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Salvaspesa, la frutta nella dieta alleata del portafogli

Le famiglie italiane con la crisi si sono ritrovate a fare i conti con il taglio della lista della spesa. Tanti prodotti di marca, primizie alimentari e magari qualche prodotto con prezzi fuori mercato hanno abbandonato il carrello della spesa di molte famiglie.

Crisi e aumento dei discount

Il tessuto commerciale Italiano è da sempre composto da molte piccole botteghe alimentari che consentono una distribuzione di prodotti stagionali e locali molto importante. Questo tessuto è stato piano piano stravolto negli anni ‘90 grazie all'arrivo delle grosse catene di supermercati, che hanno permesso al consumatore medio di avere prodotti e alimenti provenienti praticamente da tutto il mondo.

I grossi supermercati nel giro di poco tempo hanno determinato la chiusura di delle botteghe "schiacciandole" con un prezzo migliore sugli stessi prodotti. Una grossa fetta di acquirenti ha così cominciato ad acquistare merci che vengono dall'altra parte del mondo, causando oltre al danno ambientale anche una moria generalizzata di piccoli imprenditori Italiani che normalmente rifornivano le botteghe.

Inserendo nella dieta prodotti non tipici del paese di provenienza va da sé che aumenti l’importazione anche dei prodotti non esattamente corrispondenti alla stagione in corso. Il sito Ideegreen, a tal proposito, ci fornisce una panoramica di quali dovrebbero esseri questi prodotti (specialmente ortofrutticoli) commercializzati regolarmente in relazione al periodo dell’anno.

Un grosso problema soprattutto per la salute degli utenti che acquistano prodotti non consoni alla nostra dieta, anche la scomparsa dai banchi della frutta di stagione ha pertanto permesso la nascita di molti negozi e attività a km zero, visto l'interesse della gente nel comprare prodotti salutari e del momento della raccolta.

Nei primi anni 2000 invece, con l'inizio della crisi economica abbiamo potuto vedere l'enorme boom dei classici discount che offrono un modello di business molto chiaro, prodotti sul territorio a monomarca che ci consentono di risparmiare molti soldi.

Vale anche per la frutta questo discorso: infatti nei discount difficilmente potrete trovare frutta fuori stagione e/o prodotti che arrivano da molto lontano. L'emblema del risparmio nei discount è sicuramente la presenza di prodotti freschi reperibili quanto più vicino al punto vendita possibile, cosi da permettere un risparmio sia nelle spese di gestione sia in quelle di approvvigionamento delle materie prime.

Frutta di stagione e dieta, ecco come risparmiare

Purtroppo la casistica non mente, la frutta ci consente di mantenere un regime dietetico particolarmente in linea. Quindi la presenza di discount sul territorio che ad un prezzo contenuto permettono l'acquisto di frutta e verdura di stagione può aiutare molte persone a mantenere la propria dieta risparmiando sul portafogli a fine del mese. La frutta molte volte viene usata come sostituto nella preparazione di torte o altri dolci, andando così a sottrarre farina, uova e altri elementi a volte più costosi della stessa frutta.

Ovviamente senza scomodare Greta Thunberg, mangiare e acquistare frutta di stagione può veramente cambiare il ciclo delle cose. Dietro ad un mango o ad una banana, probabilmente ci sono migliaia di chilometri percorsi su camion che difficilmente possiamo immaginare come alimentati da energia elettrica. Scegliendo al momento della spesa un prodotto di stagione possiamo aiutare anche i piccoli produttori locali ad affiliarsi ad una catena di distribuzione consapevole e organizzata sul consumo di prodotti a rotazione stagionale.

Il discorso sulla frutta di stagione ed economica eco-sostenibile non è ovviamente un argomento di pochi giorni fa: sono ormai anni che alcuni movimenti e molti esperti ci chiedono di consumare e comprare solo prodotti di stagione per evitare una circolazione seriale di mezzi di trasporto che inquinano più del guadagno in salute che ci permettono di avere con la frutta che trasportano.

I dati della Svizzera

In tutta Europa (secondo fonti ICE), a partire dal 2015, il maggior incremento di prodotti ortofrutticoli importati è stato ad opera della Svizzera, dove un aumento dei volumi di vendita ha portato quantitativi e prezzi ad incrementarsi entrambi al +3%. L’incremento superiore alla media si è avuto nella vendita di piccoli frutti e frutta esotica, mentre per quanto riguarda i tuberi, ad esempio le patate, si è segnato un +10% causato anche da un ulteriore sensibile aumento dei prezzi per il secondo anno consecutivo. Mele e pere, al contrario di come verrebbe facile immaginare, sono invece in calo,  primeggiano quelle locali.

E in Italia?

In Italia la tendenza crescente a importare prodotti quali frutta e verdura esotica oltre che fuori stagione era già chiara dal lontano 2006/2007, anno in cui la maggior azienda di importazione ortofrutticola italiana (con sede a Milano) AL.MA. dichiarava come bestseller il frutto esotico lychees. Tra circa 300 articoli e sempre nuovi mercati da esplorare (ed esportare, ndr), il mercato della compagnia fa fronte alle perdite di fatturato annuo (comunque molto contenute) grazie alla sempre maggior richiesta di frutta fuori stagione o esotica.

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