Pillole d’Europa
di Cinzia Boschiero
NUMERO 48 – 2013
RIMPATRI, CONCORSI MUSICALI, SERVIZI PUBBLICI DIGITALI, TUTELA DELL’AMBIENTE , LAVORO IN SANITA’ E NELLE TRADUZIONI
In questa rubrica notizie flash sulle normative europee e internazionali, notizie internazionali ed europee utili e pratiche per la vita di tutti i giorni. E’ attivo un servizio di “A domanda, risposta” su bandi, agevolazioni, finanziamenti europei , borse di studio e di ricerca nazionali, regionali e locali per i lettori di Affaritaliani. Per richieste di informazioni scrivete a cinziaboschiero@gmail.com – europainforma@gmail.com
Di Cinzia Boschiero
Domanda: ma non ci sono aiuti europei per l’Italia in modo che possiamo rimpatriare meglio le persone oppure aiutare in modo più consono i profughi? Rosy Naspoli
Risposta: c’è il fondo europeo per i rimpatri e ci sono fondi per aiutare i profughi, ma non bastano. Il fondo europeo per i rimpatri cofinanzia sia azioni di monitoraggio delle operazioni di rimpatrio forzato, che misure di reintegrazione che accompagnano il rimpatrio; progetti per la mobilitazione di coordinatori del rimpatrio per migliorare la cooperazione con i Paesi terzi e altre forme di cooperazione e scambio di best practices in materia di rimpatrio. Inoltre fondi sono destinati anche a progetti per uno scambio di conoscenze, esperienze e best practices fra i giudici e gli operatori giudiziari in merito alla Direttiva sul rimpatrio e alla relativa giurisprudenza. Il fondo è gestito dalla Commissione europea, Direzione Generale Affari interni. Di recente poi l’on. Cristiana Muscardini ha chiesto, con il suo movimento Conservatori Social Riformatori, un’immediata decisione del Consiglio europeo per dare asilo ai profughi e misure idonee per convincere i governi dei paesi implicati in queste vicende ad avviare politiche di sviluppo. “L’Europa – ha detto l’on. Cristiana Muscardini, componente dell’ufficio di presidenza del gruppo dei Conservatori riformisti al Parlamento europeo – non può continuare a scaricare solo sull’Italia e sui Paesi affacciati sul Mediterraneo il dovere di occuparsi di chi fugge da guerre e barbarie. Non vogliamo un’Europa che taccia per convenienza o che lasci soli ad affrontare questi tragici eventi Paesi membri dell’Unione come l’Italia. Deve decidersi invece di farsi carico del problema della vita di migliaia di profughi il cui numero è destinato ogni giorno ad aumentare in una paurosa escalation”.
Domanda: la casa è un bene prioritario, in Italia ci tassano e basta, volevo sapere se in Europa ci sono tutele maggiori e se noi come Italia non le recepiamo. Roberto Pevisa
Risposta: sono state approvate nuove norme dal Parlamento europeo che prevedono che gli acquirenti d’immobili siano informati meglio sui costi e sui rischi legati all’assunzione del mutuo, parzialmente difesi dalle oscillazioni di mercato che gonfiano le rate, ma anche meglio protetti in caso di mancato rimborso del prestito. Prima di finalizzare dette norme, i deputati desiderano perfezionarle per garantire che siano correttamente recepite in tutta l’Unione Europea. La legislazione coprirà le ipoteche su immobili residenziali, immobili residenziali che comprendono uno spazio ufficio e terreni edificabili. Alcuni requisiti saranno adattati per riflettere le differenze tra i mutui nazionali degli Stati membri e sui mercati immobiliari, ma le informazioni per gli acquirenti dovranno essere presentate in un formato coerente in tutta l’Unione Europea.
