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Ucraina, FdI svela tutte le fake news del Cremlino

In occasione dell’anniversario dei quattro anni dall’invasione russa all’Ucraina, Fratelli d’Italia ha presentato al Senato un dossier preparato dal centro studi del partito

Ucraina, FdI svela tutte le fake news del Cremlino
giovanbattista fazzolari, armi nelle scuole

In occasione dell’anniversario dei quattro anni dall’invasione russa all’Ucraina, Fratelli d’Italia ha presentato al Senato un dossier preparato dal centro studi del partito, diretto dall’onorevole Francesco Filini, che  prova a  smontare  le fake news, che la propaganda russa in questi anni avrebbe costruito sulle sorti del conflitto. A cominciare proprio dai territori occupati “Nel 2024 le forze russe hanno conquistato circa 3.604 km2 di territorio ucraino, ovvero circa lo 0,6% del Paese: un’area simile alla provincia di Viterbo” si legge nel dossier.

All’evento, che ha costretto gli organizzatori a tenere fuori decine di persone per problemi di capienza della sala Zuccari del Senato, hanno presenziato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giovanbattista Fazzolari, il presidente del Copasir Lorenzo Guerini, oltre ai direttori Claudio Cerasa del Figlio, Mario Sechi di Libero, lo youtuber russo  Anton Sokol, del giornalista ucraino Vladislav Maistroux e in collegamento da New York, l’editorialista del Corsera Federico Rampini.

Ad impreziosire il parterre,  anche la presenza in platea della sorella della premier, Arianna Meloni, che al Foglio, proprio ieri, aveva rilasciato un’intervista sul tema, ribadendo chiaramente che  il sostegno del partito all’ Ucraina non è mai stato messo in discussione “Siamo convinti che supportare l’Ucraina significhi difendere la sovranità e l’indipendenza dell’Europa intera, si tratta di proteggere valori e principi centrali non solo per noi ma per tutto l’Occidente. Il cui rafforzamento, e la cui tutela delle radici, rappresentano il cuore della politica conservatrice. La difesa di un popolo aggredito contro ogni regola del diritto internazionale si inserisce coerentemente in questa missione”.

La sorella della premier ha anche ricordato un episodio curioso che riguarda uno delle persone  più fidate della premier, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giovan Battista Fazzolari, che testimonio come l’appoggio alla causa ucraina, non sia certo solo di facciata “Fu Giovanbattista Fazzolari -rivendica Arianna Meloni- a recarsi in Ucraina per dare un aiuto concreto alla popolazione. Nessun altro ha fatto lo stesso. Dal nostro insediamento, Giorgia Meloni è stata più volte in Ucraina. E proprio in occasione del quarto anniversario della guerra parteciperà a una nuova riunione dei Volenterosi. Il sostegno del nostro governo  non è mai mancato ma si è, anzi, intensificato. Neppure un mese fa abbiamo consegnato il primo lotto di caldaie industriali e di generatori elettrici per fornire un sostegno tangibile al popolo ucraino”.

Secondo Guerini sull’Ucraina maggioranza ed opposizione la devono pensare allo stesso modo e il sostegno alla causa ucraina non deve mai essere messo in discussione, Molto toccante anche la testimonianza del giornalista ucraino Vladislav Maistrouk, che ha ricordato un fattore molto importante nella guerra al confine d’Europa: «Nonostante i bombardamenti alle infrastrutture di Kiev, l’opinione pubblica non è mai cambiata. Non accettiamo una qualsiasi condizione dalla Russia, che spesso ha fatto promesse sulla pace mai concretizzate». Poi ha concluso con un racconto direttamente dal territorio: «Sono entrato dentro casa dei miei nonni e li ho visti con il cappello in testa, mancava il riscaldamento.

Loro sono stati educati ad essere amici dei russi e adesso, per colpa del governo di Mosca, devono patire il freddo. Il clou si è avuto, come era prevedibile, con l’intervento di Fazzolari, da sempre uno dei più tenaci difensori dell’Ucraina e della sua patriottica difesa. Prima di iniziare, il sottosegretario ha dovuto smentire una notizia che si era immediatamente diffusa, in merito a sue dichiarazioni rilasciate pochi minuti prima e evidentemente travisate. Durante le interviste prima del convegno, infatti, ad una precisa domanda di un giornalista su come voterebbe Putin al referendum, Fazzolari avrebbe risposto con il sorriso sulle labbra che non essendoci la separazione della carriere in Russia, evidentemente voterebbe no. Ma le opposizioni hanno preso la palla al balzo per accusare di voler paragonare a Putin chi vota no ( insomma l’invito ad abbassare i toni da parte del Colle non pare aver sortito gli effetti sperati anche e soprattutto da parte delle opposizioni ).

Poi si è scesi nel merito della questione: “Agli albori dell’invasione russa dell’Ucraina, la Russia riteneva di poter conquistare l’intera Nazione in pochi giorni”, ha ricordato il sottosegretario. Come riferito da un militare russo catturato dagli ucraini, il Presidente Vladimir Putin era convinto che la Russia sarebbe riuscita a conquistare l’intera Ucraina in 3 giorni, tanto che le scorte di viveri distribuite ai soldati erano tarate su quel lasso di tempo. Una narrativa non nuova, infatti nel 2014 – in un colloquio con l’allora Presidente della Commissione UE Josè Barroso – Putin aveva affermato: «Se voglio prendo Kiev in due settimane.

“Fazzolari hai svelato un piccolo retroscena, rivelando come all’inizio del conflitto, mentre  Germania e Francia avevano adottato un atteggiamento attendista, proprio nel timore che Kiev capitolasse in poche settimane, “fu proprio grazie  alla fermezza  del premier di allora, Mario  Draghi e del presidente della repubblica, Sergio Mattarella, convintamente cambio di approccio da parte di Francia e Germania, ricordando come il famoso viaggio in treno a Kiev, di Draghi, Macron e Scholz, avvenne solo a giugno, 4 mesi dopo lo scoppio della guerra.  Un atteggiamento che è rimasto coerente anche sotto il governo Meloni “Il governo è sempre stato molto compatto sul sostegno a Kiev”, ha ricordato Fazzolari, precisando che “abbiamo messo più volte la fiducia su più provvedimenti anche per ragioni di tempo e di semplicità, ma non c’è mai stato un problema nella maggioranza sul sostegno all’Ucraina”. E ancora: “In tutto questo gioco di trattative il pericolo più grande che abbiamo è quello di giungere alla fine a una pace tra Mosca e Kiev senza aver inglobato pienamente l’Ucraina nel contesto europeo, nel nostro sistema di difesa o nel nostro sistema dell’Unione Europea”. “È interesse dell’Italia e dell’Europa che l’Ucraina resista” poiché il destino del Paese aggredito e quello del vecchio continente sono complementari”.