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Case in svendita, botte in Comune. “Affittopoli” finisce alla Corte dei Conti

Urla, cori e schiaffi in aula Giulio Cesare: in discussione la dismissione del patrimonio immobiliare del Campidoglio che dovrebbe portare 308 milioni nelle casse del Comune, nulla in confronto al valore potenziale. Inoltre poco o nulla trapela su chi ha avuto il privilegio di pagare affitti ridicoli e ora può comprare lo stesso immobile con uno sconto del 30%. Il Movimento 5 Stelle ha presentato un esposto contro il sindaco alla magistratura contabile

‘Svendesi case di lusso del comune anche a morosi e senza titolo’. Urla, cori, un buffetto nella ressa, o schiaffo che dir si voglia. Una seduta “accesa” quella del consiglio comunale dedicata alla dismissione di 600 immobili di pregio di proprietà del Campidoglio. Per l’opposizione si tratta di una svendita “a favore degli amici degli amici”.
Prima le proteste dei consiglieri dagli scranni, poi i militanti di Ncd, guidati dalla coordinatrice Roberta Angelilli, hanno esposto dei cartelli con la scritta «Svendesi immobili di lusso, anche per morosi, poi il capogruppo della Lista Marchini, Alessandro Onorato, ha esposto una sagoma di cartone del sindaco Ignazio Marino con la scritta «Svendo Roma» posizionandolo proprio sullo scranno del primo cittadino, provocando la reazione della maggioranza: i consiglieri Pd Orlando Corsetti ed Erica Battaglia hanno cercato di sottrarre il cartonato mentre interveniva a suon di spinte Marco Pomarici (Lega dei popoli). Al presidente dell’Aula, Valeria Baglio, non è stato possibile altro che sospendere la seduta.

“Vendere gli immobili in un momento di grande crisi è la cosa più sbagliata che si possa fare – spiega Alfio Marchini – Vanno prima valorizzati e poi venduti. Sono beni dei cittadini romani che hanno già avuto il grave danno di averli visti affittati a prezzi assolutamente ridicoli. È una cosa sbagliata nella forma e nella sostanza. Non dà nessuna prospettiva, ed è un’altra di quelle cose che fanno di corsa senza la minima strategia. Tutto questo non ha senso, e non capisco come Marino, che parla tanto di trasparenza, di merito e di valorizzazione faccia questa operazione come neanche l’ultimo ladro di polli”. La protesta sfociata dopo che dall’assessorato al Patrimonio è pervenuto l’elenco dei nominativi dei locatari, ma non legati all’immobile di riferimento.
“Quello che chiediamo – ha aggiunto Marchini – è trasparenza, avere l’elenco esatto degli immobili, non dare la possibilità a chi ha avuto il privilegio di pagare affitti ridicoli di comprare gli immobili con uno sconto del 30%, dare a dei valutatori terzi internazionali la possibilità di far capire al Consiglio di cosa stiamo parlando. Non si possono fare delibere al buio, penso che Mafia Capitale abbia già insegnato molto e non ho nessuna intenzione di avallare altri comportamenti opachi e poco rispettosi di quello che è un bene della collettività e che per me è sacro”.
Facendo i conti in tasca a Marino, col valore al metro quadro da crisi economica il Comune di Roma stima dalle dismissioni un introito di 308 milioni di euro. Ma che se collocato in una stagione economica diversa potrebbe anche rendere il 10-15 per cento in più.

“Questa totale mancanza di trasparenza pare sia dovuta al fatto che nell’elenco ci sono morosi, non aventi titolo, nomi ‘scomodi’. Denunciano Roberta Angelilli e Roberto Cantiani, coordinatore del Lazio e Capogruppo del NCD.
I 5 Stelle vanno oltre e i deputati romani e i consiglieri capitolini hanno presentato un esposto alla Corte dei Conti contro il sindaco di Roma Ignazio Marino, chiedendo alla magistratura contabile di far luce sullo scandalo “Affittopoli” che in questi giorni ha investito la giunta comunale. Visto che uno di questi immobili pare sia stato assegnato proprio alla cooperativa 29 Giugno di Salvatore Buzzi”.
“Vogliamo l’elenco dei fortunati. Perché tra anziani e indigenti, chissà, potrebbe nascondersi qualche nome più illustre. Quello in atto – concludono – è un autentico abuso da parte dell’amministrazione capitolina e un insulto verso le migliaia di famiglie che da anni, invano, attendono l’assegnazione di una casa da parte del Comune di Roma”.