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Ama contamina il Lungotevere. Sequestrato: “Liquido tossico”

Percolato a poca distanza da Piazza del Popolo. Chiuso un tratto di Lungotevere Arnaldo da Brescia dopo l’esposto di alcuni cittadini che avevano denunciato l’attività dei compattatori dell’Ama in azione 19 ore al giorno

Rumori molesti e cattivo odore. Quei compattatori dell’Ama, i veicoli destinati alla raccolta dei rifiuti, rappresentano da tempo un insopportabile fastidio per abitanti e residenti della zona e per chi ci lavora. E cosi’ il gip del tribunale di Roma, Massimo Pierazzi, ha disposto il sequestro di un tratto di Lungotevere Arnaldo da Brescia, a poca distanza da Palazzo Marina e da piazza del Popolo, per il forte inquinamento acustico e la presenza di percolato, il liquido legato allo smaltimento dei rifiuti. Il provvedimento del magistrato e’ stato sollecitato dalla Procura che lo scorso luglio si era attivata dopo l’esposto di alcuni cittadini che avevano denunciato i rischi per la salute provocata dall’attivita’ dei compattatori dell’Ama in azione 19 ore al giorno.

“Le indagini – ha spiegato l’avvocato Antonello Giudice, che assiste alcuni residenti della zona – hanno confermato come la presenza dei compattatori, non solo sia fonte di disturbo della quiete e della tranquillita’ degli abitanti anche nelle ore notturne, ma sia anche causa di fuoriuscita di liquidi nauseabondi nel corso dell’attivita’ di raccolta che imbratta l’area e determina un rischio di contaminazione, ha chiesto l’emissione di un provvedimento di sequestro volto almeno a interrompere tale stato di fatto”. Per l’avvocato Giudice, “il provvedimento del giudice pone fine, speriamo definitivamente, a una situazione indecorosa e dannosa non solo per i residenti e per coloro che lavorano in tale area ma per l’immagine stessa della citta’”.

LA REPLICA DI AMA.
“In tutta la città Ama utilizza circa 115 stazioni di trasbordo dei rifiuti, di cui 18 solo nel primo municipio. Si tratta di compattatori di grandi dimensioni, chiamati in gergo macchine-madri, in cui i mezzi più piccoli riversano i rifiuti, differenziati e indifferenziati, raccolti che vengono poi portati negli impianti di trattamento. Queste stazioni sono fondamentali per la raccolta dei rifiuti di Roma, in particolare per il servizio ‘porta a porta’. È essenziale, infatti, consentire ai camioncini che effettuano la raccolta palazzo per palazzo poter scaricare i materiali in una macchina più grande e proseguire così il proprio lavoro di raccolta ottimizzando i tempi. Risulta evidente che più si allontanano queste aree di trasbordo dai luoghi di raccolta e più si è costretti ad incrementare il numero di viaggi e di mezzi usati per coprire i turni con un conseguente sperpero di risorse economiche e un incremento dell’inquinamento atmosferico”.
“L’area di trasbordo di lungotevere Arnaldo da Brescia sequestrata ieri in seguito a un esposto dei cittadini della zona, in particolare – spiega – è lunga appena 40 metri, si trova al di fuori della corsia di marcia, come riferisce anche il verbale di sequestro, è stata regolarmente autorizzata dall’amministrazione comunale ed è essenziale per la raccolta ‘porta a porta’ nell’area del Tridente. Inoltre le aree utilizzate per i travasi, compresa questa, vengono lavate e sanificate ogni notte e dunque non vi è alcun pericolo per l’ambiente o la salute”. “Comprendiamo il disagio dei cittadini per il rumore, anche perché queste operazioni debbono essere effettuate di notte o all’alba quando il traffico veicolare è meno intenso – dichiara il presidente di Ama Daniele Fortini – Ama si è già attivata da tempo per ottenere delle aree protette (dalle caserme, alle zone demaniali non utilizzate) proprio per evitare di compiere il travaso dei rifiuti per strada, ma finché non ce ne saranno assegnate almeno 30, insieme ad un altro centinaio per nuovi centri di raccolta, il problema rischia di essere semplicemente spostato da un luogo ad un altro penalizzando così solo l’efficienza dei servizi per i cittadini stessi. Per questo è fondamentale che le istituzioni ci diano una mano a migliorare la logistica complessiva di Ama. Premessa la fiducia nelle decisioni della magistratura è giusto concludere sottolineando con forza come le stazioni di trasbordo svolgono una funzione essenziale per la raccolta dei rifiuti e il decoro della città di Roma. Un atteggiamento ‘nimby’ (‘not in my backyard’) da parte di cittadini e comitati di quartiere rischia di compromettere gli enormi sforzi di Ama per aumentare la raccolta differenziata e il decoro cittadino”.