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Allarme foto sui social network. Un selfie rubato può costare caro

Dignità violate, privacy calpestata. La Rete è inondata dalla nostre immagini, ma occhio a quello che pubblicate: senza il consenso del diretto interessato uno scatto può valere un risarcimento da migliaia di euro

di Alberto Berlini

Non va al lavoro perché in malattia, peccato che compaia in una foto sui social mentre nello stesso giorno è al mare: anche così, per un “tag” di troppo sulla Rete si può perdere il lavoro. O a volte anche l’amore: “Chi è nella foto con te?”. Casi all’ordine del giorno che mettono in evidenza il rischio di uso indiscriminato dell’accoppiata telefonino più social, ma attenzione a cosa si condivide sul web, potreste rischiare di dover pagare i danni.
“Pensiamo a quante volte fotografie o video che ci ritraggono vengono esposte a nostra insaputa o senza che nessuno ci chieda il permesso – spiega ad Affaritaliani.it Emanuela Astolfi, presidente dell’associazione Avvocato del Cittadino – La leggerezza con cui frequentemente si pubblicano o mostrano immagini di altri soggetti crea spesso danni all’onore, alla reputazione o ancora alla vita privata delle persone”.
Avvocato, proviamo a fare chiarezza su un tema tanto più delicato quanto attuale.
“Il diritto all’immagine si basa sul consenso che può essere sempre revocabile”.
In poche parole se le scatto una foto e la pubblico su Facebook lei mi può chiedere in qualsiasi momento di rimuoverla…
“E lei è obbligato a farlo. Tutto ruota intorno al consenso alla pubblicazione della propria foto: quello dell’immagine è un diritto primario della persona e nessuno può esporre il ritratto di un altro soggetto senza essere autorizzato dalla stesso, a meno che non si tratti di persone note o di fatti che siano in relazione con determinati accadimenti, come un evento pubblico ad esempio. Sul web, dove le regole spesso mancano o vengono disattese con eccessiva leggerezza, sono in continua crescita le violazioni ed i reati commessi attraverso i social network”.
Quindi, quando sono ravvisabile gli estremi per un illecito?
“Innanzitutto quando ad una precisa richiesta di rimozione della propria immagine non segue l’immediata cancellazione della fotografia. Inoltre ogni qualvolta ci sia una lesione di un diritto e dunque la produzione di un danno ingiusto è possibile richiedere un risarcimento”.
Ecco, chiariamo questo aspetto…
“Mettiamo il caso che la pubblicazione della foto produca un danno… Ecco, in questo caso si può agire per chiedere il risarcimento del danno patrimoniale, qualora sia comprovabile, e non patrimoniale. Anche per il semplice “patema d’animo” legato alla diffusione di una immagine che può ledere la nostra dignità, magari legato ad un commento denigratorio o lesivo dell’onore”.
Ad esempio una foto sconveniente…
“Ma anche semplicemente una foto in cui ci vediamo brutti, una foto inserita in un contesto particolare, diverso da quello originario..i casi possono essere molteplici ma, proprio in relazione al secondo esempio che ho menzionato, quello che è importante precisare è che il consenso all’esposizione della propria foto può essere anche parziale e deve essere sempre orientato ad uno scopo: se dunque autorizzo un mio amico ad appendere una mia foto nel suo negozio, non è che implicitamente acconsento all’esposizione di quella mia immagine in qualsivoglia contesto”.