Domanda: mio figlio vuole studiare medicina, ma ci sono lavori in Europa in questo settore? Maria Bottero
Risposta: l’Osservatorio europeo dei posti di lavoro vacanti ha segnalato di recente che aumentano le possibilità di lavoro nel settore sanitario. Nell’Unione Europea l’occupazione nel settore sanitario è cresciuta di quasi il 2 per cento all’anno tra il 2008 e il 2012. Ciò è il risultato degli effetti combinati dell’invecchiamento della popolazione, dei progressi compiuti nel campo delle tecnologie e delle terapie, della diffusa aspettativa di servizi di qualità superiore e di un maggiore rilievo dato alle cure preventive. Nel 2012 quasi un milione di persone è stato assunto nel settore sanitario. L’Osservatorio ha indicato però una contrazione della domanda dappertutto sul mercato del lavoro dell’Unione Europea che si traduce in un 6 per cento in meno di posti vacanti nel quarto trimestre del 2012 rispetto al quarto trimestre del 2011. Le professioni che registrano la maggiore crescita di assunzioni dopo quella dei servizi alla persona e degli operatori sanitari, soprattutto infermieri, nell’ambito dell’assistenza sanitaria, sono risultate quella di sviluppatore di applicazioni software e analista, segretario amministrativo e specializzato, supervisore di miniera, di produzione e di costruzione e insegnante elementare e per la prima infanzia. L’ultima relazione conferma che il settore sanitario è uno dei settori con le maggiori potenzialità di creazione di posti di lavoro in Europa ed è quindi quello in cui è urgente assicurare investimenti nella formazione. Tra il quarto trimestre del 2011 e il quarto trimestre del 2012 quella dell’assistenza alla persona nell’ambito dei servizi sanitari è risultata tra le occupazioni a più rapida crescita. Altre tre professioni sanitarie rientrano nel gruppo delle 25 professioni in espansione: personale infermieristico e ostetrico, tecnici medici e farmaceutici e altre professioni nel campo della sanità, ad esempio dentisti, farmacisti, fisioterapisti. Nel medio termine le prospettive di lavoro più promettenti appaiono quelle del personale infermieristico e ostetrico. La relazione indica anche che un certo numero di paesi potrebbe trovarsi ad affrontare nel settore sanitario il problema di una manodopera che invecchia. Ad esempio, più del 40% degli operatori sanitari in Bulgaria e nei paesi Baltici ha tra i 50 e i 64 anni d’età, il che è nettamente superiore alla media dell’UE. Nel contempo l’assunzione delle persone in possesso di un diploma dell’istruzione terziaria è cresciuta del 2% e ciò può indicare che un maggior numero di professionisti ha accettato posti di lavoro inferiori alle loro qualifiche. I potenziali di crescita nei servizi di assistenza di lungo termine sono stati proprio al centro di una conferenza intitolata “More and Better Jobs in Home Care Services” (posti di lavoro più numerosi e migliori nei servizi di assistenza domestici), organizzata il 12 settembre a Bruxelles dalla Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro (Eurofound). Il settore sanitario dà direttamente lavoro a circa un lavoratore su dieci nell’UE laddove la Germania e il Regno Unito impiegano circa il 60% del personale sanitario nell’UE27, come risulta dall’Osservatorio europeo dei posti di lavoro vacanti. L’Osservatorio europeo dei posti di lavoro vacanti è un bollettino trimestrale pubblicato dalla Direzione generale “Occupazione, affari sociali e inclusione” della Commissione europea. La pubblicazione rientra nell’iniziativa faro “Un’agenda per nuove competenze e per l’occupazione” nell’ambito di Europa 2020.
