“Come vorrei una Chiesa che sfida la cultura dello scarto con la gioia traboccante di un nuovo abbraccio tra i giovani e gli anziani!”. Papa Francesco ha espresso questo desiderio a conclusione di una straordinaria catechesi sul valore della terza età, proposta alla folla di piazza San Pietro. “Questo periodo della vita – ha spiegato – e’ diverso dai precedenti, non c’e’ dubbio; dobbiamo anche un po’ ‘inventarcelo, perchè le nostre società non sono pronte, spiritualmente e moralmente, a dare ad esso il suo pieno valore”.
“Mi immedesimo con i nonni. Anche io appartengo a questa fascia di età e nelle Filippine mi chiamavano ‘Lolo Kiko’ cioè ‘nonno Francesco’”. l Pontefice ha ricordato il recente raduno dei nonni in piazza San Pietro, dove molti dei pressenti festaggiavano 50 o 60 anni di matrimonio. “E’ importante – ha detto in proposito – farlo vedere ai giovani che si stancano presto: è la testimonianza della fedelta’”.
“Abbiamo bisogno – ha spiegato – di anziani che pregano come la vecchiaia ci è data per questo. E’ una cosa bella la preghiera degli anziani: noi possiamo ringraziare il Signore per i benefici ricevuti, e riempire il vuoto dell’ingratitudine che lo circonda. Possiamo intercedere per le attese delle nuove generazioni e dare dignità alla memoria e ai sacrifici di quelle passate”.
“Noi, gli anziani, possiamo – ha elencato – ricordare ai giovani ambiziosi che una vita senza amore è arida. Possiamo dire ai giovani paurosi che l’angoscia del futuro può essere vinta. Possiamo insegnare ai giovani troppo innamorati di sé stessi che c’e’ piu’ gioia nel dare che nel ricevere”. Secondo il Papa, “i nonni e le nonne formano la ‘corale’ permanente di un grande santuario spirituale, dove la preghiera di supplica e il canto di lode sostengono la comunita’ che lavora e lotta nel campo della vita”.
E agli anziani Papa Francesco ha raccomandato: “Come è brutto il cinismo di un anziano che ha perso il senso della sua testimonianza, disprezza i giovani e non comunica una sapienza di vita!”. E l’antidoto al cinismo “è la preghiera che purifica incessantemente il cuore. La lode e la supplica a Dio prevengono l’indurimento del cuore nel risentimento e nell’egoismo”. “Come e’ bello invece – ha aggiunto nella catechesi all’Udienza Generale – l’incoraggiamento che l’anziano riesce a trasmettere al giovane in cerca del senso della fede e della vita!”. “Questa – ha affermato – e’ veramente la missione dei nonni, la vocazione degli anziani”.

L’udienza del mercoledì dedicata interamente al ruolo degli anziani nella società “non ancora pronta a dare a questo periodo della vita il suo pieno valore”. E ai giovani: “Noi, gli anziani, possiamo ricordare ai giovani ambiziosi che una vita senza amore è arida. Possiamo dire ai giovani paurosi che l’angoscia del futuro può essere vinta”. Quando in Argentina lo chiamavano Lolo Niko.. nonno Francesco
