Non è una novità che Andrea Camilleri sia tra gli autori più prolifici in Italia. Al Salone di Torino, non a caso, è protagonista non solo con la nuova collana che la sua casa editrice principale, Sellerio, ha dedicato al suo personaggio più noto, il commissario Montalbano, ma anche con altri libri in uscita in questi giorni…

Partiamo dalla nuova collana del marchio palermitano. Sellerio celebra i venti anni del commissario riproponendo tutti i romanzi in edizione speciale. Ogni romanzo è accompagnato da una nota editoriale. il primo della serie, La forma dell’acqua, ospita oltre alla nota di Michele Serra anche un’intervista di Salvatore Silvano Nigro ad Andrea Camilleri. Negli altri volumi del primo lancio le note sono di Maurizio Di Giovanni, Simonetta Agnello Hornby e Andrea Vitali. Il numero di copie stampate per ogni titolo della collana «Le indagini di Montalbano» è limitato a quello della prima tiratura. Una volta esaurite, le copie non verranno ristampate. Il prezzo dei libri è di 6,90 euro.

Skira, dal canto suo, propone “Andrea Camilleri incontra Manuel Vázquez Montalbán”: in occasione del Premio Pepe Carvalho, ricevuto a Barcellona nel febbraio 2014 da Camilleri, Skira ha infatti voluto ricordare lo scrittore scomparso con la trascrizione del loro incontro nel 1998 a Mantova, nell’ambito del Festivaletteratura. Un dialogo in cui affrontano i temi più disparati: la letteratura, i gialli che li hanno segnati, i libri letti e a volte (ma solo nella finzione) bruciati, i personaggi Pepe Carvalho e Salvo Montalbano, ma anche i rapporti dei loro protagonisti con le donne, il calcio e la cucina, a testimoniare un’amicizia e un’affinità nate sui libri e divenute realtà.

E ancora, Utet propone dal canto suo “Segnali di fumo”. Il volume raccoglie i foglietti di poche righe a cui lo scrittore affida, in totale libertà, quello che gli suggerisce l’estro del momento. Ma che cosa “segnala” Camilleri? Intanto, molta partecipazione per le nostre vicende politiche: soprattutto indignazione per l’assenza di etica, la corruzione, la volgarità, il populismo becero, gli insulti di troppi “politici senza onore” che hanno prodotto fame, disoccupazione, scontro sociale, impoverimento del Paese. Poi, il gusto mai perduto del racconto disteso, dell’aneddoto divertente e rivelatore. Il piacere degli incontri con personaggi del tutto sconosciuti o – trattati esattamente alla stessa stregua – famosi come Wisława Szymborska e il presidente argentino Alfonsìn. Le letture che durano da una vita (Pirandello, Vittorini, Malraux, Philip Roth, Tabucchi) e che suggeriscono alcune sobrie e per niente retoriche considerazioni sull’arte dello scrivere. Infine, il senso – molto umano, ma mai troppo malinconico – del tempo che passa, dell’età che avanza: “… mettiamola così: il tempo è una giostra sempre in funzione. Tu sali su un cavalluccio o un’automobilina, fai un bel po’ di giri, poi, con le buone o con le cattive, ti fanno scendere”. Ora, Camilleri ha deciso di raccogliere qualche decina dei suoi “segnali di fumo”, organizzandoli in una sequenza sapientemente “narrativa”.





