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Per Vaime “bere troppo fa male”. Ma “bere poco, a volte, fa peggio…”

Per Vaime “bere troppo fa male”. Ma “bere poco, a volte, fa peggio…”
Enrico Vaime
In libreria il nuovo saggio di Enrico Vaime, tra i padri del varietà televisivo italiano. “Cin Cin – bere troppo fa male- Non bere per niente, a volte, fa peggio…” (WingsBert House), sorta di fenomenologia del bevitore, conferma la filosofia vaimiana del non prendersi troppo sul serio
Per Vaime “bere troppo fa male”. Ma “bere poco, a volte, fa peggio…”

Fenomenologia del bevitore, si potrebbe definire questo nuovo libro di Enrico Vaime. Ricordi, episodi, riflessioni all’insegna del vino. Il repertorio del grande autore c’è tutto. Sketch comici di purezza assoluta: «Apertura della bottiglia resa spettacolare da gesti più da ginecologo che da oste. Prova dell’odorato. (…) Fui colto da una curiosità per me nuova: me ne uscii con un confidenziale “Beh?” che sciolse per quel giudice scrupoloso, ogni riserva. L’eroico sommelier emise il suo stupefacente giudizio, sebbene a mezza voce “È una merda”, disse».
Momenti lirici: «Forse andrebbe smentita da tecnici ed esperti, la diceria che vuole che esistano persone che bevono per dimenticare . Io penso che al contrario si beva soprattutto per ricordare». Divagazioni storiche: come nella descrizione della differenza antropologica fra i potenti che decidono i destini degli uomini davanti a un bicchiere di vino e quelli che lo fanno davanti a un boccale di birra. «Hitler (astemio) si finse bevitore di Pilsen per rappattumare degli irrequieti agitatori politici. Era astemio».
Memorie personali e allo stesso tempo storiche, di un’Italia che non c’è più, come quei brindisi di una volta nei dolci borghi collinari sulle rive del Trasimeno: «E partiva il brindisi: “Piyate na ciuetta/sbattetela n’tol cerquone…” e qui l’assonanza e la tradizione concludevano rispettando se non altro la rima: “… alla salute de sto gran cojone”». Il messaggio finale, il motto, sembra essere: bere il vino consapevolmente, e non farsi bere dal vino. Rifiutare cortesemente le mode e le pose. Lasciar prevalere, ancora una volta, la filosofia vaimiana del non prendersi troppo sul serio: nel vino come nella vita.

L’AUTORE – Enrico  Vaime (Perugia,  1936)  è  uno  dei  padri  del  varietà  televisivo  italiano  (da Canzonissima a Quelli  della  domenica,  da Tante  scuse e Risatissima)  e  teatrale, in  ditta  artistica  con  Italo  Terzoli  (per Garinei  e Giovannini  hanno  scritto  Felicibumta,  Anche  i  bancari  hanno  un’anima,  La  vita  comincia  ogni  mattina  e  altri  successi). 
Conduttore  dal  1978  del  programma  radiofonico Black  Out (Radio  2  Rai)  e  ospite  fisso  di Coffee  Break fino al 2013, su La7 ha condotto Anni Luce, Omnibus Weekend. Ha al suo attivo numerosi libri, 
dal primo fortunatissimo  Amare significa… Storia d’amore all’italiana con Terzoli, ai best seller più recenti 
Quando la rucola non c’eraEra  ormai domani, quasiI cretini non sono più quelli di una volta.

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