di Fabio Carosi
Non ce l’ha né col presidente Zingaretti, né col sindaco Marino. Nel mirino ci sono la Regione Lazio e il Comune di Roma come istituzioni che devono dare risposte ai cittadini. Pierpaolo Bombardieri, segretario generale Uil di Roma e del Lazio, è la spina nel fianco della politica laziale: ha contato i giorni di lavoro dei consiglieri regionali e ha scoperto che in un anno hanno lavorato 37 giorni, diventati 68 se si calcolano le riunioni delle Commissioni. “E ora tocca al Consiglio Comunale al quale faremo le pulci con il nostro osservatorio”, annunci in vista del primo giro di boa della Giunta Marino.
Bombardieri, da quando il sindacato controlla la politica?
“Da quando la politica costa troppo e usa i soldi pubblici. I giorni di lavoro dei consiglieri regionali sono uno schiaffo a migliaia di lavoratori in cassaintegrazione, ai disoccupati e ai giovani. Quei numeri gridano vendetta”.
E la presidenza del Consiglio vi ha accusato di essere populisti…
“Se denunciare con obiettività e documenti alla mano sprechi e privilegi delle nostre istituzioni, significa essere populisti, allora lo siamo”.
Ma dopo lo scandalo Fiorito la Regione sembrava aver cambiato passo.
“Sì, ma solo perché obbligata dalla spending review. Se si escludono le riduzioni di legge, il Consiglio costa ancora come quando c’era la Polverini. Zingaretti ha ridotto la “spesa politica” da 25 a 9 milioni di euro, ma si può fare di più”.
Passiamo al Comune. Le piace come sintesi “poche idee e confuse”?
“L’ho detto e lo ripeto: non vedo il modello nuovo. Siamo a 60 giorni dalla ratifica del decreto Salva-Roma e dovremmo avere un quadro della città dei prossimi tre anni. Questa classe politica non ha le idee chiare”.
Eppure il sindaco sembra convinto di farcela.
“Il tema non è come rimettiamo a posto i trasporti pubblici e le aziende, bensì se vogliamo i trasporti e i servizi sociali al livello di una capitale europea o no. Fino ad oggi non siamo riusciti ad avere un confronto eppure abbiamo detto che siamo disponibili a ragionare sulla razionalizzazione del trasporto. Le faccio un esempio: nel Lazio abbiamo 120 società partecipate; se Atac trasporta il 70% per cento dei passeggeri, perché la Regione divide il fondo dei trasporti in egual misura tra Atac, Cotral e Fs?”.
La vostra proposta?
“Un’azienda unica, anche per le manutenzioni”.
E perché la politica è sorda?
“Io penso che che nessuno voglia lasciare il proprio orticello”.
L’altra voragine nei conti di Roma è rappresentata dai rifiuti. La città paga una cifra spropositata per smaltire le immondizie, trasportandole in altre Comuni, dove sono una ricchezza. É questo il futuro?
“Io non parlerei di rifiuti ma di politiche ambientali. Abbiamo una serie di domande per la politica che non hanno avuto risposta: perché il Comune di Roma non dialoga con la regione che vara il Piano rifiuti? Perché Acea e Ama non possono chiudere insieme il ciclo? Quali sono le innovazioni che Acea ha fatto sulla città per cambiare le politiche energetiche?”.
Sta parlando di impianti di come gassificatori e inceneritori… che a Roma sono un tabù…
“Basterebbe utilizzare a pieno regime gli impianti che Acea ha già e spingere sulla differenziata e adattare a Roma le esperienze di altre realtà virtuose”.
Sempre di impianti parliamo, però…
“Non sono un dogma, intanto però usiamo meglio ciò che abbiamo. Ma il vero tema è che una seria politica ambientale può rappresentare una ricchezza che fa occupazione. Invece siamo ancora lontani. E non è un’eredità della Polverini, la crisi ha origine più lontane”.

Seguici su
L’INTERVISTA. Pierpaolo Bombardieri, segretario Uil di Roma e del Lazio, sceglie affaritaliani.it per denunciare le mancate risposte ai cittadini. Dopo aver contato i giorni di lavoro del Consiglio regionale, “ora tocca al Comune”. La ricetta per cambiare e l’incognita del progetto Marino per il Salva-Roma
