La bufera sui vigili romano non si ferma. Ora scende in campo anche Beppe Grillo che parla di “accanimento mediatico contro i vigili di Roma da parte del governo e dei giornali al suo servizio” con “due obbiettivi precisi”. Beppe Grillo si schiera a favore dei ‘fischietti’ della Capitale e offre il suo blog alla voce di “David, un vigile urbano della Capitale”, che racconta la sua verita’ sulla notte di Capodanno. Intanto, oltre all’hashtag #forzavigili, questa e’ la chiave di lettura del leader M5S: 1) Distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica dalla vicenda di mafia capitale collusa con i politici del Comune, a proposito Marino e Poletti quando vi dimettete? 2) Criminalizzare una categoria sul piano mediatico per agire con misure sempre piu’ restrittive nei confronti di una parte del pubblico impiego”.
E il Campidoglio nella tarda serata di domenica, manda una lunghissima nota con la quale “chiude” politicamente la bufera sui Vigili Urbani assenti la notte di Capodanno e rimette la polemica sul rigore della legge. E questo perché da una parte c’è la paura di aver superato il livello di guardia con una vera “criminalizzazione del Capodanno della follia”; dall’altra perché i 6 mila in divisa e i parenti votano e il loro peso si è fatto sempre sentire.
Così il Comune rimette “le parole in ordine” e scrive: “In merito alle dichiarazioni di alcuni esponenti di centrodestra e ad alcune note di sigle sindacali, è bene precisare che il Campidoglio e il Comandante della Polizia Locale, Raffaele Clemente, non hanno mai avuto l’intenzione di strumentalizzare la vicenda che ha coinvolto in questi ultimi giorni il corpo degli agenti della Polizia locale di Roma Capitale, ma solo fare chiarezza a partire dai dati certi e dal lavoro di una commissione interna, le cui risultanze verranno inviate al ministero della Pubblica Amministrazione e all’Autorità garante per gli scioperi”.
“Per questa ragione in queste ore alcune persone stanno studiando tutti i documenti giustificativi presentati da coloro che a vario titolo non si sono recati sul luogo di lavoro la notte del 31 dicembre 2014 – prosegue la nota – Il riferimento alle 44 posizioni risultate palesemente fallaci, cioè prive di una qualsiasi giustificazione fondata per l’assenza dal lavoro, non riassume la totalità delle anomalie e non deve essere confuso con i dati generali che certificano comunque una eccezionalità difficilmente spiegabile, con un tasso di assenteismo dell’85%, e con percentuali di assenza per malattia pari al 75% del totale (571 agenti), a fronte di una media attesa per il periodo tra il 6-7%. A questi numeri vanno aggiunti il 10% di assenti che ha usufruito della legge 104 (81 persone), un 8% che ha dichiarato di assentarsi a seguito della donazione di sangue (63 agenti), e infine altri che a titoli diversi (congedi parentali ecc) non hanno lavorato pur essendo di turno”.
“L’intenzione dell’amministrazione – prosegue la nota del Campidoglio – è solo quella di fare chiarezza su numeri che sono apparsi macroscopicamente inattesi e discostanti rispetto alle medie e di accertare responsabilità individuali. Contestare i numeri magari trincerandosi dietro l’accusa a Roma Capitale di voler screditare il corpo di Polizia locale è assolutamente fuori luogo. Il Campidoglio vuole al contrario tutelare da chi assume comportamenti irregolari, illeciti e dannosi per la città il Corpo della Polizia locale di Roma Capitale, che onestamente e con senso di responsabilità ogni giorno presta il proprio prezioso contributo professionale alla comunità cittadina e alla vita di Roma”.



