Pillole d’Europa
di Cinzia Boschiero
NUMERO 50 – 2013
TUTELA DEI LAVORATORI E TESSERA SANITARIA EUROPEA, INIZIATIVE PER UN MAGGIOR DIALOGO CON I CITTADINI, NUOVE REGOLAMENTAZIONI PER I BIOCIDI
In questa rubrica notizie flash sulle normative europee e internazionali, notizie internazionali ed europee utili e pratiche per la vita di tutti i giorni. E’ attivo un servizio di “A domanda, risposta” su bandi, agevolazioni, finanziamenti europei , borse di studio e di ricerca nazionali, regionali e locali per i lettori di Affaritaliani. Per richieste di informazioni scrivete a cinziaboschiero@gmail.com – europainforma@gmail.com
Di Cinzia Boschiero
Domanda: ma questi politici anche europei intendono interpellarci prima di decidere che iniziative prendere? Ludovico Misatto
Risposta: Per iniziativa degli parlamentari Pier Antonio Panzeri e Patrizia Toia, del Gruppo dell’Alleanza Progressista dei Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo, sta iniziando in questi giorni un’ interessante iniziativa di coinvolgimento dei cittadini sui temi dell’Europa. A circa 8 mesi dalle prossime elezioni del 25 maggio 2014, i due parlamentari eletti nella circoscrizione Nord Ovest si preoccupano di capire, attraverso un “viaggio” fisico e virtuale sul territorio, quali siano le idee, le sensazioni e le aspettative dei lombardi, i dubbi che esprimono e le speranze che ripongono nell’Europa (Sito web www.leuropachevogliamo@gmail.com). Le linee d’azione di questa iniziativa che vuole essere al tempo stesso una indagine e un dialogo aperto, saranno una integrazione tra gli strumenti tradizionali e quelli virtuali. Il “cuore” di tutto è un questionario, che i cittadini possono compilare per far conoscere la loro opinione, sia in formato elettronico che cartaceo. Vi sono poi un sito web, un profilo Twitter e una pagina Facebook, infine , non poteva non esserci anche un Camper itinerante. Il camper visiterà oltre 50 presidi nei principali centri di ogni provincia, per la compilazione del questionario e la distribuzione di materiale informativo. Ogni settimana, nei Capoluoghi di provincia, vi saranno incontri pubblici aperti ai cittadini e incontri con le realtà associative e imprenditoriali. Al termine del tour , nella seconda metà di novembre, un convegno finale a Milano illustrerà i risultati dell’indagine trasformandoli in progetti e proposte per una Europa più vicina alle esigenze ed alle aspettative dei cittadini.
Domanda: cos’è la tessera europea di assicurazione malattia?
Risposta : è sempre più diffusa e quasi duecento milioni di cittadini sono in possesso di una tessera europea di assicurazione malattia (TEAM), che consente loro di ottenere assistenza sanitaria d’emergenza quando viaggiano nell’Unione europea, in Svizzera, Liechtenstein, Norvegia e Islanda. Il numero di titolari di TEAM è costantemente aumentato e nel 2012 i cittadini in possesso della tessera sono stati 15 milioni in più rispetto all’anno precedente. “La tutela sanitaria” dice Umberto Occhipinti, Presidente del Gruppo GPA che fa parte del più importante network europeo ed internazionale Assurex Global,”è prioritaria in Europa. In caso di infortunio o malattia l’esigenza principale che si manifesta è quella di non gravare sui propri cari e di tutelarli da eventuali spese economiche legate alla perdita, anche provvisoria, della propria autosufficienza. I cittadini e le imprese necessitano di soluzioni personalizzate, che garantiscano una diaria in caso di ricovero, un rimborso spese di cura e per coprire anche eventuali oneri legali sostenuti per far valere i propri diritti nei confronti di terzi responsabili dell’infortunio o della malattia. Il nostro Gruppo in base alle normative comunitarie ha studiato in rete con oltre 500 uffici in ottanta Paesi polizze e soluzioni adeguate, un servizio di consulenza e assistenza completa, coperture complementari estremamente efficaci, prodotti innovativi a livello di prestazioni e di prevenzione”.
