Di Cinzia Boschiero
Amate la buona tavola? Credete nei prodotti Made in Italy? Ebbene ci scrive Lucci Iacopo: “Siamo quattro ragazzi di nemmeno 30 anni, Fabio, Maurizio, Adriano e Iacopo, nel 2012 abbiamo partecipato ad un bando per start up di impresa a valere sul fondo sociale europeo, il nostro progetto è quello di esportare tipicità e delicatessen italiane, primo tra tutti il nostro Olio D.O.P. (prodotto in Sabina dai nostri paesani, parenti e nonni, e anche, ovviamente, con il nostro aiuto)”.
Li abbiamo voluti ascoltare e ora tentiamo di aiutarli pubblicando questo loro importante progetto e denunciando il fatto che sono in difficoltà per la burocrazia amministrativa italiana.
“In un periodo di incertezze come queste,” ci spiega Iacopo, “stiamo riprendendo in mano quella fetta di economia che si stava tralasciando: a gennaio 2013 abbiamo costituito la società, a luglio abbiamo ricevuto il primo acconto della cifra a noi concessa (49,800€ il totale del contributo a fondo perduto). Ora il bando era rivolto ai disoccupati (e per contratto tali si deve rimanere per non perdere il contributo), e prevedeva comunque i primi oneri a spese dei beneficiari, oltre comunque alle voci di spesa non coperte dai fondi, tra queste le ristrutturazioni dei locali scelti per l’operatività dell’azienda e l’I.V.A. “Così,” prosegue Iacopo, “abbiamo investito i nostri risparmi nelle ristrutturazioni e nelle spese di avvio, e sull’iva dei primi materiali acquisiti, ora ci troviamo in difficoltà, poiché le nostre risorse sono praticamente terminate, abbiamo bisogno di 2.000 € per coprire l’ I.V.A. sulle prossime spese (macchinari specifici ad alta tecnologia), non possiamo chiedere altro aiuto ai nostri genitori che già fanno il possibile (hanno assicurato il capitale che ci hanno concesso), e per assurdo, se non troviamo queste risorse rischiamo di perdere i 30.000€ che ci devono essere ancora accreditati”.
Ebbene questi neo imprenditori coraggiosi stanno cercando piccoli donatori, a cui , con un pò di pazienza, sono anche disposti a rendere le cifre. Cercano anche solo dei microdonatori o persone che come loro fanno impresa oggi. “Essere aiutati da chi fa impresa,” ci dice,” sarebbe veramente il massimo, anche perché sarebbero le uniche persone a capire il nostro bisogno. In primavera affronteremo la spesa più importante, un macchinario industriale per l’imbottigliamento e il processo di confezionamento del prodotto di punta. Imponibile saranno circa 16-18.000€ la seconda rata la riceveremo in quel periodo, però avere da parte la cifra I.V.A che ci serve è importantissimo, anche perché in settimana stileremo un budget presuntivo. Il poco che ci è rimasto sarà tutto dedicato alla ristrutturazione e messa a norma dei locali, ovviamente garantisco la massima trasparenza sull’uso dei fondi”.
In effetti il loro è un buon progetto, anche perché in zona non si hanno tantissime risorse e c’è invece un territorio e un made in Italy da rinvigorire e valorizzare. “Mi chiedo,” dice Iacopo, “perché in una nazione con l’IVA al 22% le istituzioni non diano supporto tramite decreti mirati. Noi ce la mettiamo tutta, ma capisce che una cosa è un business plan, una cosa è quando ci si trova in corso d’opera, spero di darle buone nuove nel futuro e le manderò materiale sul nostro operato quanto prima, intanto le segnalo il nostro sito www.castelsabo.com in costruzione”.
DIAMOGLI UNA MANO perché non sempre anche con l’olio fila tutto liscio, ma per i giovani che rimangono in Italia e vogliono costruire progetti di qualità, occorre mobilitarsi tutti.
