Pillole d’Europa
di Cinzia Boschiero
NUMERO 35 – 2012
NORME NUOVE PER INQUINAMENTO ACUSTICO, POLEMICHE POST TERREMOTO E FONDI, INTERVENTI PER UNA MAGGIORE SICUREZZA DI INTERNET
PER STARE MEGLIO COME CITTADINI EUROPEI E SAPER SFRUTTARE TUTTE LE OPPORTUNITA’ UTILI – In questa rubrica notizie flash sulle normative europee e internazionali, notizie internazionali ed europee utili e pratiche per la vita di tutti i giorni. E’ attivo un servizio di “A domanda, risposta” su bandi, agevolazioni, finanziamenti europei , borse di studio e di ricerca nazionali, regionali e locali per i lettori di Affaritaliani. Per richieste di informazioni scrivete a cinziaboschiero@gmail.com – europainforma@gmail.com
Domanda: c’è stata polemica sugli impegni europei post terremoto, ha qualche informazione in merito? E quali sono gli aiuti concreti alle aziende ? Monica Strambino
Risposta: La Commissione europea ha stanziato 670 milioni di euro attraverso il Fondo europeo di solidarietà (FSUE). Si tratta della cifra più elevata mai erogata da questo fondo che fu creato nel 2002 a seguito delle inondazioni che interessarono l’Europa orientale. Di questi fondi, 550 milioni sono destinati direttamente alla zone colpite dell’Emilia: un impegno che riconosce il ruolo della regione come area tra le più dinamiche in ambito europeo. Questi aiuti servono a coprire parte dei costi di ripristino delle infrastrutture essenziali e di fornitura di alloggi e servizi di soccorso e inoltre attività di tutela del patrimonio culturale. Oltre agli aiuti finanziari, la Commissione ha intrapreso una serie d’iniziative a sostegno delle imprese e delle popolazione terremotate quali una conferenza europea sul rilancio dell’imprenditorialità; la scelta della regione Emilia-Romagna come regione pilota europea per l’innovazione industriale; e il sostegno allo sviluppo locale dei clusters nel settore biomedico e delle nanotecnologie, biotecnologie e materiali avanzati. L’on. Tajani che ha incontrato le aziende dei territori del terremoto ha presentato anche il Piano Imprenditoria 2020 che intende dare sostegno alle imprese e promuovere l’imprenditorialità.Tra gli ostacoli da rimuovere, l’accesso al credito sempre più difficile e gli oneri amministrativi, particolarmente gravosi per le start up. Un esempio di intervento efficace a favore delle piccole e medie imprese è senza dubbio Enterprise Europe Network, la rete della Commissione europea dedicata alle PMI, impegnata a sostenerne la crescita sui mercati esteri, l’innovazione, il trasferimento tecnologico. EEN rappresenta di fatto il più vasto network di assistenza alle imprese a livello globale in quanto opera attraverso oltre 600 punti di contatto in 54 paesi, 27 UE e 27 extra Ue, tra cui molte economie emergenti. “EEN Italia”, dice Alberto Pieri , segretario generale della Fast, Federazione delle associazioni scientifiche e tecniche, che ne fa parte,”è organizzata in 5 consorzi (Alps, BRIDG€conomies, Cinema, Friendeurope, Simpler), conta 51 membri, tra cui figurano: Camere di commercio, organizzazioni imprenditoriali a livello locale (Confindustria, Confesercenti), centri di ricerca e di promozione dell’innovazione (tra cui CNR, ENEA, Apre), università, enti di sviluppo territoriale. In base agli ultimi dati, non ancora definitivi, nel periodo 2011-2012 Enterprise Europe Network Italia ha reso possibile la conclusione di 394 accordi transnazionali tra PMI italiane e straniere: 125 di cooperazione commerciale, 77 di trasferimento tecnologico e 192 di ricerca”. In tal modo il nostro Paese si colloca nel biennio 2011-2012 al quarto posto in Europa per accordi di cooperazione tra operatori italiani e stranieri conclusi con l’assistenza della rete (dopo Germania, Regno Unito