Domanda: ho letto che aumentano in Europa le specie invasive problematiche cosa si sta facendo per questo problema che grava sull’ambiente e la nostra vita? Andrea Costa
Risposta: la Commissione europea ha proposto un nuovo atto legislativo per prevenire e gestire la minaccia, in rapida crescita, rappresentata dalle specie invasive. Attualmente in Europa si contano oltre 12mila specie estranee agli habitat locali. Circa il 15 per cento di queste è invasivo e in rapida crescita. La proposta intende rispondere ai problemi sempre più numerosi causati da queste specie esotiche invasive, problemi che sono di tre ordini. Un primo problema è quello economico perchè ogni anno in Europa le specie esotiche invasive causano danni per almeno 12 miliardi di euro, sotto forma di pericoli per la salute pubblica (per es. il calabrone gigante asiatico e la zanzara tigre, i cui effetti possono essere letali), danni alle infrastrutture (per es. la Fallopia Japonica che deteriora gli edifici) e perdite di raccolti agricoli (per es. la nutria che distrugge i seminativi). Un secondo problema è ecologico perchè le specie esotiche invasive possono danneggiare gravemente gli ecosistemi e causare l’estinzione di specie necessarie a mantenere l’equilibrio del nostro ambiente naturale. A titolo di esempio, il ciliegio americano è molto nocivo per gli ecosistemi forestali e gli scoiattoli grigi stanno soppiantando quelli rossi. Dopo la perdita degli habitat, le specie esotiche invasive costituiscono la seconda causa di perdita della biodiversità nel mondo. E poi c’è un terzo problema strategico ovvero che molti Stati membri devono già impegnare ingenti risorse per affrontare questo problema ma i loro sforzi sono vani se circoscritti al solo livello nazionale. Per esempio, la campagna di eradicazione del panace gigante in Belgio sarà vanificata se la specie si reimpianta in provenienza dalla Francia. La nuova proposta verte su un elenco di specie esotiche invasive di rilevanza unionale che sarà compilato con gli Stati membri avvalendosi di valutazioni del rischio e di prove scientifiche. Le specie selezionate saranno bandite dall’Unione Europea, il che significa che non sarà ammesso importarle, acquistarle, usarle, rilasciarle o venderle. Si adotteranno misure speciali per accompagnare i commercianti, gli allevatori o i proprietari di animali durante il periodo di transizione. Sono previste quindi attività di prevenzione, un servizio di preallarme e di provvedimenti preconcordati ed una serie di interventi per la gestione delle specie esotiche invasive insediate. La proposta di regolamento sarà ora esaminata dal Consiglio e dal Parlamento. Gli Stati membri saranno pienamente coinvolti nella compilazione dell’elenco e possono proporre specie da iscrivervi. Il regime sarà abbinato a un meccanismo informativo di supporto: la rete europea per le informazioni sulle specie esotiche (http://easin.jrc.ec.europa.eu ).
Domanda: si parla tanto di servizi pubblici digitali, ma che cosa si intende nel concreto? Mi pare che siamo indietro in Europa o sbaglio? Ludovico Masi
Risposta: sono stati stanziati dalla Commissione europea 13,7 milioni di Euro per la promozione dei servizi digitali transfrontalieri per il triennio 2014-2017. I fondi rappresentano il 50 per cento della dotazione del programma europeo di sostegno alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT-PSP). Lo stanziamento vuole promuovere e garantire la sostenibilità a lungo termine dei servizi pubblici digitali transfrontalieri. Il sostegno economico della Commissione servirà a rafforzare il progetto e-SENS (Electronic Simple European Networked Services). Nato nell’aprile 2013 dalla collaborazione tra Stati membri dell’UE, industria, amministrazioni nazionali, università, settore privato e comunità locali, il progetto è volto allo sviluppo di nuovi servizi pubblici digitali intesi a rendere più facile vivere, lavorare, viaggiare, studiare e svolgere un’attività in paesi diversi. Tra i destinatari, oltre le imprese, che possono beneficiare di alcuni processi semplificati per avviare una nuova attività rispettando gli obblighi giuridici e partecipare agli appalti pubblici, anche i cittadini, che trascorrono le vacanze, lavorano o studiano in un altro Stato membro, possono sfruttare i servizi nazionali digitali messi in rete. Il progetto aiuta i cittadini europei a trarre vantaggi pratici dal mercato unico: informazioni più rapide riguardo le procedure burocratiche di uno Stato membro per l’avvio di nuove imprese, registrazione del proprio matrimonio all’estero tramite identificazione elettronica, prescrizioni elettroniche per ricevere medicinali all’estero. Sono solo alcuni degli esempi di ciò che è possibile fare grazie all’implementazione di questo programma. L’efficienza dei servizi pubblici digitali transfrontalieri migliorerà ulteriormente quando ci si potrà avvalere di una struttura di banda larga ad alta velocità in tutta l’Unione Europea. Partecipano al progetto circa 100 partner di 20 paesi diversi: Austria, Danimarca, Estonia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Turchia. Il comune obiettivo è di “costruire, collegare e far crescere l’Europa”, attraverso la redazione di progetti riguardanti la firma elettronica, rilascio elettronico e dei documenti elettronici e quant’altro, come spiegano alla Rappresentanza di Milano della Commissione europea.
