un rischio chimico. Le imprese dovrebbero provvedere affinché questi rischi ormai noti vengano eliminati già prima di iniziare la produzione. La Cina è ancora in testa ai paesi d’origine dei prodotti pericolosi segnalati nel sistema d’informazione RAPEX. L’anno scorso il 58 per cento del totale delle notifiche di prodotti che presentavano un grave rischio si riferiva a prodotti provenienti dalla Cina. Per migliorare la situazione l’UE lavora a livello bilaterale con la Cina per lo scambio di informazioni tra le autorità e per assicurare una comunicazione adeguata. L’Unione Europea e la Cina produrranno in breve una serie di video destinati ai fabbricanti cinesi e agli importatori europei e contenenti informazioni sulla sicurezza dei prodotti.
Domanda: ci sono iniziative europee per un modo più veloce ed efficiente di agire in caso di catastrofi come terremoti etc? Luisa Matera
Risposta: E’ stato lanciato da poco il Centro europeo di risposta alle emergenze (ERC – Emergency Response Centre), che permette di reagire in modo più coordinato, veloce ed efficiente alle catastrofi, in Europa e nel resto del mondo. “Vista la frequenza sempre maggiore e la complessità delle catastrofi, la cooperazione tra gli Stati membri dell’Unione Europea deve essere ancora più stretta. Il nuovo Centro di risposta alle emergenze è una piattaforma all’avanguardia che permette di coordinare l’azione anche nelle circostanze più estreme, in modo da reagire alle situazioni di crisi in modo più efficace e proteggere meglio i cittadini,” ha dichiarato José Manuel Barroso, Presidente della Commissione europea. L’ERC sarà attivo 24 ore su 24, 7 giorni su 7, e sarà in grado di affrontare fino a tre emergenze simultanee in zone del mondo anche molto lontane l’una dall’altra. Sarà incaricato di ricevere e analizzare le richieste di assistenza dai paesi colpiti e servirà da hub per coordinare l’azione a vari livelli: Commissione, Stati membri, il paese interessato, le associazioni umanitarie e le squadre della protezione civile impegnate sul campo. L’ERC invierà nelle aree colpite esperti di valutazione e coordinamento, trasmetterà allarmi tempestivi in caso di catastrofi imminenti e agevolerà il trasporto dell’assistenza fornita dagli Stati membri in caso di emergenze maggiori. In questo modo l’assistenza proveniente dall’Europa sarà incentrata sulle necessità prioritarie, evitando lo spreco di risorse. Inoltre, il Centro di risposta alle emergenze intensificherà la pianificazione e la preparazione per le operazioni di protezione civile, in stretta cooperazione con gli Stati membri. Con l’entrata in vigore della nuova legislazione, i 32 paesi che partecipano al meccanismo di protezione civile comunitario possono impegnare in via preventiva alcune delle loro capacità di risposta – ad esempio aeromobili specializzati, equipaggiamento pesante o squadre di ricerca e salvataggio – per un pool di volontari pronti ad essere mobilitati, in caso di necessità, in tempi strettissimi e nel quadro di una risposta europea pienamente coordinata. L’ERC rappresenta in pratica il nuovo “cuore operativo” del meccanismo europeo di protezione civile. Avrà inoltre il ruolo chiave di hub di coordinamento per facilitare una risposta europea coerente in caso di emergenze, dentro e fuori i confini europei. Nel 2001 funzionava il centro di informazione e monitoraggio della Commissione (Monitoring and Information Centre – MIC) come principale strumento operativo del meccanismo europeo di protezione civile.
Domanda: di recente con le varie celebrazioni della annuale Festa dell’Europa ho sentito parlare di un programma per giovani imprenditori, ma non sono riuscito a trovare informazioni sul web, mi può aiutare? Fabio Ghisi
Risposta: in occasione della consueta Festa dell’Europa del 9 maggio sono stati ricordati tanti programmi e iniziative comunitarie. Credo che lei si riferisca al programma Erasmus per giovani imprenditori di cui ha parlato a Milano il Vicepresidente della Commissione europea Antonio Tajani, responsabile per l’Industria e l’imprenditorialità. Erasmus per Giovani Imprenditori è un programma di scambio per gli imprenditori finanziato dall’Unione europea. Il programma offre ai giovani che vogliono fare impresa la possibilità di lavorare fino a un massimo di 6 mesi a fianco di un imprenditore esperto in un altro Paese dell’Unione europea e di rafforzare le competenze chiave per sviluppare un’impresa. Si tratta di una formazione “sul terreno”, a carattere molto pratico, per aiutare i giovani imprenditori a trovare le risposte ai loro interrogativi e prepararli a gestire efficacemente la loro impresa. Il programma è rivolto agli imprenditori esperti e a quegli imprenditori che intendono creare un’azienda o l’hanno creata negli ultimi 3 anni. Maggiori informazioni le trova su www.erasmus-entrepreneurs.eu/index.php. Inoltre il Piano europeo per l’imprenditorialità mira a liberare le potenzialità imprenditoriali, a rimuovere gli ostacoli esistenti e a rivoluzionare la cultura dell’imprenditorialità in Europa. Il Piano prevede una serie di interventi che la Commissione e gli Stati membri sono invitati a prendere nei campi seguenti: istruire e formare all’imprenditorialità; creare un contesto favorevole alla crescita delle imprese; facilitare l’accesso ai finanziamenti; semplificare le procedure amministrative, sostenere le nuove imprese nelle fasi cruciali del loro ciclo vitale; avviare azioni a favore delle imprenditorialità femminile; incoraggiare nuove opportunità imprenditoriali nell’era digitale; dare una seconda opportunità per gli imprenditori onesti che fanno fallimento per difficoltà del mercato.
