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Pillole d’Europa
di Cinzia Boschiero
N.9-2015
FONDI PER GESTIRE MEGLIO L’IMMIGRAZIONE, AIUTI ALLE DONNE, UN BIGLIETTO UNICO PER VIAGGI IN EUROPA, UN CENTRO PER LA LIBERTA’ DI STAMPA
PER STARE MEGLIO COME CITTADINI EUROPEI E CONOSCERE DIRITTE E TUTTE LE OPPORTUNITA’ UTILI – In questa rubrica notizie flash sulle normative europee e internazionali, notizie internazionali ed europee utili e pratiche per la vita di tutti i giorni. E’ attivo un servizio di “A domanda, risposta” su bandi, agevolazioni, finanziamenti europei , borse di studio e di ricerca nazionali, regionali e locali per i lettori di Affaritaliani. Per richieste di informazioni scrivete a cinziaboschiero@gmail.com – eurochat2013@gmail.com
Domanda: ma si può sapere che tipologia di importi sono stati stanziati per aiutare a fronteggiare l’immigrazione? Enrico Rivaso
Risposta: le tre agenzie che si occupano della gestione dei flussi migratori verso l’Unione Europea e i due fondi comunitari per le politiche di migrazione otterranno, per quest’anno, extra 69,6 milioni di euro per personale supplementare e altre spese, dopo che martedì il Parlamento ha approvato la proposta della Commissione europea. Il Parlamento, sulla scia delle tragedie dello scorso aprile che sono costate la vita a circa 1.200 migranti, aveva richiesto fondi più cospicui.
Domanda: è vero che gli eurodeputati hanno chiesto un biglietto unico per viaggi all’interno dell’Unione Europea? Noemi Burto
Risposta: Sì, hanno chiesto al Parlamento europeo un biglietto integrato per viaggiare attraverso le frontiere dell’Unione Europea che permetta di utilizzare più modalità di trasporto aumenterebbe il ricorso a mezzi di trasporto pubblico. Gli eurodeputati inoltre invitano i Paesi dell’Unione Europea a sincronizzare gli orari e i fornitori a creare servizi di “pianificazione degli itinerari di viaggio”. Se non si dovesse registrare alcun progresso entro il 2020, si chiederanno provvedimenti legislativi.
Domanda: Si parla tanto strategie per la parità di genere, ma c’è qualcosa di concreto in Europa? Luana Beda
Risposta: al Parlamento europeo di recente gli eurodeputati hanno proprio chiesto obiettivi più chiari e un miglior monitoraggio con una risoluzione relativa alla nuova strategia post-2015 dell’Unione Europea per la parità di genere. Servono azioni più concrete e un monitoraggio più efficace per progredire nella lotta alla discriminazione nel mercato del lavoro, nell’istruzione e nel processo decisionale. Se ne è parlato anche agli Stati generali delle Donne organizzati in tutta Italia.
Domanda: ci sono dei fondi per le start up femminili? Rita Casciani
Risposta: sì e se ne è parlato al congresso internazionale svoltosi di recente a Milano della rete dei Business Innovation Centres voluti dalla Commissione europea e organizzati da Isa Maggi, coordinatrice della rete Bic-Net Italia. “Creare imprese sostenibili nel Mediterraneo è l’unica via d’uscita dalla crisi strutturale nella quale siamo precipitati da diversi anni”, dice Isa Maggi, organizzatrice delle due giornate di congresso internazionale presso Regione Lombardia del 25-26 giugno e responsabile della rete Bic Net (Business Innovation Centre) che fa parte della rete europea EBN (European Business Network Innovation Centres) fondata dalla Commissione europea nel 1984. “Avviare iniziative imprenditoriali in quest’area geografica è cosa assai diversa che fare startup nei paesi anglosassoni. La dottrina dominante, quindi, qui non è applicabile. Le piccole imprese familiari sono state il punto di forza del nostro tessuto produttivo e potranno ritornare ad esserlo, solo a condizione che si aprano all’innovazione ed all’aggregazione con altre imprese per tornare così ad essere così vincenti nella competizione internazionale. Servono interventi urgenti e concreti ed un migliore raccordo tra tutti gli enti che danno sostegno alle start up per evitare sprechi di fondi e dispersione di energie. I dati europei evidenziano che quando sono le donne a fare impresa l’impatto è più etico, scoiale e sostenibile per progetti utili davvero alla società”. Il congresso tenutosi a Milano, a Palazzo Lombardia, intitolato “Creating Sustainable Businesses in Mediterranean Countries. Theories, Tools and Success Stories”, ha chiamato a raccolta accademici, imprenditori, enti ed istituzioni, per affermare un nuovo paradigma dello sviluppo economico e sociale: il Modello Mediterraneo di creazione d’impresa. Durante l’incontro sono state presentate start up innovative e le prime cinquanta imprese femminili con il logo#madeinwomanmadeinitaly per promuovere il lavoro e le imprese create da donne.