Domanda: per i lavoratori licenziati in Italia ci sono degli aiuti europei? Lisa Burdo
Risposta: la Commissione bilanci ha approvato 3.700.000 euro in aiuti comunitari per i lavoratori licenziati in Italia. I fondi sono del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione e puntano ad aiutare a trovare nuovi posti di lavoro per i 1.500 lavoratori italiani in esubero a causa della globalizzazione o della recessione dovuta alla crisi economica. Le faccio un esempio concreto: l’Anovo Italia SpA e la Jabil CM Srl, produttori di computer e prodotti elettronici in Lombardia, sono state colpite dal calo della domanda di prodotti informatici in Italia, dovuta alla crisi economica e finanziaria e alla forte concorrenza dei paesi che producono a basso costo. Di conseguenza, hanno dovuto sospendere la loro attività nel 2011, licenziando 529 dipendenti. L’Italia ha chiesto aiuto per le due società lombarde nel dicembre 2011 e per la De Tomaso Automobili nel novembre 2012. Le autorità italiane riceveranno 1.164.930 euro per aiutare i lavoratori licenziati in Lombardia, e 2.594.672 euro per gli ex dipendenti della De Tomaso Automobili. Il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG) fornisce servizi su misura per aiutare i lavoratori licenziati a trovare un nuovo impiego. Il massimale annuo del fondo è pari a 500 milioni di euro. Ai lavoratori licenziati sono offerte misure quali il supporto per la creazione di imprese, l’assistenza nella ricerca di un lavoro, l’orientamento professionale e vari tipi di formazione. Nella maggior parte dei casi, le autorità nazionali hanno già preso provvedimenti e i costi saranno rimborsati dall’Unione Europea non appena la loro richiesta di sovvenzione sarà approvata in via definitiva.
Domanda: ho il diabete e volevo sapere è vero che ci sono studi europei che dicono che chi ha questa patologia ha più problemi con i denti e in particolare con la parodontite. Grazie Enrico Pasini
Risposta: Il diabete rappresenta una malattia in rapida ascesa che si stima colpirà quasi il 10% della popolazione mondiale adulta entro il 2030. “Il fatto che pazienti con inadeguato controllo glicemico possano avere un peggioramento delle condizioni parodontali e rispondere meno efficacemente alle terapie rispetto ad individui non diabetici è ben documentato da molto tempo,”dice il prof. Gianluca Tartaglia (www.clinicasst.it). La ricerca scientifica e clinica focalizzata sui rapporti tra diabete di tipo 2 e la parodontite hanno recentemente messo in luce come vi siano ulteriori importanti collegamenti tra queste due condizioni che tendono ad influenzarsi reciprocamente. Questi risultati hanno una ricaduta diretta sulla gestione clinica del paziente sia dal punto di vista parodontale che sistemico generale”. Sul tema hanno organizzato anche un convegno europeo in Spagna la Federazione Europea di Parodontologia (EFP) e l’American Academy of Periodontology (AAP). E’ certamente l’infiammazione a giocare un ruolo determinante sia nel diabete di tipo 2 che nella parodontite e costituisce il fattore che reciprocamente rende le due condizioni in grado di influenzarsi.
Domanda: ho letto che ci sono nuove regolamentazioni relative ai biocidi per migliorare la salute e la protezione dell’ambiente, ma cosa sono e come l’Europa normerà il tutto? Andrea Tusi
Risposta: Il nuovo regolamento comunitario 528/2012, entrato in vigore il primo settembre 2013, segna un passo fondamentale nel tentativo di apportare un significativo miglioramento nella sicurezza ed efficienza delle procedure di applicazione e uso di biocidi nel mercato europeo. Per biocidi, si intendono quei principi attivi e quei preparati contenenti uno o più principi attivi, destinati a distruggere, eliminare, rendere innocui, impedire l’azione o esercitare altro effetto di controllo su qualsiasi organismo nocivo con mezzi chimici o biologici. Le nuove regole europee comportano anche un’ulteriore novità: le imprese interessate potranno previa autorizzazione sulla vendita, di inserire direttamente i propri prodotti biocidi nell’intero mercato dell’Unione Europea, stimando così un risparmio di circa 2,7 miliardi di euro in un arco di tempo di 10 anni. Inoltre, secondo il Commissario per l’Ambiente Janez Potočnik, il nuovo regolamento assicura che unicamente i prodotti controllati ed autorizzati saranno disponibili e venduti nel mercato europeo portando vantaggi economici alle imprese e maggiore protezione per i cittadini e l’ambiente. Per di più, si verificherà una drastica riduzione di test su animali grazie ad un aumento di efficienza nella circolazione di informazioni tra gli esperti e verso il pubblico e all’utilizzo di piattaforme informatiche (Register for Biocidal Products) per lo scambio dati. L’Agenzia europea per i prodotti chimici (European Chemicals Agency- ECHA), spiegano alla Rappresentanza a Milano della Commissione europea, fornirà supporto e controllo tecnico alla Commissione e agli Stati membri mantenendo come scopo primario lo sviluppo di opinioni sull’approvazione di sostanze attive e l’autorizzazione di prodotti biocidi. Si attende, infatti, un incremento dei giudizi da un valore di 80 nel 2014 a circa 300 nel 2020.
