Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Corporate – Il giornale delle imprese » ANBI: firmato il protocollo di intesa con ANCI per la sicurezza e lo sviluppo dei territori

ANBI: firmato il protocollo di intesa con ANCI per la sicurezza e lo sviluppo dei territori

Gargano (ANBI): “Oggi rilanciamo un’alleanza strategica nei confronti dei cittadini, nei confronti di un modello di sviluppo che è quello dell’esaltazione dei valori del territorio”

ANBI: firmato il protocollo di intesa con ANCI per la sicurezza e lo sviluppo dei territori


ANBI: siglato oggi a Roma con ANCI il protocollo d’intesa per la tutela del suolo e delle risorse idriche

È stato firmato oggi a Roma, presso la Sala Medici della sede ANBI, il nuovo Protocollo d’Intesa tra ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) e ANBI (Associazione Nazionale Consorzi Gestione e Tutela del Territorio e Acque Irrigue).

L’accordo, siglato alla presenza del Presidente del Consiglio Nazionale ANCI Marco Fioravanti e del Presidente di ANBI Francesco Vincenzi, punta a consolidare una collaborazione che conta già oltre 3000 convenzioni attive su tutto il territorio nazionale (1.800 al Nord, 600 al Centro e 700 tra Sud e Isole). 

La firma giunge in un momento critico. Secondo i dati dell’Osservatorio ANBI Risorse Idriche, l’inizio del 2026 è stato caratterizzato da una serie di fenomeni meteorologici di rara intensità. Mentre il Nord Europa affronta temperature record di −40°C in Scandinavia, il Mediterraneo è diventato un “hot spot” della crisi climatica, con le acque del Mare Nostrum che superano di 3 gradi la media stagionale.

Non si tratta più di eventi straordinari, bensì di una nuova normalità cui arriviamo largamente impreparati. In attesa della mitigazione, l’adattamento passa attraverso 4 capisaldi: manutenzione del territorio, infrastrutture idrauliche, innovazione, cultura dell’acqua“, ha dichiarato Francesco Vincenzi, Presidente ANBI.

L’allarme riguarda da vicino l’Italia: solo nell’ultima settimana, la Calabria è stata flagellata dal medicane Harry con cumulate di pioggia superiori ai 550 mm, causando l’esondazione di fiumi come il Crati e il Busento. Se da un lato l’abbondanza di piogge ha permesso di colmare  i bacini del Sud (con la Sicilia che ha recuperato circa 159 milioni di metri cubi d’acqua), dall’altro il dissesto idrogeologico minaccia costantemente l’incolumità dei cittadini e le infrastrutture.

Il Protocollo tra ANBI e ANCI si pone come obiettivo principale la promozione di azioni di sensibilizzazione condivise per assicurare la manutenzione preventiva del territorio. Tra gli scopi principali troviamo: la riduzione del rischio idrogeologico e la corretta gestione delle acque irrigue per la tutela della disponibilità e il risparmio della risorsa idrica.

Infine ANBI e ANCI si impegnano a sensibilizzare le Istituzioni competenti per un’azione tesa ad una politica a livello di Unione Europea che preveda atti volti a valorizzare adeguatamente i termini della tutela e dell’utilizzo sostenibile ed efficiente della risorsa idrica, della prevenzione del rischio idraulico e idrogeologico del territorio e della tutela dell’ambiente naturale e della biodiversità, favorendo la conoscenza delle innovazioni tecnologiche per favorire la riduzione delle emissioni di CO2 nell’atmosfera.

Il cuore del Protocollo è l’impegno reciproco a promuovere “Accordi Territoriali” specifici tra i singoli Comuni e i Consorzi di bonifica locali. Questi accordi prevedono, per esempio, lo scambio di banche dati, anche georeferenziate, nonché la creazione di unità tecniche di supporto della progettazione dei Comuni per gli interventi di difesa del suolo e di regimentazione delle acque. 

Un punto innovativo riguarda la mobilità lenta: l’accordo prevede, ove possibile, l’utilizzo degli argini dei canali per la creazione di percorsi pedonali e ciclabili.

Sulla base della disponibilità locale, le Parti prevedono l’avvio di “progetti pilota” innovativi focalizzati sul contrasto al cambiamento climatico e la prevenzione dei suoi fenomeni dannosi.

