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Pillole d’Europa
di Cinzia Boschiero
N.8-2015
LOTTA ALLE FRODI, MISURE EUROPEE PER L’INVECCHIAMENTO ATTIVO, INNOVAZIONI NELLA SALUTE, CONSULTAZIONI EUROPEE ON LINE PER I CITTADINI
PER STARE MEGLIO COME CITTADINI EUROPEI E CONOSCERE DIRITTE E TUTTE LE OPPORTUNITA’ UTILI – In questa rubrica notizie flash sulle normative europee e internazionali, notizie internazionali ed europee utili e pratiche per la vita di tutti i giorni. E’ attivo un servizio di “A domanda, risposta” su bandi, agevolazioni, finanziamenti europei , borse di studio e di ricerca nazionali, regionali e locali per i lettori di Affaritaliani. Per richieste di informazioni scrivete a cinziaboschiero@gmail.com – eurochat2013@gmail.com
Domanda: il problema delle frodi è presente solo in Italia o c’è una problematica anche europea? Mauro Tareso
Risposta: già ne 2014, l’Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) ha conseguito eccellenti risultati nella lotta contro le frodi in tutta Europa. L’OLAF ha concluso numerose indagini, continuando nel contempo a ridurne la durata complessiva e formulando un numero record di raccomandazioni negli ultimi cinque e più anni. L’Ufficio ha raccomandato il recupero di 901 milioni di euro, che dovrebbero essere progressivamente restituiti al bilancio dell’Unione Europea, contribuendo al finanziamento di altri progetti. L’OLAF ha ricevuto 1417 segnalazioni di possibili frodi, il numero più elevato dalla sua creazione. Questo maggiore afflusso d’informazioni non significa necessariamente che in Europa siano aumentate le frodi ma dimostra piuttosto la maggior fiducia riposta da cittadini, istituzioni e altri partner nelle capacità d’indagine dell’OLAF.
Domanda: è vero che oggigiorno le protesi di ginocchio e di anca sono personalizzate e predefinite su computer prima dell’intervento? Rosa Burda
Risposta: Lo abbiamo chiesto al prof. Giuseppe Mineo, presidente di un recente congresso internazionale svoltosi a Milano con oltre duecento esperti da tutto il mondo che ci ha detto “Nel mondo si impiantano circa cinque milioni di protesi fra anca e ginocchio. Al momento il rapporto fra protesi di ginocchio e di anca è di circa 2 a 1. In Italia si impiantano circa 60mila protesi annue con un rapporto fra protesi di ginocchio e di anca sempre pari di 2 a 1. Al nostro congresso ci siamo confrontati sui casi clinici e le protesi sono personalizzate e addirittura le disegniamo ad hoc con sistemi informatizzati innovativi prima dell’intervento sulla base della morfologia del singolo paziente”. Per l’anca la tecnica AMIS (Anterior Minimally Invasive Surgery) consente un minore trauma chirurgico rispetto ad altre tecniche in quanto non vi è alcuna sezione dei tessuti muscolari, il che porta ad un recupero postoperatorio più rapido. Nel congresso sono emersi anche i dati relativi agli interventi di artroplastica totale d’anca che sostituiscono porzioni di osso e cartilagine danneggiate, per mezzo di componenti in metallo e ceramica o polietilene (materiale plastico). I principali benefici di un’artroplastica totale di successo sono la riduzione del dolore all’anca; il recupero della mobilità persa con minori sforzi, il miglioramento della qualità di vita del paziente. Per il ginocchio ad esempio è stata presentata l’efficacia della tecnica MyKnee , strumento chirurgico che consente di progettare su misura le protesi al ginocchio e si è parlato anche del futuro della penna 3D per la pianificazione degli impianti primari. Emerge sempre di più l’importanza di una interazione tra medici specialisti, ingegneri, esperti di imaging e tecnici anche Ict in sala operatoria. Un apposito Education Program, realizzato da Medacta, primaria azienda internazionale con centri di riferimento in tutto il mondo, consente di condividere l’esperienza di centinaia di chirurghi che hanno eseguito tecniche innovative per evitare complicazioni e migliorare costantemente sia l’apprendimento che l’aggiornamento continuo.
Domanda : si parla tanto di aiuti alle piccole e medie aziende ma ci sono questi fondi europei o sono solo parole? Luca Freso
Risposta: in base ai più recenti risultati del così denominato “strumento europeo per le pmi innovative” sono stati stanziati 68,5 milioni di euro per quarantadue aziende.
