Saranno tutti processati con rito abbreviato gli otto imputati nel processo per uno sfruttamento della prostituzione di due minorenni in un appartamento in viale Parioli. Lo hanno chiesto e ottenuto, tramite i loro legali, gli stessi imputati nel corso del procedimento davanti al gup Costantino De Robbio cui il procuratore aggiunto Maria Monteleone e il sostituto Cristiana Macchiusi avevano chiesto di rinviare a giudizio gli otto.
Il processo inizierà il 16 maggio prossimo davanti allo stesso gup. Il rito abbreviato permette di ottenere, in caso di condanna, uno sconto di pena fino ad un a terzo. Favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione minorile, cessione di sostanze stupefacenti, diffusione e detenzione di materiale pedopornografico, sono i reati contestati, a seconda delle posizioni, agli imputati per fatti avvenuti tra il luglio e l’ottobre 2013.
Nel procedimento si sono costituite parti civili le due minorenni e la madre di una delle due ragazzine che con la sua denuncia diede l’avvio all’inchiesta. Sul banco degli imputati invece si trova l’altra madre, accusata dalla Procura di aver sfruttato la prostituzione della figlia dalla quale si sarebbe anche fatta dare circa 100 euro al giorno. Sotto processo sono finiti anche Mirko Ieni, ritenuto da chi indaga il principale gestore del “giro” delle due baby squillo, nonché anche di quello di quattro ragazze maggiorenni. L’imputato è accusato anche di detenzione e cessione di cocaina ed un episodio di interferenza illecita nella vita privata perchè, attraverso il proprio telefono si sarebbe procurato immagini di una delle ragazze impegnata in un rapporto con un cliente. Il caporalmaggiore dell’esercito Nunzio Pizzacalla, è accusato di aver reclutato e indotto alla prostituzione una delle due minorenni. Riccardo Sbarra, commercialista nonchè cliente, oltre ad avere avuto rapporti a pagamento con le due minori, deve rispondere anche della detenzione e della cessione di materiale pedopornografico. Analoga contestazione per Mario Michael De Quattro che risponde anche di un tentativo di estorsione, per aver cercato di farsi consegnare 1.500 euro da una minore dietro la minaccia di diffondere un video che la riprendeva durante un rapporto. L’imprenditore Marco Galluzzo, oltre ad aver indotto una minore, le avrebbe anche ceduto cocaina. Sul banco degli imputati ci sono infine anche due clienti: Francesco Ferraro e Gianluca Sammarone. Quest’ultimo si è sottoposto ad interrogatorio davanti al gup, durante il quale ha sostanzialmente respinto le contestazioni formulate nei suoi confronti.
Favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione minorile, cessione di sostanze stupefacenti, diffusione e detenzione di materiale pedopornografico, sono i reati contestati per i fatti avvenuti ai Parioli
