Domenica 19 maggio Paolo Nepoti, Psicoanalista e Studioso, partecipa a Filosofia sui Navigli con un intervento sul tema “Pratica psicoanalitica e metamorfosi del Debito. Parte seconda: Dibattito”.
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19 maggio “Pratica psicoanalitica e metamorfosi del Debito. Parte seconda: Dibattito”
Filosofia sui Navigli, il programma completo Che cos’è Filosofia sui Navigli? Filosofia sui navigli/ Rivivi la scorsa stagione nei video di Affari Il piacere del pensiero, il maggiore dei piaceri… L’introduzione di Angelo Maria Perrino |
Speciale Filosofia sui Navigli/ L’intervento del genetista Edoardo Boncinelli ha riscosso grande successo, ma ha anche suscitato forti polemiche. Molti degli psicoanalisti che hanno partecipato o che seguono assiduamente il café philo milanese non si sono ritrovati nella ricostruzione “scientista” di Boncinelli, altri hanno addirittura lasciato la sala… Enrichetta Buchli, filosofa e psicoanalista, autrice de “Il mito dell’amore fatale” ha commentato la conferenza con Affaritaliani.it.

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di “Enrichetta Dr.Buchli”
Noi psicoanalisti, filosofi, uomini in cerca della verità, e soprattutto di quanto la verità possa aiutare l’essere umano a vivere una vita dignitosa, cioè, dotata di Senso, siamo “umilmente” approdati in un luogo a noi caro, “Filosofia sui Navigli”. Un luogo in cui sembra piombare in altre epoche, in quelle dove il conforto, il piacere del nutrimento dell’Anima (Psiche) oltrepassa i confini del disagio della postmodernita’: Narcisismo, onnipotenza. Volevamo sapere da un eminente studioso di neuroscienze come funziona la mente dal punto di vista biologico. Sappiamo che le recenti scoperte dei neuroni-specchio si rivelano stare in una straordinaria simmetria con quanto L’Infant Observation e psicologi-psicoanalisti dell’età evolutiva hanno a loro volta scoperto, con quell’attitudine epistemologica attribuita all’osservazione e all’empiria (vedi Jung). Si tratta di una questione fondamentale per la sopravvivenza del cucciolo dell’uomo: la possibilità di essere “visto” dalla madre, e confermato nella sua esistenza (Winnicot, Stern, Bowlby, e tanti altri).
Invece no. Il Professor Boncinelli ha colonizzato la mente degli ascoltatori su vicende autobiografiche di scarso valore “scientifico”. Oltre tutto, estremamente inquietanti per psicoanalisti di scuole serie- junghiani, freudiani, lacaniani.
Ha parlato delle sue personali patologie da giovane, del fatto che Carotenuto – analista didatta in un certo periodo di gloria, contro il parere dei docenti dell’Aipa che avevano bocciato la candidatura , lo abbia “insignito” del potere di “guarire” umani, incoraggiandolo a fare l’analista senza l’iter legale-formativo ( attualmente sarebbe una pratica fuori-legge). Il professore, non senza un tono di soddisfazione onnipotente, ha avuto il coraggio di dire che lui, oltre tutto, non “credeva” nell’inconscio, tanto meno in quella via d’accesso privilegiata che è il linguaggio dei sogni. Però li usava (diniego). Ma, con sua immensa soddisfazione, ha guarito in breve tempo casi gravi. Come?
Il tutto per concludere che lui non crede nella psicoanalisi – mi fa effetto che un eminente scienziato enunci il termine “credere”. La psicoanalisi non ha niente a che vedere con la scienza, ma funziona!
Dal punto di vista filosofico si è cacciato in una miriade di terribili contraddizioni. Non ha mai argomentato le sue perentorie e poco scientifiche affermazioni.
Non solo, ha usato un tono e una terminologia derisoria, sarcastica, svalutativa (gli psicoanalisti sanno a che tipo di attitudine collocare questo tipo di atteggiamento mentale!) nei confronti di un sapere che salva la vita, nel senso che, diciamo così, fa sentire vivi, non necessariamente guariti o superuomini dotati di una salute di ferro! Tutto fa brodo! I Fattori terapeutici sono: che uno può parlare di sé a qualcuno ( certo, siamo messi male se nessuno parla di sé se non a pagamento!), che una serie di “effetti”, confessione, attenzione, stampella, capro espiatorio(?), placebo, de-condizionamento producono guarigioni, oserei dire miracolose. Il paziente si troverebbe a essere de-condizionato, ma, si badi bene- ri-condizionato dal vate terapeuta.
Quanti terribili film abbiamo visto su pratiche simili! Non possono non venirmi in mente certe pratiche usate a scopo bellico.
Tutto fa brodo! Allora perché non pensare all’esercito di maghi, astrologi, fattucchieri, ciarlatani, ipnotisti- pensiamo al film Dr. Mabuse di Fritz Lang- sette di vario tipo, comprese quelle sataniche, fondamentalisti di vario genere…
Il Sapere –filosofico, psicoanalitico, antropologico,.., su cui si è costruita la civiltà occidentale,attualmente a rischio di estinzione, sarebbe blaterare a vanvera. Solo la scienza è degna di…”fede”. E’ quello che arguti pensatori chiamano il nuovo fondamentalismo laico, che anche l’epistemologia più avanzata ha abbandonato. Ma quale scienza? Oggi si parla di “Teoria della Complessità”. Nulla a che vedere con il riduzionismo fine ottocento della fisica meccanica. Tutto ciò che non è quantificabile non è niente altro che…illusione. Cartesio lo diceva secoli fa. Di acque, nella storia della scienza, ne sono passate!
Popper: la scienza va per tentativi ed errori. Giusto. Ma questa è proprio il fondamento epistemologico, che che se ne dica, della psicoanalisi seria. E soprattutto della pratica clinica.
Ma per i tuttologi del post-moderno, “condizionati” dai media più che dalla sete di conoscenza, contrariamente a quanto sostengono a parole, vale l’ordine di propinare formulette semplificate da dare in pasto al ““popolo bue”. Così si cavalca la tigre della popolarità. Formulette che Racamier, acuto indagatore del narcisismo perverso, chiamerebbe “attacco al pensiero”. Formule per non pensare, dove il pensiero si imbatte inevitabilmente nelle aporie, contraddizioni, complicazioni. Ma soprattutto dove il Pensiero ha il coraggio di “pensare l’impensabile” (Bion), di avanzare nei territori del non saputo, sconosciuto, misterioso (Jung). E ciò vale in primis per la scienza. Einstein non sarebbe sopravvissuto alla lobby fondamentalista dei fisici se non fosse andato dritto per la propria strada, cioè questa.
(consiglio: W.Isaacson, Einstein. La sua vita, il suo universo, Mondadori, Milano 2008)
