di Giampaolo Scardia
Il rifiuto della guerra ed un pacifismo convinto traggono origine da una mancanza importante, la perdita del padre. Roger Waters, cantante e bassista dei Pink Floyd torna in Italia per omaggiare Erich Flachter Waters, militare britannico che morì, quando lui aveva appena pochi mesi, nel corso delle battaglie successive allo sbarco di Anzio. A 70 anni dalla scomparsa, il rocker inglese torna in quei luoghi e per abbattere il suo “The Wall”, accettando la cittadinanza onoraria offerta dal Comune di Anzio.
La città si apre con una calorosa accoglienza all’ex leader dei Pink Floyd, che durante la Cerimonia tenutasi nella storica Villa Sarsina, esprime la sua felicità e l’attaccamento per l’Italia: “Sono orgoglioso di mio padre e ringrazio tutti i cittadini di Anzio ed Aprilia per aver onorato la mia famiglia” , con queste parole si esprime il musicista inglese alla consegna della medaglia d’oro al merito civile, da parte delle rappresentanze istituzionali di Anzio.
Era il 18 Febbraio del 1944 quando i “Royal fuciliers” britannici vennero sterminati tra le campagne del litorale nel “Fosso della Moletta”. L’assenza del padre, un dolore permanente che il rockers inglese ha condiviso con il mondo ed esorcizzato con la musica. Al padre Erich si ispira il testo di “When the Tigers Broke Free”, la canzone che attraversa la parte iniziale della pellicola The Wall(1982). Al rifiuto della guerra è dedicato invece il dodicesimo album dei Pink Floyd, The Final Cut, scritto ed interpretato come voce solista, interamente da Roger Waters. Oggi, 18 Febbraio 2014, l’ex leader dei Pink Floyd, segna con la sua presenza una giornata che verrà scolpita nella memoria del nostro paese, come il suono dei Pink Floyd impresso nella testa del mondo.
