“Rottura delle relazioni industriali”, con la “convocazione di un’assemblea generale di tutti i lavoratori di Acea il 12 marzo”, dove “sarà proclamato lo stato di agitazione”. Ad annunciarlo Cgil, Cisl e Uil e i sindacati di categoria Filctem, Flaei e Uiltec, in una conferenza convocata stamattina al Centro Congressi Cavour.
“A nove mesi dell’insediamento nel nuovo Cda – spiegano – il gruppo Acea, guidato dall’amministratore delegato Alberto Irace e dal presidente Catia Tomassetti, non ha ancora risolto nessuno dei gravi problemi per i quali sono stati chiamati. Problemi che come organizzazioni sindacali abbiamo denunciato in tutte le sedi e che sono stati generati dalle precedenti gestioni”. E parlano anche di “spostamenti scriteriati che stanno avvenendo in questi giorni, utilizzando la mobilità infragruppo, senza dotarsi di un metodo convidiso”, e che “hanno generato un clima di terrore emerso in una partecipata e capillare partita assembleare avvenuta in questi giorni”.
Spiegano i sindacati che “l’entrata in funzione della nuova piattaforma (SAP ISU), che uniformerà i sistemi informatici di tutte le società del Gruppo, avverrà probabilmente non prima del 2016, e nel frattempo l’azienda vuole circoscrivere l’emergenza, spostando in massa e senza criteri di individuazione oggettivi, dipendenti da altre società verso Acea 800, la società di contact center”. Commenta Ilvo Sorrentino, segretario regionale della Filctem Cgil: “Nel momento in cui si decide di trasferire 100 persone all’interno di una società di call center, i criteri vanno resi chiari e trasparenti”. Mentre sul tema del “cambiamento dell’azienda”, Antonio Cozzolino, segretario regionale della Flaei Cisl, sottolinea: “Questo sindacato e questi lavoratori non sono contrari al cambiamento, ma bisogna intendersi su cosa significa cambiare e come lo si vuole fare. Il cambiamento dev’essere condiviso dai lavoratori”. E Giovanni Bellissima, segretario regionale della Uiltec precisa: “Il sindacato rivendica il cambiamento attraverso la cultura delle relazioni sindacali”. E in merito viene ricordato dalle sigle “l’accordo sottoscritto con Acea il 27 novembre scorso dove è stato definito un percorso condiviso che apporterà modifiche sostanziali alla cultura del lavoro e introdurrà strumenti tecnologici avanzati”. Non mancano poi altri temi sollevati, dalle “code interminabili allo sportello di piazzale Ostiense con orde di clienti inferociti”, ai “sistemi di recapito affidati a un appalto che non riesce a onorare in maniera adeguata il servizio e soprattutto i sistemi informatici scelti e costati oltre 50 milioni di euro non più di tre anni fa, continuano a dare disservizi alla clientela”, mentre “la scelta di sostituire la piattaforma informatica, comunicata tre mesi fa, appare doverosa e probabilmente tardiva da parte del management e costerà alle casse di Acea altri 50 milioni di euro”.
Critiche anche per “la strategia di Acea Energia, che continua sistematicamente a perdere ogni bilancio”, e “continua a far uso smodato di consulenze esterne lautamente retribuite”. Per le sigle sindacali “un brand come quello di Acea, che ha oltre cento anni di vita, è stato sostanzialmente demolito. Il cliente Acea, negli anni abituato a un servizio di qualità, è stato abbandonato a se stesso senza alcuna risposta sui legittimi quesiti posti”. Con “il numero di contatti con la clientela triplicato negli ultimi 3 anni, dove si è passati da 1.800.000 a oltre 5.500.000 contatti/anno. Incremento chiaramente dopato dalla mancanza di risposte adeguate”, con i clienti che “contattano gli operatori del contact center che troppo spesso e in virtù di strumenti inadeguati non riescono a risolvere il problema che a quel punto viene spostato a piazzale Ostiense, dove si arena per l’assenza degli strumenti di cui sopra”. La situazione “è divenuta ormai insostenibile e anche l’esposizione al credito dei bilanci aziendali sembra fuori controllo”. A oggi, ricordano, “non è stato ancora presentato un piano industriale del gruppo e delle singole società che tenga conto dei nuovi strumenti tecnologici che verranno introdotti. Allo stato attuale non siamo in grado di comprendere in maniera inequivocabile il dimensionamento dell’Acea che sarà”.
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Assemblea generale il prossimo 12 per la proclamazione dello stato di agitazione. Le organizzazioni del lavoratori della multiutility sul piede di guerra per gli “spostamenti scriteriati con la mobilità infragruppo”. E accusano l’ad Irace e la presidente Tomassetti: “Nessun problema risolto”