Domanda: cos’è l’ European Center for Press and Media Freedom? Paolo Murengo
Risposta: Dal 2000 al 2014 sono stati uccisi 1298 giornalisti impegnati nel loro lavoro in vari Paesi. Nel 2015 si contano finora 30 vittime. Oltre agli otto morti nella strage a Charlie Hebdo, si contano cadaveri in Yemen, Messico, Armenia, Turchia, Ucraina, Colombia, Guatemala, Iraq, Afghanistan, Sud Sudan e Zambia. Anche l’Italia ha la sua ecatombe: almeno 28 giornalisti italiani sono stati uccisi negli ultimi 50 anni, 11 in Italia e 17 all’estero. Pertanto a Bruxelles di recente, alla presenza del Presidente del Parlamento europeo, è stato inaugurato l’European Center for Press and Media Freedom. Si tratta di una Cooperativa pan-europea con sede a Lipsia, il centro dedicato alla libertà di stampa e dei media è co-promosso, assieme a numerosi soggetti europei, da Osservatorio Balcani e Caucaso.La città di Lipsia ha avuto un ruolo importante nel crollo del muro. Il 9 ottobre del 1989, nella capitale della Sassonia scesero in piazza 70mila cittadini: paralizzando l’apparato repressivo, manifestarono chiedendo il rispetto delle libertà civili e in particolare la libertà di stampa. Lipsia ora è divenuta sede dello European Center for Press and Media Freedom, un centro che si occuperà della libertà dei media e della stampa in Europa e che Osservatorio Balcani e Caucaso ha contribuito a far nascere. I primi mattoni per la nascita di questa importante iniziativa – avviata dalla Media Foundation Sparkasse Leipzig – sono stati posti lo scorso 24 giugno con la creazione di una cooperativa europea, di cui per ora fanno parte 20 soggetti fondatori – tra cui appunto OBC assieme all’altro partner italiano, Ossigeno per l’Informazione – provenienti da 15 paesi diversi. Tra loro testate giornalistiche, centri di ricerca, associazioni di giornalisti e sindacali, Ong e altre istituzioni impegnate nel campo della libertà dei media. In Europa, giornalisti ed operatori dell’informazione subiscono quotidianamente minacce, censure, intimidazioni o attacchi mirati a impedire loro di svolgere il proprio lavoro. Dal World Press Freedom Index 2015, redatto da Reporter Senza Frontiere, emerge una drammatica regressione della libertà di stampa nel mondo, con un peggioramento sensibile nei paesi dell’Unione europea e del sud-est europeo, senza dimenticare le gravissime condizioni di chi si trova ad operare in contesti di aperto conflitto come nel caso dell’Ucraina. Le attività dello European Center for Press and Media Freedom – che prevedono il monitoraggio delle violazioni, misure di assistenza e solidarietà a giornalisti minacciati e un costante lavoro di informazione e sensibilizzazione dell’opinione pubblica e dei policy maker – intendono contribuire ad invertire questa tendenza.
Domanda: ma ci sono aiuti europei per stimolare l’innovazione e la competitività in Italia?
Risposta: La Commissione europea ha adottato il programma operativo che sarà in vigore sino al 2020 intitolato “imprese e competitività” per l’Italia. Il suo bilancio ammonta a 2,4 miliardi di euro con 1,7 miliardi di euro provenienti dal Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR). Il programma è destinato a investimenti nei principali settori generatori di crescita nelle regioni meno sviluppate e in transizione. Le priorità sono quattro: rafforzare la ricerca, lo sviluppo tecnologico e l’innovazione; migliorare l’accesso alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione e il loro uso; aiutare le pmi del paese a diventare più competitive e sostenere la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio. I principali risultati da raggiungere nell’ambito del programma comprendono un aumento delle attività di collaborazione delle imprese nel settore della ricerca e dell’innovazione (con un aumento previsto rispettivamente del 5% e del 10% per le regioni meno sviluppate e in transizione);l’’85% di copertura della banda larga ad alta velocità di 100 Mbps o superiore; l’aumento del 9% nella quota delle energie rinnovabili utilizzate. Il programma prevede che la metà delle risorse dell’Unione Europea destinate al programma sia implementata con strumenti finanziari.