Domanda: sono appassionato di musica ci sono concorsi europei che può segnalarmi? Grazie Marco Limpi
Risposta: due concorsi si svolgono in Lombardia in occasione della Notte dei ricercatori presso i Giardini Indro Montanelli a Milano ovvero un concorso fotografico e uno musicale lanciati da MEETmeTONIGHT in vista della “Notte dei Ricercatori”, l’iniziativa della Commissione europea, promossa dal Politecnico di Milano, dall’Università degli Studi di Milano, dall’Università degli Studi di Milano – Bicocca e dal Comune di Milano con il contributo di Fondazione Cariplo e Regione Lombardia unitamente a molteplici realtà universitarie ed istituzionali. Da nove anni, in oltre 300 città d’Europa, ricercatori ed istituzioni si danno appuntamento il quarto venerdì di settembre per offrire l’opportunità ai cittadini di entrare in contatto con il mondo della ricerca e far comprendere il lavoro svolto nei laboratori, Università e centri di ricerca. Il concorso musicale, a differenza dell’anno scorso, è rivolto non solo ai ricercatori ma a tutti gli studenti maggiorenni d’Europa. I brani di ogni tipo di musica esclusa la classica saranno selezionati da una giuria di esperti. La serata conclusiva ‘MEETmeTONIGHT Music Festival’ sarà condotta da Francesco Facchinetti che presenterà i dieci finalisti. Premio per il vincitore, due giorni in sala di registrazione. Novità di MEETmeTONIGHT 2013, il concorso fotografico ‘FACCIA a FACCIA con la ricerca!’. Organizzato con la collaborazione dell’associazione culturale Polifemo, è aperto a tutti i maggiorenni residenti in Italia e mette in palio un corso di fotografia. Obiettivo dell’iniziativa è raccontare per immagini il mondo della scienza e la figura del ricercatore, cercando di descrivere non solo il lavoro all’interno dei laboratori ma anche l’impatto concreto dei risultati della ricerca sulla vita quotidiana dei cittadini. In occasione di MEETmeTONIGHT si terrà anche l’evento collegato “Open Night e Notte dei Ricercatori” , dalle ore 18.00 alle 24.00 presso il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci”. Trova tutti dettagli al sito www.meetmetonight.it . Poi le segnalo il concorso europeo ed internazionale organizzato dalla Società Umanitaria con il patrocinio del Ministero degli Affari esteri che si terrà dal 16 al 23 novembre a Milano. La Società Umanitaria è una delle più antiche istituzioni benefiche milanesi nata nel 1893, grazie al lascito di un mecenate mantovano di nome Prospero Moisé Loria, che le assegnò molteplici beni finanziari da utilizzare – come recita il suo statuto – “per mettere i diseredati, senza distinzione, in condizione di rilevarsi da se medesimi, e di operare per l’elevazione professionale, intellettuale e morale dei lavoratori”. La produzione musicale è parte fondamentale della storia dell’Umanitaria. La ricerca della giuria si concentra sulla figura del vero e completo musicista, premiando la capacità interpretativa e la maturità artistica aldilà della semplice tecnica esecutiva. Così, solo all’Umanitaria, i giovani musicisti, siano essi solisti o in formazione da camera possono cimentarsi tra loro esclusivamente sul terreno della musica e non della tecnica specifica inerente il proprio strumento. Il Concorso costituisce una importante occasione di confronto metodologico e didattico: in nessun altro luogo, infatti, giovani studenti di musica provenienti da diverse Nazioni hanno l’occasione di riunirsi per comparare e scambiare informazioni, misurandosi con il pubblico e con se stessi e di crescere professionalmente. L’attività della Società Umanitaria non si ferma alla premiazione dei vincitori con la Borsa di Studio ma prosegue sulla strada dell’incentivazione della carriera artistica dei giovani talenti, impegnandoli a partecipare a qualificate manifestazioni concertistiche e offrendo la possibilità di incidere un cd con i brani portati al Concorso (www.umanitaria.it)