e Spagna) e sale al secondo posto in particolare per le intese in campo commerciale. Nello stesso periodo, grazie ai servizi forniti gratuitamente dalla rete, secondo le ultime stime, oltre 4.000 imprese italiane hanno partecipato a missioni ed eventi B2B organizzati da EEN; sono stati più di 11.000 gli incontri one to one tra operatori italiani e stranieri; sono stati erogati alle PMI oltre 5.500 servizi specialistici in materia di innovazione e internazionalizzazione (IPR, audit tecnologici, business review, indagini di mercato, ricerca di finanziamenti, etc In Emilia-Romagna nel biennio 2011-12 la rete EEN ha realizzato, attraverso i tre partner del consorzio Simpler (Unioncamere Emilia-Romagna, Eurosportello della CCIAA di Ravenna e Aster) numerose iniziative di informazione, consulenza e promozione, a cui hanno partecipato oltre 1.560 operatori; ha accompagnato 798 imprese a missioni ed eventi B2B; ha organizzato oltre 1.382 incontri d’affari one to one tra operatori della regione e stranieri; ha erogato più di 448 servizi specialistici in materia di internazionalizzazione e innovazione alle pmi (tutela della proprietà intellettuale, brevetti, audit tecnologici, ricerca partner stranieri, indagini di mercato, business review; ricerca finanziamenti). Grazie ai servizi e alle opportunità offerte dalla rete è stata possibile la conclusione di 45 accordi di cooperazione in ambito commerciale, tecnologico e di ricerca tra imprese emiliano-romagnole e operatori stranieri.
Domanda: si stanno realizzando a livello europeo interventi per una maggiore sicurezza di Internet? In questi mesi si sentono di attacchi alla rete e sono un po’ preoccupata sia come cittadina che come mamma per gli strumenti on line. Rosa Chianfiso
Risposta: ogni anno si realizza a livello europeo il Safer Internet Day ovvero una giornata per promuovere e sensibilizzare ad un uso di Internet più sicuro. In quest’occasione della giornata europea di quest’anno de 5 febbraio, la Commissione europea ha presentato i risultati dei rapporti stilati dalle imprese che, nel dicembre 2011, si erano impegnate a definire nuove misure per la protezione dell’infanzia su Internet. A questa iniziativa ha partecipato la Coalizione Ceo, costituita da trentuno imprese europee, attive nei settori dell’informazione, delle tecnologie e della comunicazione, tra cui le italiane Mediaset e Telecom Italia. In questo esercizio di auto-regolazione, le imprese hanno lavorato sia individualmente, sia a stretto contatto con i consumatori, al fine di stabilire linee guida e di buona pratica adattate al mercato. Per il 2013, si prevede l’installazione di una piattaforma che faciliti il monitoraggio e la condivisione dei dati forniti delle imprese coinvolte in un progetto europeo. Uno studio della Commissione mostra, infatti, come un numero crescente d’imprese metta a disposizione degli utenti mezzi di controllo parentale. Questi strumenti sono ideati al fine di permettere la limitazione dell’accesso ai siti, notoriamente nel caso di contenuti non adatti ai minori. Sebbene gli studi mostrino un grande sviluppo dell’industria in questo settore, l’efficacia degli strumenti di protezione necessita ancora di miglioramenti, in particolar modo per quanto concerne un più facile utilizzo dei mezzi di controllo da parte degli utenti, ed il riconoscimento effettivo di contenuti a sfondo razzista, violento o auto-lesionista. E’ attivo il programma europeo Safer Internet che consente di sviluppare progetti concreti di ricerca e sviluppo tecnologico proprio per migliorare la tutela degli utenti di Internet. L’Unione investirà inoltre ulteriori fondi nella ricerca per lo sviluppo di tecnologie per individuare contenuti legati all’abuso di minori.