Domanda: si avvicina l’estate, in che condizioni sono le acque di balneazione in Europa? Ci sono dei dati ? Umberto Trascitto
Risposta: Il 94 per cento delle zone di balneazione nell’Unione europea soddisfa le norme minime di qualità dell’acqua. Questo è quanto emerge dal rapporto annuale sulla qualità delle acque di balneazione in Europa stilato dall’Agenzia europea dell’ambiente, nel quale si legge anche che la qualità è eccellente nel 78 per cento delle zone e che il numero delle località che soddisfano le norme minime è aumentato del 2 per cento rispetto al rapporto dello scorso anno. Cipro e Lussemburgo sono i primi della classe, con acqua di eccellente qualità in tutte le zone di balneazione. L’Italia, dove l’85 per cento delle 5.509 acque analizzate ha registrato valori eccellenti, figura tra i paesi nei quali si registrano risultati al di sopra della media comunitaria, insieme a Malta (97%), Croazia (95%), Grecia (93%), Germania (88%), Portogallo (87%), Finlandia (83%) e Spagna (83%). A partire dai dati raccolti dalle autorità locali in oltre 22 000 località dei 27 Stati membri dell’Unione europea e di Croazia e Svizzera, nonché dalle misurazioni dei livelli di batteri provenienti dalle acque di scolo e dagli allevamenti, l’Agenzia europea dell’ambiente elabora ogni anno i dati sulla qualità delle acque di balneazione. Più di due terzi delle località controllate sono spiagge costiere, il resto è costituito da fiumi e laghi.Il rapporto annuale si basa sui dati relativi alla stagione balneare precedente, pertanto il rapporto di quest’anno è una compilazione dei dati raccolti nell’estate 2012. Malgrado il miglioramento generale, dal rapporto di quest’anno emerge che la qualità dell’acqua è scarsa in quasi il 2% delle zone di balneazione costiere, fluviali e lacustri. Le percentuali più alte di spiagge non conformi si trovano in Belgio (12%), Paesi Bassi (7%) e Regno Unito (6%) e alcune di esse hanno dovuto essere chiuse nel corso della stagione 2012. Quelle che si comportano meglio sono, in genere, le zone di balneazione costiere, il 95% delle quali soddisfa le norme minime e l’81% può fregiarsi di acque eccellenti, mentre per quanto riguarda laghi e fiumi, è il 91% ad essere al di sopra della soglia minima e il 72% ad avere acqua di qualità eccellente. Le acque di balneazione in Europa devono rispettare le norme stabilite nella direttiva del 2006 in materia, che aggiorna e semplifica la normativa precedente e deve essere attuata dagli Stati membri entro dicembre 2014. L’UE pubblica ogni anno una relazione di sintesi sulla qualità delle acque di balneazione, che si basa sulle relazioni che gli Stati membri devono presentare entro la fine dell’anno precedente. Nella relazione di quest’anno tutti i 27 Stati membri, così come la Croazia e la Svizzera, hanno monitorato la qualità delle acque delle rispettive località di balneazione e ne hanno dato conto alla Commissione, la maggior parte di essi in base alle nuove disposizioni. Per monitorare la qualità delle acque, i laboratori ricercano determinati tipi di batteri, tra cui gli enterococchi intestinali e l’Escherichia coli, la cui presenza può essere indice di inquinamento, soprattutto da acque di scolo o liquami di allevamento. Le località sono poi classificate come conformi ai valori obbligatori, conformi alle linee guida più severe oppure non conformi. Per conoscere la qualità dell’acqua delle nostre località balneari preferite possiamo visitare l’apposita pagina web dell’Agenzia europea dell’ambiente, da cui è possibile scaricare dati e consultare mappe interattive. È inoltre possibile segnalare lo stato dell’acqua di una determinata zona tramite il sito Eye on Earth.