Domanda: ma questa Europa non si occupa della memoria storica e di creare una forza di soldati che ci possa tutelare? Giorgio Moroni
Risposta: nel programma Europa per i cittadini ci sono fondi per progetti di “Memoria europea attiva” e vengono dati fondi per iniziative di commemorazione storica, ricordo delle vittime del nazismo e dello stalinismo, progetti per stimolare la riflessione sui principi alla base dell’Unione europea, come la democrazia, il rispetto dei diritti umani, la libertà. La sovvenzione minima è diecimila euro e massima centomila euro. Mentre per la sua seconda domanda le segnalo Eurocorps, nata nel 1992, è una forza multinazionale che fa capo all’Unione Europea ed agisce sotto il comando e il controllo della NATO. Il quartier generale si trova a Strasburgo, nei pressi del confine tra Francia e Germania: qui si trovano anche ufficiali di collegamento provenienti da Grecia, Gran Bretagna, Polonia, Italia, Austria e persino Turchia. Pur non rappresentando un esercito europeo, l’Eurocorps è la dimostrazione della capacità degli Stati dell’Unione Europea di organizzare una forza di difesa completamente sopranazionale.
Domanda: lavoro nel settore petrolchimico, ci sono delle attività in Europa per migliorare le nostre condizioni di lavoro? Mara Gorpo
Risposta: C’è un progetto finanziato dall’Unione Europea che utilizza un robot al posto di uomini per le ispezioni dei serbatoi petrolchimici. Si chiama Petrobot ed è una iniziativa della Commissione europea, in collaborazione con un consorzio di dieci imprese europee diretto da Shell. Questi robot sono capaci di sostituire l’uomo nelle ispezioni dei silos a pressione e delle cisterne di stoccaggio ampiamente utilizzati nell’industria petrolifera, gasiera e petrolchimica. Finora, per garantire la sicurezza degli ispettori, gli impianti petroliferi, gasieri e petrolchimici devono fermarsi durante le operazioni ispettive; i silos devono essere isolati dalle parti in funzione dell’impianto; quindi vengono puliti attentamente per eliminare tutti i prodotti che possono emettere gas infiammabili o tossici; infine, nei silos più grandi sono installati ponteggi in modo che gli ispettori possano accedere a tutte le zone necessarie. Dopo l’ispezione, che spesso dura qualche ora, tutte queste operazioni sono effettuate al contrario per ristabilire la situazione iniziale. Questa procedura lunga e onerosa potrebbe presto essere semplificata grazie alla robotica, che consentirebbe una minore esposizione del personale a condizioni potenzialmente pericolose, un risparmio di tempo e risorse per l’industria, nonché l’apertura di nuovi mercati per l’industria robotica europea e la creazione nuovi posti di lavoro nel settore della produzione e della manutenzione di robot. Neelie Kroes, vicepresidente della Commissione europea e responsabile dell’Agenda digitale, ha dichiarato: “Non è un caso che l’Europa occupi una posizione di primo piano nella robotica industriale a livello mondiale. Il progetto Petrobot dimostra la nostra intenzione di trasferire applicazioni di punta dalla ricerca al mercato, aprendo nuovi mercati per le imprese dell’UE e creando nuovi posti di lavoro in Europa.” Il progetto Petrobot, della durata di tre anni, vedrà la partecipazione di partner olandesi, britannici, svedesi, norvegesi, svizzeri e tedeschi. L’Unione Europea contribuirà con 3,7 milioni di euro al costo totale del progetto, pari a 6,2 milioni di euro.