Domanda: come mai l’Italia è rimasta fuori insieme alla Spagna dal sistema appena varato del Brevetto Unico Europeo ? Ludovico Anselmi
Risposta: lo abbiamo chiesto all’on.Cristiana Muscardini, Vicepresidente della Commissione Commercio Internazionale al Parlamento Europeo e l’Avv. Prof. Manuel Sarno che ci hanno risposto che l’Italia è rimasta fuori perché si è opposta insieme alla Spagna al trilinguismo previsto dalla normativa e cioè l’impiego preferenziale di inglese francese e tedesco; ciò a fronte di una serie di vantaggi indiscutibili in termini di risparmio economico e di tempo (basti dire che la registrazione di un brevetto validato con un solo atto in 25 dei 27 Paesi dell’Unione Europea costerà 4750 euro contro una media attuale di 36mila euro. “E’ solo l’ultimo esempio dimostrativo”, sottolinea l’avvocato Sarno, “del fatto che fin quando non si esprimerà una vera e propria Unione politica, – alla quale si frappongono forti resistenze campanilistiche a fronte dell’indispensabile ma sofferta rinuncia a porzioni di sovranità nazionale -, l’Europa come immaginata e descritta nei Trattati è destinata a rimanere sulla carta”.
Domanda: il 2013 è l’anno della cittadinanza europea ma pochi cittadini italiani ne sono ancora al corrente. Come mai? Lisa Gorti
Sono aperti anche dei bandi del programma europeo Gioventù in azione che intende promuovere la cittadinanza attiva dei giovani e in particolare la loro cittadinanza europea; sviluppare la solidarietà dei giovani, in particolare per rafforzare la coesione sociale nell’Unione Europea; favorire la comprensione reciproca tra giovani di diversi Paesi;migliorare la qualità dei sistemi di sostegno alle attività giovanili e contribuire allo sviluppo delle capacità delle organizzazioni della società civile attive nel settore della gioventù; favorire la cooperazione europea in materia di politiche per la gioventù. Per quanto riguarda la sua domanda l’’abbiamo posta all’on. Mario Mantovani che ci ha detto: “Il progetto di integrazione europea lanciato più di cinquant’anni fa dai padri fondatori ha garantito a tutti pace e sicurezza dopo i drammi e le sofferenze della seconda guerra mondiale. Per questo deve continuare, coinvolgendo anche i cittadini, attraverso un costante impegno. Infatti oggi il rischio è che l’Europa sia percepita come una realtà lontana, che produce solo regolamenti e prescrizioni. Deve invece diventare sempre più un’opportunità di crescita e sviluppo, rispettosa delle identità dei popoli europei”. Il Sen. Mario Mantovani dal 1999 al 2008 ha rappresentato il nostro Paese al Parlamento Europeo di Bruxelles e Strasburgo e era stato in particolare relatore presso la Commissione Occupazione e Affari sociali della proposta di creazione di un Quadro Europeo delle Qualifiche, al fine di garantire il riconoscimento e la spendibilità dei titoli di studio di ciascun paese in tutta Europa, per creare così più possibilità di lavoro per i giovani e rendere l’economia europea più competitiva, solida e dinamica. “Ho avvicinato le Istituzioni europee alla gente, organizzando centinaia di visite a Bruxelles e Strasburgo, coinvolgendo cittadini, studenti, amici ed elettori e portando oltre duemila persone. Come osservatore internazionale per l’Unione Europea e come vicepresidente della Commissione Unione Europea – Africa Caraibi Pacifico, ho avuto l’incarico di visitare diversi paesi, soprattutto al fine di favorire la diffusione della democrazia, in particolare nei paesi in via di sviluppo (14 missioni internazionali) e in questo 2013 dovremo dunque lavorare per favorire e potenziare il dialogo tra l’Europa e i cittadini con strumenti quali gli uffici Europe Direct voluti dalle istituzioni europee sul territorio nazionale”.