Domanda: ho 17 anni e vorrei fare la traduttrice, c’è spazio in Europa per questo lavoro? Lisa Fostero
Risposta: certo e puoi partecipare al concorso europeo per linguisti in erba che si svolge ogni anno. Possono parteciparvi le scuole superiori. Al concorso annuale di traduzione Juvenes Translatores si accede tramite il link ec.europa.eu/translatores. Le iscrizioni, che si chiuderanno il 20 ottobre, si effettuano tramite l’apposito modulo online disponibile in tutte le lingue ufficiali europee, che per la prima volta comprendono il croato. Il concorso, giunto quest’anno alla settima edizione, si svolgerà il 28 novembre in contemporanea in tutte le scuole selezionate. Verranno ammesse al concorso oltre 760 scuole, ciascuna delle quali può iscrivere da 2 a 5 alunni di qualsiasi nazionalità. Gli alunni tradurranno un testo da una lingua a loro scelta tra le 24 lingue ufficiali della UE verso una delle 23 rimanenti lingue ufficiali: sono ben 552 le combinazioni linguistiche possibili. L’edizione precedente ha visto laurearsi come migliore giovane traduttrice italiana Francesca Magri, allieva del Liceo Linguistico Europeo paritario S.B Capitanio di Bergamo, che ha realizzato una perfetta traduzione dal tedesco. Il 2013 è Anno europeo dei cittadini, quindi per l’edizione di quest’anno i testi da tradurre avranno come tema la cittadinanza europea e i benefici che comporta per tutti noi – in veste di singoli cittadini, consumatori, residenti dell’UE, studenti, lavoratori o soggetti politici. I traduttori della Commissione europea (Direzione generale della Traduzione) correggeranno e sceglieranno la traduzione migliore per ciascuno Stato membro. I vincitori verranno invitati a Bruxelles per partecipare alla cerimonia di premiazione nell’aprile 2014.
Domanda: ma nessuno ci tutela in Europa dalle banche? Erminio Ungaro
Risposta: per arginare i rischi insiti nel sistema bancario la Commissione europea ha adottato una comunicazione sul sistema bancario ombra e proposto nuove regole sui fondi comuni monetari. Michel Barnier, Commissario per il Mercato interno e i servizi, ha dichiarato: “Dopo aver realizzato la regolamentazione globale delle banche e dei mercati, dobbiamo ora affrontare la questione dei rischi insiti nel sistema bancario ombra. Il sistema svolge una funzione importante nel finanziamento dell’economia reale e dobbiamo avere cura a che sia trasparente e impedire che i benefici ottenuti rafforzando alcuni soggetti e mercati finanziari siano sminuiti perché i rischi sono trasferiti verso settori meno regolamentati.” Il sistema bancario ombra è il sistema di intermediazione creditizia costituito da entità e attività operanti al di fuori del normale sistema bancario. Seppur non regolamentate alla stregua delle banche, le banche del sistema ombra si dedicano ad attività di natura bancaria. Una stima approssimativa del Consiglio per la stabilità finanziaria (Financial Stability Board – FSB) quantifica in circa 51mila miliardi di euro il volume del sistema bancario ombra nel 2011, pari al 25-30 per cento dell’intero sistema finanziario e alla metà delle attività bancarie: il settore ha quindi importanza sistemica nella finanza europea. I fondi comuni monetari sono un’importante fonte di finanziamenti a breve termine per gli enti finanziari, le società e le amministrazioni pubbliche, basti considerare che detengono in Europa circa il 22% dei titoli di debito a breve termine emessi da amministrazioni o società e il 38 per cento di quelli emessi dal settore bancario.
