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2013: l’anno senza futuro. “Noi da qui non ce ne andiamo”

Capodanno di occupazione alla Mondadori Printing di Pomezia. Una rappresentanza sindacale e alcuni volontari hanno organizzato il cenone di protesta dopo che l’azienda è passata da 130 a 41 dipendenti, ridotto il salario del 30 per cento e ora il magazzino è rimasto senza materie prime. Il 7 l’incontro con la dirigenza. LA GALLERY

C’è chi il Capodanno l’ha passato a ballare, chi a cena con parenti e amici e chi invece s’è dovuto arrangiare in fabbrica, perché  ha giurato di non lasciare il posto di lavoro. Cena frugale, panettone e magari niente lenticchie, perché più che nei soldi sperano in un lavoro.
Sono gli “irriducibili” della Mondadori Printing di Pomezia, un gruppo tra rappresentanti sindacali e volontari che ha deciso di trascorrere le feste in fabbrica. È l’altro Capodanno, quello della crisi economica delle chiusure delle società, del futuro che non c’è e dell’incertezza mista a paura che avvolge operai e famiglie.

Dieci anni fa erano in 130 persone a lavorare per lo stabilimento di Pomezia del gruppo Mondadori Printing, che nell’ottobre 2008 è stato ceduto dal gruppo Arnoldo Mondadori Editori, di proprietà della famiglia Berlusconi, al Gruppo Pozzoni di Bergamo. Oggi la “forza lavoro” è di 41 persone perché gli altri lentamente sono stati “erosi”.
Hanno tutti un’età compresa tra i 30 ed i 40 anni, famiglie a carico con bambini piccoli e mutui da pagare e in prossimità delle feste hanno visto il magazzino sempre più vuoto di materie prime e hanno capito che l’azienda sta smobilitando. Ecco perché quest’azione, perché dopo i tagli agli stipendi che hanno ricevuto con la promessa che sarebbe servito a mantenere i livelli occupazionali, ora vedono la fine. E c’è chi ha bimbi piccoli e mutui da pagare.
L’occupazione della fabbrica andrà avanti sino al giorno 7 quando è previsto un incontro con la dirigenza della Mondadori Printing.