Domanda: è vero che la Commissione europea ha proposto di recente nuove norme per rendere più sicuri i prodotti di consumo che circolano nel mercato unico? Mario Nottoli
Risposta: Sì e anche per potenziare la vigilanza per tutti i prodotti non alimentari, compresi quelli importati da paesi terzi. Questa iniziativa contribuirà a rafforzare la tutela dei consumatori e a creare condizioni eque per le imprese. I prodotti non sicuri non dovrebbero raggiungere i consumatori, ma se ciò accadesse sarà possibile ritirarli rapidamente dal mercato grazie a migliori tecniche di identificazione e tracciabilità. Una volta adottate dal Parlamento europeo e dal Consiglio, le nuove norme saranno applicate dalle autorità nazionali di vigilanza del mercato degli Stati membri, che potranno contare su una cooperazione rafforzata e disporranno di strumenti più efficaci per effettuare i controlli. Le due proposte legislative sono integrate in un piano pluriennale che delinea venti azioni concrete da realizzare entro il 2015 per migliorare la vigilanza del mercato nell’ambito del quadro normativo attuale e fino all’entrata in vigore delle nuove norme. L’on-Antonio Tajani, Vicepresidente e Commissario europeo per l’Industria e l’imprenditoria, ha dichiarato che “…per cogliere tutti i benefici economici del mercato unico abbiamo bisogno di norme sofisticate in materia di sicurezza dei prodotti, che devono essere sostenute da un sistema di attuazione efficace e ben coordinato a livello di Unione europea. Coordinando meglio i controlli di sicurezza, in particolare alle frontiere esterne dell’Unione Europea, combatteremo anche la concorrenza sleale di operatori scorretti, disonesti o criminali”. Attualmente la normativa dell’Unione in materia di vigilanza del mercato e sicurezza dei prodotti di consumo è frammentata e contenuta in diversi testi legislativi, con conseguenti lacune e doppioni. Le proposte legislative adottate dalla Commissione renderanno più coerenti le norme che disciplinano l’identificazione e la tracciabilità dei prodotti di consumo; anche i controlli e le modalità di applicazione delle norme di sicurezza saranno più coordinati. In particolare saranno disponibili strumenti più efficaci per far rispettare le prescrizioni di sicurezza e le altre prescrizioni connesse ai prodotti, così come per intervenire contro i prodotti pericolosi e non conformi; sarà più facile tracciare i prodotti di consumo lungo tutta la catena di fornitura e verrà istituito un sistema di vigilanza del mercato maggiormente cooperativo nell’Unione Europea;le procedure per la notifica dei prodotti pericolosi saranno semplificate e il sistema di allarme rapido esistente (Rapex) funzionerà in sinergia con il sistema di informazione e comunicazione per la vigilanza del mercato (ICSMS). Ne trarranno vantaggio così sia i consumatori che le imprese e i produttori. L’entrata in vigore della nuova normativa è prevista per il 2015.
Domanda: non ci sono norme europee per l’inquinamento acustico stradale? Moreno Nitto
Risposta : il Parlamento europeo ha approvato nuove regole sui limiti ai rumori delle automobili ad esempio che saranno ridotti per proteggere la salute pubblica. Gli eurodeputati raccomandano di introdurre un’etichettatura delle auto per informare i consumatori sui livelli acustici e di rendere udibili i veicoli ibridi ed elettrici per avvertire i pedoni. Stando ai dati europei l’esposizione continua ad alti livelli d’inquinamento acustico potrebbe esaurire le riserve dell’organismo umano, limitando la funzionalità degli organi e portando allo sviluppo di varie malattie, tra cui quelle cardiovascolari. Metà della popolazione urbana dell’Unione Europea, secondo l’Agenzia europea dell’ambiente, è esposta a livelli d’inquinamento acustico superiori ai 55 db. Nella rubrica televisiva Europainforma periodicamente presentiamo anche quanto viene discusso al Parlamento europeo e il relatore su questo tema l’eurodeputato Miroslav Ouzký ha detto che “..l’impatto nocivo del rumore del traffico è stato scientificamente provato, ma la proposta legislativa è interamente concentrata sul rumore generato dal motore del veicolo. Dobbiamo affrontare altri fattori quali la strada asfaltata di qualità, l’aerodinamica e i pneumatici” durante un recente dibattito al Parlamento europeo; sarà lui a negoziare l’accordo con gli Stati membri. Il disegno di legge europeo propone di introdurre gradualmente nuovi limiti sonori entro sei (per l’omologazione di nuovi tipi di veicoli) e otto anni (per l’immatricolazione, la vendita e la messa in circolazione di veicoli nuovi) dall’entrata in vigore della legislazione. Il limite per le automobili standard sarà ridotto da 74 db a 68 db. I veicoli più potenti avranno un margine di massimo da 2 o 6 decibel in più. Tuttavia, gli eurodeputati hanno mantenuto il limite per i camion più pesanti (oltre le 12 tonnellate) a 81 db.