Domanda: È vero che ci sono consultazioni on line aperte a noi cittadini europei? Marisa Burreno
Risposta: Sì . Ad esempio sino al 20 agosto si può partecipare ad una consultazione pubblica della Commissione europea che intende raccogliere pareri sulla strategia da adottare per impostare in modo nuovo e ambizioso la transizione verso l’economia circolare. I contributi dei portatori d’interesse serviranno per preparare il nuovo piano d’azione, che dovrà essere presentato entro la fine del 2015.Le nuove proposte saranno elaborate da un gruppo guidato dal primo Vicepresidente Frans Timmermans, responsabile per la Qualità della legislazione, le relazioni interistituzionali, lo Stato di diritto e la Carta dei diritti fondamentali, Jyrki Katainen, Vicepresidente responsabile per l’Occupazione, la crescita, gli investimenti e la competitività, Karmenu Vella, Commissario per l’Ambiente, gli affari marittimi e la pesca, e Elżbieta Bieńkowska, Commissaria per il Mercato interno, l’industria, l’imprenditoria e le pmi. Le strategie che porteranno l’Europa a sviluppare un’economia circolare competitiva non dovranno limitarsi solo ai rifiuti, ma contemplare l’intero ciclo di vita dei prodotti, tenendo conto della situazione di ciascuno Stato membro; oltre ad azioni sul fronte dei rifiuti dovranno quindi prevedere interventi in materia di progettazione intelligente dei prodotti, riutilizzo e riparazione dei prodotti, riciclaggio, consumo sostenibile, livelli di riciclaggio, uso intelligente delle materie prime, rafforzamento dei mercati delle materie prime secondarie e misure settoriali specifiche. La transizione verso un’economia più circolare è in grado di promuovere la competitività e l’innovazione, stimolando il nascere di nuovi modelli imprenditoriali e l’adozione di nuove tecnologie, nonché favorendo la modernizzazione delle politiche sociali. Un’altra consultazione pubblica sulle distorsioni del mercato dei rifiuti è già in corso ed è aperta a tutti i portatori d’interesse http://ec.europa.eu/environment/consultations/closing_the_loop_en.htm
Domanda: cosa fa l’Europa per l’invecchiamento attivo? Nicola Ruspesi
Risposta: di questo tema se ne è parlato di recente a Milano in un incontro presso Anni Azzurri organizzato con la associazione DonnEuropee Federcasalinghe e alla presenza di tre esperti ovvero il dott. Donato Santarcangelo, psicologo e psicoterapeuta, la dott.ssa Elisabetta Macorsini, biologa, la dott.ssa Bosetti nutrizionista. Matteo Tessarollo, direttore della comunicazione di Anni azzurri è molto chiaro in proposito: “l’assistenza agli anziani è un must in Italia, come nel resto d’Europa e nei Paesi industrializzati. Oggi si vive più a lungo e le persone sono esposte all’usura del tempo, alle malattie degenerative, ai malanni della vecchiaia”. Del resto le tendenze demografiche sono note a tutti: a nascite quasi azzerate corrisponde, per contro, una popolazione anziana in aumento. Le stime parlano chiaro: nel 2027 gli ultrasessantacinquenni supereranno il 26%. I ritmi di vita non si placano ma le famiglie devono gestire i propri familiari anziani. “Ritrovare” dice il dott. Santarcangelo”, un equilibrio psicofisico che aiuti sia gli anziani che le famiglie a gestire l’invecchiamento in modo attivo è una necessità. Nei miei recenti libri intitolati ‘Psiche e realtà’ e ‘Psicodieta’ ne parlo e visto che lavoro sia in Italia che in Francia mi rendo conto di come i programmi comunitari per la sanità pubblica devono essere attuati a livello nazionale in tutti e 28 gli Stati europei per avviare una strategia condivisa di assistenza attiva e di qualità per quella che viene definita la ‘ quarta età’ e che caratterizza la società occidentale dei prossimi anni e strutture come Anni Azzurri e la rete AGESPI l’Associazione Gestori Servizi sociosanitari e cure Post Intensive puntano su formazione, innovazione, inter-correlazione con famiglie , territorio e istituzioni pubbliche per progetti concreti. Oramai servono lavori in team, come cofinanzia la Commissione europea, per creare rete tra geriatra, psicologo, psicoterapeuta, nutrizionista, e tutto il pool di esperti che devono ruotare attorno alle esigenze degli over 65 e migliorarne la qualità di vita”.