Le collaborazioni pluriennali tra ANCI e ANBI si traducono in interventi annuali di manutenzione ordinaria e straordinaria, che rafforzano la resilienza dei territori e migliorano la qualità della cita dei cittadini. Questa rete istituzionale diffusa viene oggi ulteriormente confermata e rafforzata dalla sottoscrizione del Protocollo, che consolida un modello di governance territoriale efficace e condiviso

Le dichiarazioni di Marco Fioravanti, Presidente Consiglio Nazionale ANCI, ad Affaritaliani: 

Il fine di questo protocollo è quello di unire le forze: fare un protocollo tra l’ANCI nazionale e l’ANBI significa dare forza ai comuni e ai territori, perché l’Italia è il Paese dei comuni e quindi i comuni presidiano il territorio. Questo protocollo, quindi, dà la forza ai comuni per poter creare un’alleanza, soprattutto in un momento in cui le condizioni meteorologiche e il dissesto idrogeologico mettono a rischio la struttura del territorio ed evidenziano anche le fragilità dei territori. Serve, per lavorare molto sulla prevenzione, lavorare molto sulla sinergia, per mettere a fattor comune le risorse, per mettere in sicurezza il territorio e presidiarlo”, ha dichiarato Fioravanti

Le dichiarazioni di Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI, ad Affaritaliani

Partiamo da un assunto, che è quello dei cambiamenti climatici, delle tematiche che pongono e della crisi geopolitica e delle questioni che essa comporta. Rispetto a questo, in Italia abbiamo un problema in più: le aree interne. Il cambiamento climatico determina anche questo sistema: la ricerca costante, lungo tutta la nostra dorsale appenninica, di zone dove è più facile fare impresa, dove è più facile vivere. E quindi c’è uno spopolamento delle aree interne che va affrontato, altrimenti è un problema che poi torna anche sulla costa”, ha evidenziato Gargano.

E’ chiaro che abbiamo la responsabilità, come soggetti partecipati dal basso, i comuni e consorzi di bonifica, con competenze e responsabilità assolutamente diverse, funzioni assolutamente diverse; ma sul tema del contrasto al dissesto idrogeologico e sul tema della sovranità alimentare noi siamo oggettivamente costretti a dare delle risposte. Dico per fortuna perché siamo in grado di darle.

Quindi abbiamo un elemento che ci connota, che è l’essere soggetti partecipati dal basso da un lato; dall’altro abbiamo l’essere soggetti che hanno la capacità di mettere a disposizione del Paese una progettualità che, su questi temi, dà delle risposte”, ha continuato Gargano.

Qual è la progettualità? È quella degli invasi. Sono anche un po’ stanco, oggettivamente: ormai sono anni che propongo questa tematica e continuiamo ad avere la cultura dell’emergenza. Vedi Niscemi, che “vince”, nonostante siano decenni che conosciamo il problema di Niscemi, ma lo affrontiamo in emergenza; e così la siccità la affrontiamo in emergenza, quando è un tema che va affrontato in prevenzione, perché costa meno, è più trasparente e comporta tutta una serie di questioni”, ha dichiarato Gargano.

Oggi rilanciamo un’alleanza strategica nei confronti dei cittadini, nei confronti di un modello di sviluppo che è quello dell’esaltazione dei valori del territorio. Con chi lo facciamo? Con dei soggetti che sono proprio partecipati dal basso, cioè che i cittadini conoscono.

La modifica del Titolo V della Costituzione ha allontanato i cittadini dalla Regione, che è la prima istituzione che loro incontrano; i sindaci non solo li incontrano, ma li eleggono, li conoscono, li vedono tutti i giorni, come tutti i giorni vedono i consigli di amministrazione dei consorzi di bonifica, gli operai dei consorzi di bonifica e i loro esattori. È una sfida di futuro”, ha concluso Gargano

Le dichiarazioni di, Giuseppina Giovannoli, Sindaco di Sermoneta, ad Affaritaliani

Con grande piacere sono qui oggi alla presentazione di questo protocollo d’intesa tra l’ANCI nazionale e l’ANBI, un protocollo che dà un esempio per tutti noi, anche per i comuni, che ogni giorno affrontiamo, insieme ai nostri consorzi di bonifica, poi a livello provinciale, tutte le criticità che abbiamo sui territori.

Sermoneta, per esempio, che si trova nell’Agro Pontino, è ricca di canali, quindi la collaborazione tra noi e i consorzi di bonifica, per la conservazione e per la manutenzione di questi canali, è fondamentale. Ma non solo: lo è anche per quanto riguarda la risorsa idrica”, ha dichiarato Giovannoli

Ci troviamo di fronte a grandi mutamenti climatici, dove purtroppo l’acqua sta sempre più diventando un problema e quindi anche il sistema di poter riutilizzare le acque, per poi rimetterle sui territori, sulle campagne, per l’utilizzo agricolo, è fondamentale. Tant’è che noi, in provincia di Latina, stiamo facendo un progetto con Acqua Latina, con il consorzio di bonifica, insieme alla Regione Lazio, proprio per riutilizzare le acque dei depuratori, le acque reflue, che vengono lavorate e rimesse poi sui territori, nelle campagne, proprio a sostegno degli agricoltori e per evitare il consumo della risorsa idrica a monte, quindi nei canali oppure nelle sorgenti”, ha continuato Giovannoli

Questo protocollo è un protocollo che va nella direzione giusta, per aumentare sempre di più la collaborazione tra ente locale e consorzi, per salvaguardare insieme la manutenzione dei canali, delle sorgenti e delle risorse idriche”, ha concluso Giovannoli.